di Giuseppe Saba (Twitter: @saba_giuseppe)

Successo numero 49 in carriera (a – 2 da Alain Prost nella classifica complessiva), quarta di fila e vetta del mondiale consolidata: questi i numeri di Lewis Hamilton, trionfatore ad Hockenheim nel gran premio “di casa” del compagno di squadra Rosberg, giunto 4° al traguardo  dopo aver vanificato la pole di ieri con una pessima partenza, dove ha fatto “pattinare” le gomme anche in terza marcia. Segnale, questo, del “disagio tecnico” odierno patito dal tedesco della Mercedes: a fine gara, infatti, Nico ha parlato di un problema di surriscaldamento sulle sue gomme posteriori che gli ha impedito di essere competitivo anche nei confronti delle due Red Bull. Rosberg che ha pure subìto una penalità di 5 secondi (tramutatisi in 8 per un errore del team durante il pit-stop) a causa del duello con Max Verstappen, dov’è stato riconosciuto dai commissari (probabilmente in maniera eccessiva) reo di aver accompagnato il giovane (e talvolta troppo “sopra le righe” con le sue manovre, vedi prima curva…) olandese al di fuori del track-limit del tornantino. Red Bull che con una grande gara (soprattutto di Ricciardo, 2°, di nuovo davanti al compagno di team) ha occupato i restanti gradini sul podio e sopravanzato la Ferrari nella classifica dei Costruttori, con una macchina che, pur generando tanto carico aerodinamico, non solo con le ali (configurate non più troppo “scariche” rispetto a quelle dei rivali) ma anche con corpo vettura ed assetto “rake”, mostra comunque delle velocità di punta sul dritto (migliorate di un’enormità durante la stagione) assolutamente a livello di quelle di avversari accreditati di potenze ben più elevate (sulla carta…). Inoltre, la monoposto del “mago” Newey sembra avere un segreto nell’innovativa sospensione posteriore, sempre attentamente celata dai meccanici durante gli interventi sulla vettura. Capitolo Ferrari: una gara da “vorrei ma non posso” per le due Rosse, con uno scambio di posizioni avvenuto in partenza tra i due piloti (Vettel e Raikkonen rispettivamente 5° e 6°) e poi più nessuna occasione per lottare quantomeno con le Red Bull (le Mercedes sono, per la Ferrari attuale, fuori portata). Perdendo anzi ancor più contatto con i rivali sul finale, quando la scelta (obbligata, visto che le “rosse” nuove erano finite) di montare le Pirelli Yellow Soft nuove non si è rivelata come quella più adatta alle condizioni di pista del momento. Terza gara consecutiva fuori dal podio e nervosismo in crescita per gli uomini di Maranello, con un Maurizio Arrivabene tesissimo durante le interviste a fine gara, dove ha ribattuto quasi al limite della maleducazione alle domande dell’inviata di Sky. La chiave è sempre quella, insufficiente sfruttamento delle gomme rispetto a concorrenza e condizioni atmosferiche: problema che manifesta anche quella Haas “figlia diretta” dell’engineering “made in Maranello. E’ questa è la “cartina di tornasole” di un lavoro frutto di concetti di base non adeguati a questi regolamenti e a queste gomme, testimonianza che il lavoro del trio Allison-De Beer-Resta (con i primi due oramai fuori dalla Ferrari), non è stato all’altezza di quello, seppur “rattoppato alla bell’e meglio”, del “reietto” Tombazis. Ciò non significa che con l’aerodinamico greco al “timone” della progettazione ora la Ferrari avrebbe una macchina migliore: ma che a Maranello sta prendendo piede una certa mancanza di metodologie tecniche di lavoro “al passo coi tempi”, che solo “forze fresche con mentalità fresche” potrebbero portare dentro la Gestione Sportiva. Di sicuro, l’impegno a cui è atteso il bravo Mattia Binotto sarà gravoso e “caldissimo”… Nelle restanti posizioni per i punti, troviamo nuovamente le due Force India (Hulkenberg 7° e Perez 10°, dopo un duello ruota a ruota con Alonso), espressione d’una genesi e di uno sviluppo della monoposto molto positivi, che pongono il team del “latitante” Vijay Mallya a “portata di sorpasso” sulla Williams (oggi 9^ con Bottas) nella classifica Costruttori, e la McLaren di Button (8^), che porta a casa buoni punti per la squadra. Ora avremo la pausa estiva e le “serrate” dei capannoni dei vari team (ma chissà se sarà vero, vedi incrementi prestazionali “magici” della Red Bull al rientro dalle ferie degli scorsi anni…) prima di tornare in pista a fine Agosto per il Gran Premio dl Belgio sul meraviglioso circuito di Spa, dove Hamilton potrebbe iniziare a scontare posizioni di penalizzazione in griglia per la sostituzione dei componenti della Power Unit oltre il limite delle cinque stagionali, e dove la Ferrari potrebbe “gettare nella mischia” gli ultimi 3 token disponibili per l’evoluzione della sua Power Unit.

Ma voi restate con noi, perché NewsEffeUno non andrà in ferie, e vi terrà compagnia anche durante questo “torrido” Agosto!
GRAN PREMIO DI GERMANIA FORMULA UNO 2016:

Pos No Driver Car Laps Time/Retired Pts
1 44 Lewis Hamilton HAM Mercedes 67 1:30:44.200 25
2 3 Daniel Ricciardo RIC Red Bull Racing TAG Heuer 67 +6.996s 18
3 33 Max Verstappen VES Red Bull Racing TAG Heuer 67 +13.413s 15
4 6 Nico Rosberg ROS Mercedes 67 +15.845s 12
5 5 Sebastian Vettel VET Ferrari 67 +32.570s 10
6 7 Kimi Räikkönen RAI Ferrari 67 +37.023s 8
7 27 Nico Hulkenberg HUL Force India Mercedes 67 +70.049s 6
8 22 Jenson Button BUT McLaren Honda 66 +1 lap 4
9 77 Valtteri Bottas BOT Williams Mercedes 66 +1 lap 2
10 11 Sergio Perez PER Force India Mercedes 66 +1 lap 1
11 21 Esteban Gutierrez GUT Haas Ferrari 66 +1 lap 0
12 14 Fernando Alonso ALO McLaren Honda 66 +1 lap 0
13 8 Romain Grosjean GRO Haas Ferrari 66 +1 lap 0
14 55 Carlos Sainz SAI Toro Rosso Ferrari 66 +1 lap 0
15 26 Daniil Kvyat KVY Toro Rosso Ferrari 66 +1 lap 0
16 20 Kevin Magnussen MAG Renault 66 +1 lap 0
17 94 Pascal Wehrlein WEH MRT Mercedes 65 +2 laps 0
18 9 Marcus Ericsson ERI Sauber Ferrari 65 +2 laps 0
19 30 Jolyon Palmer PAL Renault 65 +2 laps 0
20 88 Rio Haryanto HAR MRT Mercedes 65 +2 laps 0
NC 12 Felipe Nasr NAS Sauber Ferrari 57 DNF 0
NC 19 Felipe Massa MAS Williams Mercedes 36 DNF 0

 

 

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