ANALISI TECNICA DEL CIRCUITO DI MELBOURNE: INTRODUZIONE

Svolgiamo l’analisi tecnica del circuito perchè, fino ad ora, la situazione non sembra compromessa e, nonostante il coronavirus, il campionato dovrebbe riuscire a prendere il via.

Tra una difficoltà e l’altra, quasi per scaramanzia, noi continuiamo a fare ciò che facciamo tutti gli anni. Parliamo della tecnica della F1 augurandoci che sia di buon augurio. Quindi, anche quest’anno iniziano le gare per la gioia di tutti gli appassionati di formula 1 e, come di consueto, si riparte da Melbourne, Australia.

La pista si presenta come un insieme di chicane molto veloci e un insieme di rettilinei dove sarà importante l’aderenza al terreno per una accelerazione efficace.

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In effetti, i tratti dritti attorno al lago di Albert park non sono caratterizzati da lunghezze estreme e tutti, compreso il rettifilo principale, misurano meno di 800 metri.

Ad essi si uniscono cambi di direzione repentini e con raggi di curvatura ridotti fino a misurare meno di 30 metri. L’estensione di questi, però, è particolarmente limitata e le macchine riescono ad attraversarli senza ridurre troppo la velocità di percorrenza.

Inoltre, 7 cambi di direzioni davvero veloci richiedono alle macchine un extra sforzo in termini di opposizione nei confronti della forza centrifuga. iniziamo l’analisi tecnica.

ANALISI TECNICA DEI GRAFICI E I DATI

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Questi dati uniti assieme indicherebbero che la pista su cui partirà il mondiale 2019 è abbastanza veloce.

Cambi di direzioni provanti per le gomme e rettilinei su cui è difficile raggiungere velocità di punta molto elevate non creerebbero problemi qualora le squadre decidessero di aumentare il carico aerodinamico tramite l’aumento di incidenze ed inarcamenti alari. c’è più bisogno di deportanza che di velocità di punta.

Si svolga un confronto per chiarire la situazione:

La velocità media in curva sul circuito australiano è di 193kmh. Sui tracciati di Spa Francorchamps e di Sochi, per esempio, vengono raggiunti rispettivamente i 150kmh e 148kmh di percorrenza media di curva. si noti peraltro che non viene conteggiato il tratto curvilineo di Lakeside drive, il quale alzerebbe ulteriormente la media. Questo perchè, ai fini della nostra analisi tecnica, la rotazione del volante e la forza centrifuga non sono tali da poter definire come curva quella parte del circuito australiano.

Sono circa 40 i kmh di differenza sulla media generale. e con questi numeri, con curve intense e rettilinei non troppo estesi, Melbourne si presenta come un tracciato da alta deportanza.

UN CONFRONTO

Potremmo vedere alettoni posteriori particolarmente inarcati, cosi come quelli anteriori. Un altro aspetto su cui porre l’attenzione sarà l’angolo di Rake che caratterizza notoriamente i fondi piatti.

Di seguito un confronto dalla scorsa stagione:

CONCLUSIONI

dall’analisi tecnica si evince che le squadre presenteranno soluzioni da alto carico e quest’anno, con una stabilità dei regolamenti molto elevata rispetto all’anno scorso, la nuova deportanza recuperata delle evoluzioni invernali potrebbe essere notevole. Ci aspettiamo netti miglioramenti rispetto ai tempi dell’anno scorso.

Mercedes, inoltre, ha da giocarsi la carta del DAS e, visto che rispetto a Ferrari, dal punto di vista aerodinamico, potrebbero esserci valori simili e confrontabili, sarà possibile capire subito quanta differenza comporta la convergenza variabile. Questo varrà soprattutto dall’analisi tecnica dei long run.

Sarà eccitante discuterne a fine gran premio.

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a presto dall’ing. Alberto Aimar.

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