Il presidente e CEO di Formula 1 invita gli appassionati, in particolare Italiani, ad essere sugli spalti di Monza per il GP d’Italia: “Il campionato è strepitoso e stiamo costruendo una piattaforma per attrarre un pubblico sempre più grande a livello mondiale”.

Non è andata tanto bene la vendita dei biglietti per il Gran Premio d’Italia. Circa solo il 30% dei biglietti venduti. Comprensibile viste le tante polemiche circa l’aumento spropositato del costo d’entrata che, ricordiamo, è previsto solo per il 70% del pubblico. Lo sa bene Stefano Domenicali, presidente e CEO della Formula 1, che nonostante ciò è soddisfatto per i progressi che la F1 sta aggiungendo al suo pacchetto di innovazione, e invita a venire a Monza, perché il Gran Premio d’Italia rappresenta storia e tradizione.

A motorsport.com, una lunga chiacchierata è servita a Stefano Domenicali a delineare quella che sarà la prossima Formula 1 che potremo vedere anche giù dall’anno prossimo.

Domenicali

“Essere qui a Monza è già un bel risultato, considerando le difficoltà che affrontiamo nella gestione degli aspetti organizzativi. I nostri indicatori ci riportano un contesto in grande crescita sotto tutti i punti di vista, ed è un segnale che dobbiamo portarci a casa come stimolo per non sbagliare nulla nel futuro”.

I giovani e questo enorme interesse in crescita

“La Formula 1 è tornata ad essere una piattaforma di grande interesse, e l’aspetto che più mi stimola e mi fa piacere, è il riscontro ottenuto dai giovani, ai quali ci siamo indirizzati con canali e metodi nuovi rispetto al passato. Come ad esempio la serie Netflix “DTS”

Più sostenibilità e più eco-green

“Abbiamo fatto una scelta tecnica che va nella direzione dell’ibrido e del carburante sostenibile. Questa domenica a Monza avremo un nuovo incontro con i costruttori di power unit attuali e quelli che hanno confermato interesse verso la Formula 1, per fare un passo avanti nel definire i regolamenti che daranno forma alla power unit del futuro”.

Il ritorno a Monza della qualifica sprint e le polemiche dopo Silverstone

“Abbiamo lanciato il format di weekend con la Sprint Qualifying, a Silverstone è stato un successo e speriamo lo possa essere anche a Monza e in Brasile. Al termine della stagione faremo un’analisi, valutando commenti, riscontri e indicazioni, poi trarremo le conclusioni. Quando si tocca il format del weekend non si può pensare di avere tutti dalla stessa parte, ci sono già stati delle critiche giustificate su alcuni aspetti, e siamo pronti a risolvere ogni problema. Il nostro obiettivo è garantire un contenuto più accattivante agli organizzatori dei weekend di gara, così come ai media e ai nostri broadcasters. Bisogna anche dire che, tali commenti, sono giunti più da chi segue la F1 da tanti anni, rispetto ai più giovani che la vedono da meno tempo. E’ una considerazione oggettiva, ma è un tema sul tavolo da discutere per il prossimo anno. Quello che posso già dire è che non ci sarà un campionato di 22/23 eventi con la Sprint Qualifying. L’idea è comunque quella di aggiungere un premio o forse qualcosa di più per i GP che hanno una specificità particolare nel calendario”.

E sul cambio dei regolamenti? Stefano Domenicali risponde così:

“Il cambiamento regolamentare del prossimo anno è stato fatto per cercare di diminuire gli effetti negativi dello stare in scia alla vettura che lo precede. Per dare la possibilità a chi segue di poter gestire più sorpassi. E’ normale che in un cambio regolamentare, il primo anno, chi ha avuto più possibilità di avere tempo di sviluppare la macchina nuova, probabilmente ha avuto la possibilità di capire se ci sono aree di sviluppo in maniera più importante rispetto a chi non l’ha potuto fare. Però sono convinto che questo divario sia molto più facile da colmare in ordine di tempo rispetto alla situazione attuale”.

E sulla Ferra, infine, si riscopre un tifo nascosto

“Non possiamo non pensare ad un effetto super positivo nel momento in cui la scuderia Ferrari tornerà a lottare per il vertice. E’ chiaro che l’entusiasmo che genera la Ferrari, non solo a Monza, ma in giro per tutto il mondo, è un qualcosa di straordinariamente importante per la Formula 1. Penso che tutti facciano il tifo per la scuderia di Maranello, compresi quelli che oggi stanno lottando per il Mondiale, perché è un effetto indiretto che porta benefici a tutti. La Ferrari è un brand senza età, ma è chiaro che i suoi risultati possono aiutare tutto il sistema. Poi, anche per quello che la Ferrari rappresenta per me a livello personale, più che un augurio è un auspicio”.

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