Formula 1 Analisi telemetrica – Con il controverso e polemico finale di Abu Dhabi, va finalmente in archivio la stagione 2021 del Campionato di F1 più combattuta (e chiacchierata) da 5 anni a questa parte.

Escludendo i due estremi della gara, vale a dire la partenza ed il clamoroso ultimo giro, l’unico vero brivido ce lo ha regalato il buon Perez con una difesa monumentale su Hamilton: il modo deciso ma mai sopra le righe del messicano, con cui si è immolato alla causa Verstappen-Red Bull, è stato un pezzo di rara bravura che supera probabilmente anche l’altra difesa topica del campionato, quella di Alonso sempre ai danni di Hamilton in Ungheria.

Andiamo allora a vedere con l’aiuto della telemetria, cosa è successo al giro numero 20 del Gran Premio di Abu Dhabi.

Grazie alle coperture più fresche, Hamilton esce con maggiore velocità dall’ultima curva al termine del diciannovesimo giro e, complice la scia del messicano, riesce ad essere più veloce di 10 KM\H alla staccata di Curva 1 (PUNTO 1).

Da qui in avanti, fino a Curva 5, l’extra grip degli nuovi pneumatici hard garantiscono ad Hamilton delle velocità nettamente più alte lungo tutto il micro settore (PUNTI 2 e 3).

Stesso discorso per il tornante di Curva 5, dove l’inglese porta le stesse velocità di Perez in ingresso, pur prediligendo un punto di corda ritardato, che però gli permette di tornare prima sul gas ed essere velocissimo in uscita con circa 10 KM\H in più (PUNTO 4). Grazie al DRS ed alla scia della Red Bull, Hamilton affianca e supera Perez (da notare il momento in cui esce dalla scia del messicano come la velocità della Mercedes si stabilizzi mentre quella della Red Bull che ha ora ha preso la scia continui ad aumentare PUNTO 5) che però non ci sta e, tirando la staccata (sebbene appaia un attimo indeciso frenando una prima volta, riaccelerando e quindi frenando nuovamente PUNTO 5a) si riprende la momentanea prima posizione.

La maggiore velocità portata in ingresso dal messicano però (PUNTO 6), lo obbliga ad aspettare di più prima di poter riaccelerare (PUNTO 7a), con Hamilton che è nettamente più veloce in uscita (PUNTO 7) qui commette un errore di valutazione non trascurabile, perché transita davanti a Perez proprio sulla seconda DRS detection zone (vedi foto), regalando così di fatto (oltra alla scia) il DRS al messicano che non si fa pregare per approfittarne e riportarsi sotto.

Nonostante in uscita (grazie ad una migliore traiettoria di percorrenza di Curva 6 e 7) infatti Hamilton arrivi prima ad aprire tutta la farfalla dell’acceleratore (PUNTO 8a), portando quasi 60 KM\H in più, Perez riesce rapidamente a recuperare il terreno (PUNTO 8) perso e supera nuovamente la Mercedes, con Hamilton che frena ed alza il piede dal gas molto prima del messicano della Red Bull che invece resta full gas (PUNTO 9), probabilmente per evitare troppi rischi in Curva 9.

Da qui in poi (PUNTO 10) Perez, aiutato dalla conformazione del circuito, è maestro nel rallentare Hamilton andando puntualmente a frenare più tardi per portare più velocità in ingresso tenendo così dietro l’inglese, che dovrà aspettare la zona DRS dopo Curva 5 per portare il suo attacco vincente ed effettuare il sorpasso.

Benché questa manovra sia stata poi ininfluente ai fini dell’assegnazione del titolo (e lo stesso Perez si scuserà poi con Hamilton), la difesa messa in atto da Perez è davvero degno di nota, il pilota Red Bull ha infatti dimostrato che si può essere duri e decisi, senza dover per forza di cose causare una collisione.

di Massimo Zecchinelli – Software telemetria by Cesare Di Mauro

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