La notizia è di quelle dirompenti, e giunge a pochi giorni dalla fine del campionato. Rosberg si ritira. E lo fa appena dopo “aver scalato quella montagna” che rappresenta il suo successo più grande, ovviamente, nel mondo delle corse. Lascia la Formula 1 dopo una stagione intensa, difficilissima, che evidentemente ha prosciugato tutte le sue energie e motivazioni. Un duello durato un campionato intero contro il suo compagno, uno dei piloti migliori di questa generazione, che nel finale di stagione gli ha fatto sentire una pressione incredibile, mettendolo in una situazione che Nico ha saputo gestire con distacco e professionalità, con concentrazione e calma. Per certi versi la gara di Abu Dhabi è diventata la metafora di una intera carriera. Apparso stanco e scarico, pensavamo fosse solo lo stress della lotta iridata. Ma durante le ultime gare gli incontri con la stampa avevano già mostrato un Nico sempre più teso, che evidentemente, dal momento del trionfo non sente più la stessa motivazione che aveva prima per continuare a lottare per un obiettivo già conquistato.

Scrive nel comunicato dei sacrifici, dell’impegno che 25 anni di carriera nel motorsport gli hanno richiesto; smette, dice, per “tornare a essere marito e padre”. Le sconfitte degli ultimi due anni rimedite da Hamilton gli hanno certo minato l’autostima, ma anche dato la spinta e l’eneriga per l’ultimo allungo. La decisione pare sia di lunedi mattina, dopo la festa. E’ da Suzuka però che Nico ha capito che poteva davvero conquistare il titolo, che ha iniziato a pensare che l’anno buono poteva essere questo.  E’ dal Giappone che ha iniziato a sentire la pressione, quella vera, quella che lui ha abilmente messo da parte rinchiudendola in una piccola parte della sua psiche. Se l’è fatta scivolare addosso e ha pensato solamente a godersi l’ultimo Gran Premio, il più lungo, il più difficile, il più sofferto. “I 55 giri più lunghi della sua vita”. Lascia a 31 anni, dopo 205 Gran Premi, 23 vittorie, 57 podi e 30 pole position. Numeri niente male per uno considerato un eterno secondo senza particolare talento. Conquista il suo unico titolo sconfiggendo uno come Hamilton, che non si batte facilmente. Forse proprio per questo sente di non poter dare nulla più di quanto ha fatto finora, nulla più da dare a questo sport.

La sua decisione scatena una sorta di terremoto nel mercato piloti, che sembrava ormai consolidato, almeno per i top team. Un sedile libero in Mercedes farà ovviamente gola a molti, nonostante la rivoluzione tecnica legata alle vetture della prossima stagione. Se la soluzione più naturale potrebbe forse essere il giovane Wehrlein, (che ha fatto molto bene quest’anno alla Manor) si tratta di una scelta anche rischiosa trattandosi di un pilota così giovane per un team del blasone della Mercedes. Ma Verstappen era molto più giovane di lui e alla Red Bull non ha certo sfigurato. Altri rumors guardano in direzione della McLaren dove un Alonso insofferente per il prolungato digiuno di vittorie potrebbe tentare di tutto per accaparrarsi il sedile di Nico. Il quale, se sente di non averne più, è giusto che se ne vada nel momento del trionfo. Come i campioni. E non è facile. Chapeau

di Stefano De Nicolo’   @stefanodenicolo

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