La mossa di Helmut Marko paga, almeno per ora. Portando larghi sorrisi e soddisfatte strette di mano nel box Red Bull, le qualifiche di Barcellona hanno regalato una sorprendente seconda fila al team austriaco con Ricciardo davanti a Verstappen. Un risultato, che almeno a prima vista, sembra dare ragione alla mossa tanto discussa della scuderia riguardo lo scambio Verstappen-Kvyat. Il primo in paradiso: partirà quarto e in stato di grazia, adattatosi con una rapidità impressionante alla nuova macchina che ha guidato per la prima volta (è bene ricordarlo) solo 24 ore fa. L’altro, il russo, in difficoltà evidente, decisamente demoralizzato e sfiduciato manca l’ingresso in Q3 battuto sonoramente dal compagno Sainz. La scossa che questa operazione di mercato piloti anticipato ha dato a tutto l’ambiente è stata profonda e strutturale. Il risultato è stato decisamente buono; Ricciardo è apparso in super forma, e il terzo posto conquistato davanti al giovane Max è stato decisamente liberatorio (basti sentire la comunicazione col muretto a qualifica conclusa) per ribadire le gerarchie interne al team.

Red Bull dunque in seconda fila che affossa inevitabilmente le ambizioni della Ferrari e spazza via il timido ottimismo di ieri dopo le prove libere; pareva possibile ridurre il gap con Mercedes e invece il distacco è tremendamente pesante, con una macchina nervosa e difficile da guidare. Tanto più grave su questa pista che (sulla carta) avrebbe dovuto premiare le qualità della Ferrari, e che invece ha esaltato, non del tutto inaspettatamente, le doti telaistiche dei Red Bull.

Con Hamilton in pole e scatenato, Rosberg secondo e le Red Bull a inseguire ci sono le premesse per una gara avvincente e una –possibile- riapertura del mondiale. La pista non è particolarmente adatta ai sorpassi, per questo le strategie saranno cruciali: 2 o 3 soste e azzeccare l’alternanza medie-morbide sarà la chiave per la vittoria.

In Red Bull, mai come in questa gara, c’è bisogno di un risultato importante per sopire le critiche e stabilizzare la scuderia per riportare serenità e concentrazione nell’ambiente. Un fatto è certo: con la Ferrari in difficoltà è fondamentale per l’interesse e l’audience di questo campionato trovare un altro competitor forte e costante per garantire più spettacolo e incertezza alle gare.

di Stefano De Nicolo’

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