Dopo l’incredibile recupero, ricordiamo quasi 2 anni di gap tecnico, che nessuno aveva certo previsto, e una vettura che probabilmente è la migliore del lotto, la Ferrari guarda al 2018 con ottimismo; il Team può migliorare a livello organizzativo ed essere quella macchina perfetta che era una volta; gli sviluppi sono stati finalmente tanti come numero e quasi sempre efficaci e questo non era per nulla scontato viste le tante stagioni in cui si portava poco in pista e quel poco neppure funzionava; e poi c’è una power unit che deve essere ancora ben affinata e dovrebbe portare, con i pistoni 3D in acciaio, altra cavalleria. Con queste considerazioni appare roseo il 2018 per la Rossa; tuttavia le incognite sono molte ed alcune così sottili da essere quasi impermanenti ma da non sottovalutare.

PILOTI; Vettel ha mostrato qualche ansia da prestazione durante la stagione; vero che certe lacune sono venute fuori soprattutto quando si è trovato a rincorrere e forse questo affanno ne ha scombinato la tranquillità che un 4 volte campione dovrebbe comunque avere; una sorta di calma serafica del proprio spirito, non deve dimostrare nulla a nessuno visto che è nell’Olimpo dei 4, a meno che egli stesso non valuti alcuni dei propri titoli poco meritori e quindi si senta in qualche modo debole di fronte ai suoi nuovi competitors che sono più agguerriti che mai. Da lui ci si aspetta che non cada più nei tranelli in partenza che qualche astuto pilota gli mette di fronte; Vettel è intelligente e forse meno furbo di altri, da non confondere le due cose; chi ha intelligenza può diventare il più astuto di tutti; chi è furbo non è detto sia più intelligente. Il Tedesco dovrà dar fondo a tutta la sua esperienza ed al suo talento se vuol vincere nel 2018 e studiare bene tutti gli aspetti di una gara considerandone le variabili; questo compito spetta anche ad Arrivabene il quale dovrebbe avere nella sua bella agenda l’elenco di tutti i particolari da curare. Raikkonen è un grande personaggio, in molti lo amano ed anche chi scrive; tuttavia negli ultimi anni è poco costante, alterna 1 gara buona a 3 in sordina; insomma è un grado di fare faville per 3-4 gare all’anno e questo non è quanto serve per conquistare il titolo costruttori e neppure quello piloti. L’apporto della 2° guida è essenziale se si vuole portare a casa un qualche risultato di rilievo; basta vedere Bottas, nel momento in cui Hamilton è mancato il Finlandese ha vinto ed ha comunque realizzato molti 2° posti. Nel 2018 ci vorrebbe un giovane rampante che metta in crisi gli altri giovani che corrono senza un domani; l’ho scritto ad inizio stagione ed i fatti sono sotto gli occhi di tutti…

HAMILTON-VERSTAPPEN; c’è poco da fare, nel 2017 c’è stata una sorta di alleanza tra i due che in pratica non hanno duellato quasi mai davvero, qualche finto combattimento ma niente di importante; del resto si dice ‘il nemico del mio nemico è mio amico’ , basta andare a rivedersi la gara in USA per capire quanto dico, nel momento di resistere al sorpasso del Britannico, Verstappen non ha fatto come sempre, ovvero cambiare continuamente traiettoria, opponendo una resistenza passiva da manuale, qualcosa utile per le platee meno esperte e per i suoi hooligans, ma di fatto ha fatto passare Hamilton indenne e questo deve far pensare; del resto le occhiatine, le mani sulle spalle, i sorrisi, in certe occasioni è sembrato quasi un flirt il rapporto tra i due; il Britannico sa benissimo che lo rimpiazzerà in Mercedes quando lui vorrà venire a prendersi la pensione in Ferrari. Il pericolo per la Rossa è rappresentato anche da questa strana alleanza.

RED BULL; la vitalità che esprime il team di Milton Keynes dopo l’estate fa sorgere molti dubbi anche sul 2018; la FIA sembra di nuovo essersi calata le braghe su qualche dispositivo che controlla le sospensioni; la vettura va via sui cordoli come sul velluto e in rettilineo abbassa il posteriore come lo scorso anno. Il team punta tutto su Verstappen per fargli vincere il mondiale immediatamente e consacrarlo come predestinato; ora c’è da riflettere su questa parola di cui si abusa; predestinato è colui il quale destino ha segnato un futuro ben preciso, qui invece si tratta di manovre RB che ha un grosso potere in seno alla Federazione sfruttandone tutte le debolezze; sponsorizzare tantissimi avvenimenti del motor-sport mette la Red Bull in una posizione di forza che è inaccettabile nella F1 moderna visti gli ingenti investimenti delle altre Scuderie, le quali, Ferrari e Mercedes, producono anche i propulsori; non si può accettare che con una banale e furba sospensione vada in fumo il lavoro di queste squadre. Da riflettere, poi, sul fatto che un tale dispositivo sembra essere stato messo solo sulla macchina del ‘predestinato’ il quale diventa, se la FIA sarà immobile, il pilota deputato a vincere il titolo nel 2018.

MERCEDES; in tutta la faccenda dei regolamenti è stato tolto un vantaggio alla Mercedes che però è rientrato da un altro pertugio; il consumare solo 0,6 litri/100Km di olio per le power unit 2018 forse limiterà l’uso del manettino, tuttavia il disporre di solo 3 propulsori per tutta la stagione favorirà la Mercedes che, ricordiamo, ha usufruito per 2 anni di un regolamento bloccato a colpi di gettoni e che è partita con l’intero progetto 2 anni prima degli altri. Sembra quasi ovvio che la PU da battere sarà ancora quella Tedesca anche se la vettura potrebbe non essere, nel suo complesso, così performante.

Ciò che dovrà fare la Ferrari per vincere il campionato 2018 è semplice quanto difficoltoso, mettere in pista una macchina affidabile e con una cavalleria maggiorata rispetto alla concorrenza, ci sono tutte le possibilità e il propulsore è ancora molto importante; evolvere l’ottima vettura di quest’anno rendendola più efficace sulle gomme; analizzare bene i dati per poter avere dei parametri di settaggio già dal venerdì e con qualsiasi situazione meteo. Farsi sentire dalla FIA chiedendo moltissimi chiarimenti su dispositivi che sembrano illegali e non mollare lo sguardo sugli altri, combattere insomma in prima linea anche sul delicato settore dei regolamenti che si ‘hanno da rispettare’. Far crescere Kimi per quanto sia possibile vista la sua età e comunque metterlo in condizione di capire che forse sarà il suo ultimo anno in F1 e che un’eventuale vittoria avrà anche la sua firma. Migliorare l’organizzazione del team in tutti i suoi aspetti ovvero nei minimi particolari. Lavorare a fondo con la Shell, per terminare la stagione con 3 propulsori sarà necessario l’apporto della casa petrolifera che si deve impegnare maggiormente nel campo della ricerca.

Sarà una stagione avvincente e difficile ma il potenziale è enorme…

Marco Asfalto

Disegni e grafica Salvatore Asero

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: