Dalle foto rubate a Montecarlo possiamo vedere i dettagli del fondo Ferrari smontato dalla vettura. Questo componente in carbonio corre dal punto più avanzato del T-Tray alla fine della vettura,

incorporando quindi lo splitter e l’estrattore oltre al fondo piatto (in realtà scalinato).Possiamo quindi vedere dettagli molto importanti. Al posteriore notiamo due profili rinforzati da staffe in metallo che gestiscono l’aria che scorre sopra al fondo e che andrà quindi ad interagire con i flussi elaborati dall’estrattore, con l’aria che viene risucchiata verso l’alto e che aiuta quindi ad alzare la pressione dietro la vettura,riducendo così il drag.

Photo www.auto-motor-und-sport.de

Si possono vedere poi miriadi di alette e profili che servono per pettinare i flussi e cercare di riordinare i vortici generati dalle ruote posteriori. Da queste foto è ben evidente il “gradino” presente sopra al fondo che ha la ,ormai acclarata, funzione di contenere componenti elettronici,forse addirittura delle termoresistenze per energizzare l’aria. Nella parte centrale del fondo possiamo vedere il gradino che porta alla tavola di materiale usurabile che funge da fondo centrale della vettura e, scorrendo verso il posteriore, la forma morbida dell’estrattore che gira attorno al cambio (non visibile in foto).

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La modifica più importante sono gli slot davanti alla ruota posteriore, che sono in minor numero e più accentuati del solito: questo deriva dalla bassa velocità media di Montecarlo e dalla necessità di trovare il maggior carico possibile a discapito della resistenza all’avanzamento.

Ing. Werner Quevedo Twitter 

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