Il Chief Project Engineer della Ferrari ha parlato delle criticità legate al progetto della F1-75, nel quale la Rossa ripone grandi speranze.

La presentazione della nuova Ferrari, la F1-75, ha esaltato i tifosi della Rossa e gli appassionati di F1. La Scuderia di Maranello ha infatti presentato un progetto coraggioso ed interessante, dalla filosofia molto diversa rispetto, ad esempio, a quella di McLaren o Mercedes. Per scoprire se la F1-75 riuscirà a riportare il Cavallino Rampante in lotta per il titolo bisognerà aspettare il responso della pista, ma sicuramente gli sforzi del team sono stati molto apprezzati dai tifosi, che hanno anche lodato il lato estetico della nuova macchina. In un’intervista realizzata dalla Ferrari stessa, il Chief Project Engineer della Rossa, Fabio Montecchi, ha raccontato il percorso di realizzazione della F1-75, sottolineando le criticità riscontrate nei mesi di avvicinamento alla presentazione e l’orgoglio di aver mostrato al mondo il frutto degli sforzi degli uomini di Maranello.

“Il progetto della vettura per i nuovi regolamenti tecnici…” – ha esordito Montecchi – “…è iniziato nella seconda parte del 2019. A quel punto doveva essere la vettura per il 2021, poi è arrivata la pandemia e di conseguenza il rinvio del regolamento tecnico al 2022. Al contempo, è stato bloccato per regolamento lo sviluppo aerodinamico da marzo a dicembre 2020. Lo sviluppo è poi ricominciato a pieno ritmo all’inizio del 2021. Si tratta di un’opportunità esaltante: cadono tutti i punti riferimento del passato e si riparte da un foglio bianco. Occorre ripensare alle caratteristiche della vettura, alle sue limitazioni, alle aree di sviluppo più promettenti. Questo regolamento è così differente dal passato che ci ha proiettati su un terreno sconosciuto e tutto da esplorare. Faccio soltanto un esempio: il fondo vettura non sarà più piatto, ma tridimensionale per la prima volta dal 1982. Anche solo quest’unico contenuto porta con sé tantissime grandi implicazioni sia sull’assetto della vettura sia sul disegno della sospensione“.

Ferrari, ecco finalmente la F1-75 6

Il Chief Project Engineer della Ferrari ha inoltre sottolineato quali sono stati gli ostacoli più complessi da superare nella realizzazione della nuova vettura: “La difficoltà più grande che abbiamo incontrato è stato armonizzare tra loro gli obiettivi che ci siamo dati all’inizio del progetto. Questi obiettivi sono spesso risultati contrastanti tra loro, quindi si è dovuto trovare il compromesso migliore per ottimizzare la prestazione globale. Ad esempio, spesso l’obiettivo di peso della vettura e quello di prestazione aerodinamica sono entrati in contrasto. In quei momenti è molto importante non perdere d’occhio dove si trova l’ottimo della prestazione assoluta della vettura. Penso che vedremo diverse interpretazioni del regolamento in alcune aree della vettura. In alcuni casi queste interpretazioni porteranno a piccolissime differenze sulla prestazione globale e semplicemente sposteranno l’accento da una ad un’altra variabile. In altri casi invece l’effetto potrebbe essere molto grande”.

“E’ stato un lungo viaggio…” – ha concluso Montecchi – “…durante il quale a farla da padrone sono state la passione, l’entusiasmo e la curiosità. Oggi invece ciò che provo più di tutto è l’impazienza di vedere questa vettura finalmente in pista e la voglia di tornare a competere per il vertice. Quello che posso dire è che sono molto orgoglioso del lavoro fatto da tutto il team, poi per essere soddisfatti bisognerà aspettare di vedere la competitività in pista”.

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