Negli ultimi due giorni della sessione di test che si è appena conclusa a Barcellona abbiamo visto il debutto in pista del sistema Halo per la protezione dell’abitacolo da introdurre nel 2017.

Sebastian Vettel (GER) Scuderia Ferrari SF16-H - Testing Halo

Sebastian Vettel (GER) Scuderia Ferrari SF16-H – Testing Halo

Se c’è una cosa che con la Formula 1 va a braccetto fin dalla sua nascita è certamente l’innovazione, che si manifesta quotidianamente nella ricerca del limite per vetture e  regolamenti, nella cura del dettagli, nella progettazione estrema di componenti e soluzioni. Strettamente collegato con l’innovazione stessa è il tema della sicurezza, sempre più caro sia all’opinione pubblica che agli addetti ai lavori nonché, naturalmente, ai piloti. Sebbene nato come sport pericolosissimo, l’automobilismo non ha mai cercato di rinnegare la sua componente di rischio, e proprio per questo la sicurezza si è evoluta di pari passo con la tecnologia per garantire l’incolumità dei protagonisti. Anche se la consapevolezza del pericolo non viene mai meno in chi siede in un’auto da corsa, la percezione che se ne ha oggi è assai diversa da quella degli anni dei pionieri, quando leggere di piloti deceduti in pista era una triste abitudine. Dei piloti deceduti nella storia delle gare di Formula 1 solamente un ridottissimo numero di questi sono quelli rimasti coinvolti in incidenti mortali negli ultimi tre decenni. Gli anni trascorsi da quel nefasto weekend di San Marino ’94 ci avevano forse convinto di avere domato il rischio ed essere riusciti a rinchiuderlo in un angolo in cui non potesse più farci paura. Sbagliavamo, e l’incidente di Bianchi ha riportato prepotentemente alla ribalta il tema della sicurezza ed in particolare la questione della copertura della testa del pilota.

Per varie ragioni impraticabile la scelta di un cupolino chiuso sullo stile degli aerei da caccia (problemi con l’antincendio principalmente) si discute attivamente da qualche tempo l’introduzione di una struttura a traliccio per proteggere il capo da impatti con altre vetture e grossi detriti. Il sistema Halo  presentato dalla Ferrari è la prima prova anche visiva che del lavoro fatto in questa direzione nonché dell’intenzione di introdurlo effettivamente il prossimo anno. Costituito da una barra di rinforzo in carbonio ancorata a tre punti che gira attorno all’abitacolo migliora la protezione nelle dinamiche di impatti e collisioni in cui una delle due macchine sale sopra l’altra o nel caso di detriti vaganti particolarmente grandi e pesanti come gomme o altro.

Barcellona 2.3 73

Sia Kimi Raikkonen che Sebastian Vettel, che hanno per primi testato il nuovo dispositivo, ne hanno dato un giudizio positivo in termini di utilizzo, liberando subito il campo dalle speculazioni secondo cui Halo limiterebbe la visibilità; avendolo testato prima al simulatore e poi in pista, il problema si è dimostrato infondato: Halo non limita la visibilità in modo particolare né crea alcun problema. Decisamente più critico Lewis Hamilton che l’ha definita la peggiore modifica estetica nella storia della Formula 1 e, sebbene riconoscendone l’importanza in termini di attenzione alla sicurezza, ha sostanzialmente negato la necessità di utilizzarlo in questo momento in cui secondo lui la sicurezza ai piloti è già ampiamente garantita. Rosberg invece, più pacato, si è limitato a giudicarlo un grosso passo avanti in termini di sicurezza, mentre anche un altro illustre ex pilota come Martin Brundle si è espresso in maniera decisamente contraria verso questa nuova idea, giudicandola negativa per varie ragioni. Una nota negativa giunge anche direttamente da Philippe Bianchi, padre di Jules, che ritiene uno strumento come Halo ancora troppo poco, e non abbastanza per eliminare del tutto i rischi e portare la sicurezza ad un altro livello.

Oltre al giudizio tecnico dei piloti parecchie obiezioni sono state sollevate da appassionati ed addetti ai lavori sull’aspetto estetico di questo nuovo traliccio in carbonio che crea una rottura netta con l’estetica cui siamo abituati rompendo la sinuosità delle forme e delle linee delle vetture, anche se Ferrari assicura che nella sua versione finale sarà comunque più discreto ed esteticamente gradevole.

Il prezzo dell’innovazione d’altronde, in tutta la storia di questo sport, è sempre stato quello di portare nuove soluzioni e tecnologie anche a svantaggio dell’estetica o del gradimento di qualche purista ma introducendo novità e maggiore efficienza nella disciplina stessa. Così fu per il passaggio dai motori anteriori a posteriori, per l’introduzione degli alettoni, delle minigonne, dell’aerodinamica eccessiva e recentemente per il ritorno al turbo. Il tifoso si adatta, ma l’appassionato comprende, valuta, riconosce l’innovazione ed infine l’apprezza. Forse sarà così anche per il nuovo arrivato Halo.

Di  Stefano De Nicolo’

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