In Formula 1 lo sviluppo della monoposto è il punto cruciale per vincere i mondiali, oltre ovviamente ad avere in squadra un pilota eccellente, capace di sfruttare al massimo la vettura, tanto che spesso accade che le monoposto vengano sviluppate nei confronti unicamente di uno dei due piloti della scuderia, solitamente quello che riesce a performare meglio e a conquistare risultati migliori, è successo cosí ai più grandi della Storia e continuerà a succedere.

Tuttavia una parte importante nella vincita delle gare, che sono poi il fulcro dei punti che consentono di intascarsi i campionati, è la gestione delle gomme, in questo ambito la Ferrari avevo stupito ad inizio anno lasciando avversari e tifosi a bocca aperta e lasciando davvero credere di essere non solo in lizza, ma anche la favorita per il mondiale 2022. Poi la storia ha preso una piega diversa e Max Verstappen si è laureato campione del mondo per la seconda volta consecutiva proprio al termine di un controverso Gran Premio del Giappone andato in onda la scorsa mattina.

Proprio la gestione gomme da parte di Red Bull è stato probabilmente uno dei fulcri importanti che ha consentito alla squadra di Milton Keynes di accaparrarsi il titolo piloti e, a breve, anche quello costruttori. Proprio a partire dal secondo terzo della stagione Max ha dimostrato, a parte alcune eccezioni tipo in Austria, una gestione gomme impeccabile che gli ha consentito di destreggiarsi nelle gare in maniera ottimale senza doversi preoccupare di eventuali pit stop o di un sorpasso in pista a seguito di un’improvviso cedimento delle gomme, il tutto unito al suo talento, ha consentito al numero #1 di mantenere il titolo già vinto lo scorso anno ad Abu Dhabi. Considerato il congelamento dei motori fino al 2026, probabilmente la Ferrari deve pensare di migliorarsi in questa direzione per evitare di gettare al vento altri campionati nel corso dei prossimi anni.

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