Il Gran Premio dell’Ungheria sorride completamente alla Ferrari, che ritorna alla vittoria dopo la doppietta di Montecarlo, con Vettel che precede di pochissimi decimi Raikkonen; solo quarta la monoposto di Hamilton, che proprio all’ultima curva cede il gradino più basso del podio al compagno Bottas, dopo l’ordine di scuderia ricevuto dal finlandese dal suo muretto. La Formula 1 è uno sport molto veloce, dove tutto può cambiare in pochi attimi e infatti la Mercedes passa dal dominio di Silverstone ad una piccola battuta d’arresto in Ungheria, che vede Vettel scappare in classifica piloti (ora quattordici i punti di vantaggio sull’inglese) e la Ferrari accorciare in quella costruttori, attardata di trentanove lunghezze. Domenica complicata per il tre volte campione del mondo:

in partenza viene sopravanzato da entrambe le Red Bull e se non fosse stato per l’incidente in curva due tra i due piloti che ha messo fuori gioco Ricciardo per la rottura del radiatore e Verstappen per una penalità di dieci secondi, avrebbe molto probabilmente concluso la gara in sesta posizione; con gomme super soft non ha mai avuto il ritmo della Ferrari e mai la possibilità di attaccare con decisione l’olandese della monoposto austriaca, anche se le elevate temperature non permettevano ad un pilota di seguire da vicino chi lo precedeva per molti giri per non comportare una usura maggiore degli pneumatici anteriori e un surriscaldamento della power unit. Molto meglio il passo gara con il compound di colore giallo, il preferito da Hamilton e dalla W08, con il quale viaggiava sei sette decimi più veloce di entrambe le Ferrari a differenza del compagno di squadra Bottas, il quale, nonostante il problema allo sterzo che Vettel ha avuto per buona parte della gara e che lo ha rallentato non poco, non riusciva ad avvicinare entrambe le SF70H costringendo il muretto a ordinargli di far passare l’inglese che sicuramente avrebbe avuto più chance di sorpasso. Nei circa venti giri in cui Hamilton è stato in terza posizione, il numero quarantaquattro non ha mai avuto alcuna possibilità di attacco, con Raikkonen che si è sempre difeso ottimamente e, così, proprio all’ultima curva, con molta sportività, ha deciso di cedere la sua posizione al compagno, nonostante quest’ultimo fosse precipitato a circa otto secondi. Completamente anonima la prestazione di Bottas, a differenza di quanto fatto due settimane fa in Inghilterra, ma nel complesso è stata una eccellente prima parte di campionato per l’ex pilota della Williams che, stando anche ad una clausola inserita nel suo contratto che recita rinnovo automatico per il 2018 nel caso in cui il finlandese avrebbe ottenuto nella prima parte della stagione il 90% dei punti di Hamilton, può andare in vacanza molto soddisfatto di quanto fatto fino ad ora. Dopo la pausa estiva di tre settimane, anche se tra martedì e mercoledì sono previsti i test e comunque le scuderie possono continuare a lavorare nelle rispettive fabbriche, il mondo della Formula 1 farà tappa sullo storico tracciato di Spa-Francorchamps, sul quale riprenderà la lotta al titolo mondiale e costruttori non dimenticando che il week-end successivo si correrà a Monza, dove la Ferrari non vince da tanto e troppo tempo, un successo che i tantissimi tifosi, che ogni anno affollano le tribune dell’Autodromo, aspettano ormai da sette anni, con la speranza che questo sia l’anno buono non solo per riportare la scuderia di Maranello a vincere la sua gara di casa ma di rivedere un pilota in rosso vincere il titolo mondiale.

 

Francesco Saverio Falco

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