NEWSF1 CINA GP RACE ANALYSIS (PARTE 2)

RED BULL ANCORA MOLTO LONTANA

Verstappen sale sul gradino più basso del podio e questo può essere visto come un gran risultato da parte della Red Bull, ma in realtà non lo è, ovvero lo è in parte perché l’Olandese ha fatto una bella gara e questo è un dato di fatto, ma se non ci fossero state alcune situazioni fuori dall’ordinario sarebbe finita in modo molto diverso. Innanzitutto le prestazioni deludenti di Raikkonen e Bottas hanno favorito un ‘ritorno’ della Red Bull e poi la situazione di pista bagnata che ha consentito durante i primi giri un prodigioso recupero di Verstappen che partiva in 16° posizione, delle qualità del Pilota ne abbiamo già parlato come dei difetti del resto, un atteggiamento ancora bambinesco tipico della sua età, come durante gli ultimi giri quando si è lamentato con Whiting (gli ha dato del ‘ridicolo’) per la mancata segnalazione di bandiere blu a Grosjean che gli era molto ma molto distante; il Team-radio era iniziato con una lamentela riguardante i presunti problemi a controllare la vettura quando chi gli era davanti (Grosjean appunto…) era a più di 2 sec. di distacco e poi è proseguita con l’appello ai Commissari; dare del ridicolo al ‘capo’ di questi dovrebbe come minimo costargli qualche posizione in griglia, ma così non sarà; sembra che questo ragazzino che è forte, per carità, possa fare quello che vuole impunemente e voglio vedere fino a che punto potrà arrivare la cosa.

Nonostante il 3° posto di Verstappen e il 4° di Ricciardo la Red Bull è lontanissima dalla zona dei primi, in questo GP ha portato una nuova sospensione posteriore che ha reso, ad occhio, la vettura ancora più rake ma senza più quella magia che le dava quella vecchia, appare infatti che nei rettilinei la vettura non fosse parallela al suolo come lo era l’anno scorso. Per dare un’idea del distacco in gara dalla Ferrari ecco il grafico relativo ai giri dal 22 al 27, quando Vettel si è liberato di Ricciardo e sia lui che Verstappen avevano pista libera; da ricordare che i 14 passaggi del Tedesco prima dietro a Kimi poi dietro all’Australiano hanno sicuramente rovinato le prestazioni delle gomme

Verstappen era su gomme Super Soft mentre Vettel su Soft nonostante questo il Pilota Ferrari ha girato in queste 6 tornate con la media di 1:37.943, mentre Verstappen ha segnato 1:38.705, circa 8 decimi di differenza nonostante le gomme più morbide dell’Olandese.

Nella seconda parte della gara Ricciardo si avvicina al compagno di Squadra, l’Australiano ha cambiato le gomme al passaggio n. 33 montando Super Soft usate, mentre l’Olandese al giro n. 29; in questa comparazione ho inserito anche Vettel che è andato al box alla tornata n. 34 montando Soft usate, ecco il grafico

Da notare come la differenza dei Piloti Red Bull con Vettel sia di circa 1,5 sec. a vettura quasi scarica, quindi un GAP  ancora più importante rispetto al grafico precedente, questo può voler dire che, le sospensioni e la vettura nel suo insieme, soffrono in maniera più accentuata quando questa diventa più leggera, comportamento che è proprio l’opposto di quanto accadeva nelle gare finali del 2016 ed è, probabilmente, da imputarsi alle nuove regole dettate dalla FIA sul comportamento dinamico delle sospensioni che ha indubbiamente danneggiato la Red Bull più di quanto si possa pensare.

Al traguardo Verstappen arriva con un gap da Vettel di circa 38 sec. nonostante il Tedesco abbia alzato il gas negli ultimi 2 giri mentre l’Olandese stava spingendo perché aveva Ricciardo che lo stava pressando ed ha anche cercato un disperato attacco nell’ultimo passaggio.

Marco Asfalto

Leggi la Parte 1