La squadra regina del 2009 riuscì a dominare la prima parte di stagione con il diffusore bucato, soluzione che gli permise un gran vantaggio sui rivali. Proprio ciò che la Federazione vuole evitare

Il 2021 sarà un vero e proprio annozero per la Formula 1. Nella giornata di ieri è stato presentato un modello delle nuove monoposto in galleria del vento, immagini che hanno diviso i tifosi e gli appassionati. Da una parte c’è chi è attratto dalle forme, mentre da un altro lato si pensa che il tutto possa portare ad una specie di monomarca. Una grande quantità di pubblico ha infatti detto che le vetture somigliano in maniera smisurata alle Indycar e non crede che sarà facile per le squadre discostarsi dalle forme prestabilite.

Negli ultimi decenni questa non è il primo stravolgimento regolamentare. L’ultima rivoluzione avvenne nel 2014, con l’avvento delle propulsioni ibride che hanno scatenato il dominio Mercedes ancora oggi in vigore. Nel 2009 il cambiamento riguardò un netto taglio sull’aerodinamica, sfruttato alla perfezione dal team esordiente Brawn GP, nato dalle ceneri della Honda. La squadra britannica si impose grazie all’idea del foro sul diffusore, una genialata al limite del regolamento che permise a Jenson Button di portare a casa il mondiale.

Proprio su questo aspetto la FIA sta lavorando duramente. Si vuole evitare che un team vinca sfruttando qualche zona grigia delle regole, andandosi a creare un vantaggio incolmabile sulla concorrenza sin dalle prime gare. Proprio su questo è stato interpellato Nikolas Tombazis, responsabile delle monoposto per quanto riguarda la Federazione Internazionale: ”Siamo alla ricerca di soluzioni che rendano veloci le vetture, anche se alcune di esse potrebbero disturbare la scia e questo lo vogliamo evitare per avere dei sorpassi frequentemente. Le soluzioni che renderanno le macchine più veloci senza inficiare la scia saranno approvate, altre no, quindi stiamo cercando di capire a cosa potremmo andare incontro. Stiamo cercando eventuali ‘buchi’ regolamentari. Ovviamente questo principio va ricercato salvaguardando la performance e l’originalità per non avere vetture tutte uguali, ma cercheremo di incoraggiare aree che non hanno impatto sulla scia. Ad esempio un settore in cui c’è ancora da lavorare anche dal punto di vista estetico è l’alettone anteriore”.

Anche Pat Symonds ha aggiunto il proprio parere: ”Stiamo semplicemente cercando di valutare se il regolamento è abbastanza ferreo o se ci sono dei punti da rendere ancora più vincolanti e non so fin dove riusciremo ad arrivare, ma sicuramente inseguire sarà sicuramente più facile rispetto al 2019 o al 2020 e la differenza sarà sensibile”.