di Giuly Bellani

Intervista esclusiva a Leo Turrini

In questa prima puntata di “Parliamone con…” abbiamo come ospite niente meno che uno dei giornalisti italiani più apprezzati ovvero Leo Turrini. In questa piccola intervista che ci ha riservato toccheremo diversi argomenti tra cui anche la possibile uscita della Ferrari dalla F1 e la delicata sentenza del post Gp di Monza che ha portato Sebastian Vettel a dover rimontare, ora, 30 punti da Lewis Hamilton a 7 gare dalla fine. Ora lasciamo la parola al “maestro” Turrini. Buona lettura. Egregio Turrini, perché secondo lei accadono così di frequente , negli ultimi tempi, valutazioni così diverse per incidenti molto simili in gara? È legittimo domandarsi se il nome del pilota o della squadra, condizioni i giudizi dei commissari di gara ? “La chiamano “sudditanza psicologica”. Funziona così: chi è più forte di solito gode di vaste simpatie, mettiamola così. Pensa al Real Madrid in Spagna o alla Juve in Italia o altre realtà top dello sport mondiale. Non è giusto eticamente ma il mondo va in un certo modo, non sono mica un ingenuo. Per stare alla F1, secondo te se nel 2007 le mail della spy story a De La Rosa le avesse mandate Kovalainen se la cavava con una pacca sulla spalla come Alonso? Penso di no! Sto divagando per rendere il contesto e allora dico questo: ci vorrebbero sempre gli stessi commissari di gara per garantire almeno uniformità di giudizio. Dopo di che è ridicolo pensare che Hamilton abbia vinto 4 mondiali perché è simpatico …agli arbitri.” Ferrari sta disputando una delle sue migliori stagioni da quando è iniziata l’era ibrida. Nello specifico vi è stata una sensibile crescita di competitività del team negli ultimi due anni e in questo momento la Ferrari è considerata, da più parti, la macchina da battere. Lei è d’accordo? “La SF71H è una macchina molto buona, veloce su ogni tracciato. Non penso sia la vettura migliore, perché Io questa schiacciante supremazia su Mercedes non l’ho mai vista. Facciamo che è un bel duello!” Durante il Gp del Canada è stato chiesto dalla FIA a Vettel di fare delle prove durante la gara. Tale avvenimento avrebbe  potuto avere conseguenze sul risultato. Lei considera corretto che si chieda ad un pilota di fare prove durante la competizione ? È mai accaduto prima, a sua memoria ? “La Fia ha procedure strane per i suoi controlli, non da oggi. Ma talvolta si fa molto cinema per niente. Non è che alla Ferrari possa essere imposta una certa cosa se non è prevista dai regolamenti! Io capisco che siamo nell’era del web ma questo delirio cospirazionista (su tutto, mica solo sulla F1, eh) lo trovo francamente imbarazzante” Parlando del futuro della F1, lei ritiene che sia possibile che un team ricco di storia come la Ferrari possa lasciare la F1? Che effetto avrebbe sul “Circus” un avvenimento di tale peso? “Se la Ferrari dovesse lasciare la Formula Uno per la F1 medesima sarebbe un colpo terribile. Ma per la Ferrari penso sia l’extrema ratio, considerato il legame indissolubile tra Rosse e Gran Premi.” Bene. Ma torniamo a noi. Pochi giorni fa si è concluso il 69esimo Gp d’Italia che ha visto trionfare Lewis Hamilton permettendogli di salire a +30 in classifica piloti. Alla luce di come è andato il GP di casa, ci dà il suo punto di vista su cosa è successo in Ferrari per cui non si è vinto ? “Vorrei avvalermi della facoltà di non rispondere! Seriamente: a Monza la Ferrari ha perso perché Vettel ha commesso un errore e Hamilton è stato perfetto. Quando questi due fattori si sommano, la partita è decisa. Al netto di tante chiacchiere inutili, alla fine la Formula Uno è abbastanza semplice. Ma restano ancora 7 Gran Premi…” Siamo all’ultimissima domanda. Qual è l’episodio che più l’ha colpita o l’ha affascinata al quale le è capitato di assistere nella sua carriera giornalistica in F1? “Eh, di episodi che mi legano alla Formula Uno ne avrei dozzine e dozzine! Mi limito a segnalare gli ultimi tre giri di Suzuka 2000, la’ in Giappone. Io e gli ingegneri non guardavamo più, né’ monitor né’ pista. Non ce la facevamo proprio, dopo 21 anni. Brothers in arms…” Ringrazio personalmenten a nome di tutto lo staff di Newsf1.it, Leo Turrini per averci concesso questa breve intervista.
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