Sebastian Vettel lascerà Maranello al termine della stagione: dopo i problemi di inizio campionato (e tanta fatica) è finalmente riuscito ad esprimersi al meglio grazie ad una macchina migliorata

L’ultimo podio di Sebastian Vettel, prima di quello ottenuto al GP di Turchia, risale al Gran Premio del Messico del 2019. Da allora si sono disputate ben 13 gare in cui il tedesco della Ferrari ha portato a casa solo le briciole. Nel week-end di Istanbul il 4 volte campione del mondo si è finalmente riacceso. In qualifica ha preceduto il suo compagno di box, Charles Leclerc, il quale negli ultimi 10 GP gli era sempre partito davanti. E ha fatto meglio di lui anche in gara, grazie all’esperienza che il tedesco può vantare rispetto al monegasco.

La nota amara è che il rapporto tra Seb e la Ferrari è ormai ai titoli di coda. Mancano 3 gare e poi il tedesco lascerà la Rossa per accomodarsi sull’Aston Martin. Non sarà facile per lui tornare tra i top 3 in Bahrein e ad Abu Dhabi, piste molto diverse dall’ Istanbul Park, dove la variabile pioggia sembra impossibile. Nel 55esimo podio del tedesco con il Cavallino ci sono una componente emotiva ed una tecnica, ed è quest’ultima che interessa di più a Maranello.

Nel corso di tutta la stagione Vettel si è lamentato di non trovare il feeling giusto con la sua SF1000, contrariamente a Leclerc che si è dimostrato in grado di guidare una vettura più nervosa al posteriore. In Turchia entrambi i piloto hanno fatto vedere ottime prestazioni (ad eccezione delle qualifiche, dove pare ci sia stato un errore nella pressione delle gomme full-wet) a conferma della crescita della vettura. “Sono molto contento per il podio di Seb, se lo merita” ha dichiarato Mattia Binotto. “Forse avrebbe addirittura potuto vincere, partendo più avanti. Sarebbe stato utile, ma la vettura nelle ultime gare è cresciuta ed è incoraggiante soprattutto per il 2021“.

In Turchia Ferrari il team migliore

Il terzo posto di Vettel, in certi termini, ha ricordato la vittoria di Raikkonen ad Austin nel 2018. Anche in quell’occasione il finlandese stava per lasciare il team e aveva pochi stimoli, ma grazie ad una vettura molto forte riuscì a centrare il suo primo successo dal ritorno in Rosso nel 2014. I paragoni finiscono qui. Nel 2020 la Ferrari ha sofferto ogni male possibile, come mai negli ultimi anni. Le cure, però, sembrano funzionare, A parte il neo 7 volte campione del mondo, sul viscido asfalto Turco il Cavallino è stato il team migliore.

Mentre la Red Bull, con Verstappen ed Albon, buttava via il successo, il team di Maranello non ha sbagliato nulla, chiamando molto in anticipo Leclerc per passare dalle ‘full wet’ alle intermedie. L’unico errore è stato commesso proprio dal monegasco nell’assalto finale a Perez, ma questi errori fanno parte del suo percorso di crescita. “Abbiamo fatto le scelte giuste al momento giusto” chiude Binotto. “Ed è ancora più significativo il fatto che avremmo potuto portare a casa un bottino ancora migliore. Abbiamo lavorato tanto in pista ed in fabbrica per riuscire a far funzionare le gomme, ed i risultati si sono visti“.

A proposito dell'autore

Cresciuto nel mito di Schumacher e della "rossa", appassionato di F1 e di motori, Copywriter e Marketer. Follow me: Linkedin: @Michele Cozzola

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