La giornata dei “grandi ritorni”. E’ questo il filo conduttore delle odierne qualifiche del Gran Premio di Singapore.
Il ritorno in pole-position della Ferrari (dopo praticamente tre anni di digiuno) e di Sebastian Vettel (l’ultima volta fu nel Gp del Brasile 2013), che con una prestazione “monstre” ha rifilato distacchi pesanti ai suoi inseguitori (dal mezzo secondo in su) e segnato i migliori parziali di settore.
Il ritorno nelle prime due file della Red Bull motorizzata Renault, con il “caposquadra”  Ricciardo terzo ed il sempre più positivo Daniil Kvyat quarto.
Ed anche col ritorno nelle posizioni meno nobili dello schieramento di entrambe le Mercedes, col campione del mondo in carica Hamilton solo quinto a 1.5 secondi dal poleman di “rosso vestito”, e col suo diretto inseguitore in classifica mondiale Rosberg subito dietro in sesta posizione.
Dopo quella della pole della Scuderia di Maranello, è proprio questa la notizia di giornata: le monoposto di Stoccarda/Brackley non sono mai sembrate a livello degli altri due top-team, anche quando sono andate a ricercare tutta la potenza della loro Power-Unit per mezzo della mappatura da qualifica (che si ipotizza possa fornire un miglioramento prestazionale di circa 6 decimi di secondo), soffrendo probabilmente di un elevato degrado termico delle coperture posteriori, sia con i Pirelli PZero Soft Yellow che con quelli Red SuperSoft. Ed i segnali forniti dalle prove libere 3 non lasciano presagire grossi miglioramenti in chiave ritmo di gara…
Causa di questo degrado potrebbero essere proprio quelle pressioni degli pneumatici più elevate, rispetto a quelle solitamente usate dal team campione del mondo, imposte dalla Pirelli per ragioni di sicurezza, che tanto hanno fatto discutere, nello scorso Gp d’Italia, in merito all’irregolarità alla partenza di entrambe le monoposto d’argento.
Discussioni che, alla luce anche del deficit prestazionale che sembrano attualmente patire, ed anche delle numerose prove su diversi valori di pressione gomme (che sono state portate avanti anche durante la Q3), continueranno ad alimentare il dibattito mai sopito sui rapporti FIA-FOM-Mercedes.
A completare la top-ten troviamo poi Kimi Raikkonen (3°, veloce ma non a livello del compagno di squadra), Max Verstappen, (un 8° posto che conferma il suo trend in crescita degli ultimi Gp) stretto a sandwich dalle due Williams di Bottas e Massa (7° e 9°) e Romain Grosjean, che issa una “boccheggiante” (dal punto di vista economico) Lotus fino al 10° posto in griglia.
Le McLaren-Honda sembravano poter trarre beneficio nelle prestazioni da un circuito che, come quello dell’Hungaroring, non richiede uno sfruttamento elevato della potenza massima, ma il sogno di poter entrare in Q3 con almeno una vettura si è infranto contro i distacchi rimediati in Q2 e che solo lo “stoico” Alonso è riuscito a limitare ad 1 secondo e mezzo.
Alla luce dei risultati, la lotta per il successo nella gara di domani parrebbe una cosa tra Ferrari e RedBull, con Mercedes che cercherà con una certa dose d’apprensione di raggiungere quantomeno il podio.

di Giuseppe Saba

 

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