I CEO di McLaren e Mercedes ritengono giusta la scelta di mantenere il DRS sulle nuove vetture, così da poter valutare concretamente se eliminarlo nel 2023.

Nonostante l’emozionante stagione 2021 non sia ancora arrivata al giro di boa, molti team e appassionati sono già in fibrillazione per la grande rivoluzione del 2022. Il prossimo anno si affronteranno in pista vetture completamente diverse rispetto a quelle attuali: molti elementi spigolosi e quindi generatori di vortici (come l’ala anteriore e posteriore) saranno arrotondati e ammorbiditi per eliminare quelle turbolenze che limitano il carico aerodinamico delle vetture che si trovano in scia; per lo stesso scopo saranno inoltre banditi elementi come i bargeboard e gli slot sul fondo. Gran parte del carico sarà tuttavia recuperata proprio attraverso il fondo, che diventerà un enorme tubo di Venturi e permetterà lo sfruttamento dell’effetto suolo. In tutto ciò, pochissimi elementi delle vetture 2021 traslocheranno su quelle del prossimo anno: la Power Unit e il DRS, che tuttavia potrebbe avere vita breve.

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La FIA ha infatti riflettuto a lungo sulla possibilità di rimuovere l’impopolare sistema di riduzione del drag, che potrebbe diventare superfluo grazie alle maggiori possibilità di sorpasso che le vetture 2022 dovrebbero garantire. Tuttavia, manca la conferma della pista, che non arriverà fino alla prima gara della prossima stagione. La Federazione ha dunque deciso di non farsi cogliere impreparata: almeno per un anno il DRS resterà, così da permettere tutte le valutazioni sulla sua utilità e garantire sorpassi qualora i calcoli della FIA e dei team dovessero rivelarsi errati. Una scelta lungimirante, che ha trovato il favore di due membri importanti del paddock, raggiunti da Motorsport.com: Zak Brown e Toto Wolff.

F1 2002

Il CEO della McLaren crede che i nuovi regolamenti permetteranno alle vetture di lottare senza bisogno del DRS, ma ritiene giusto rimandare il giudizio alla pista: “A giudicare da ciò che mi hanno detto membri del team e altre persone, tutti pensano che i nuovi regolamenti funzioneranno. Però non si può sapere finché non si scende in pista. Quindi credo che mantenere inizialmente il DRS sia una buona idea, e che si debba capire in pista se tutto è andato secondo i piani oppure se bisogna utilizzare ancora il sistema. Un po’ come è avvenuto con la Qualifica Sprint, ci stiamo basando su dati e disegni, e non sapremo nulla finché non vedremo la macchina sul tracciato. Comunque tutti pensano che questo nuovo concept dovrebbe avere successo”.

Wolff ha invece sottolineato l’importanza del DRS per lo spettacolo, riconoscendo tuttavia la sua scarsa utilità nel momento in cui le vetture riuscissero a battagliare più da vicino: “Il DRS venne introdotto perché le macchine avevano una tale efficienza aerodinamica e prestazioni talmente vicine da rendere difficilissimo il rimanere in scia. In realtà l’effetto DRS è ancora qualcosa di abbastanza misterioso, e lo trovo interessante per lo sport perché si tratta comunque di un dispositivo aerodinamico. Però, se in futuro si potranno seguire gli avversari più facilmente il DRS potrebbe diventare obsoleto. Oggi è una parte fondamentale dello spettacolo”.

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