La Mercedes gioca con gli avversari, “domandoli” a colpi di “manettino”, e Lewis Hamilton (partenze “a singhiozzo” permettendo) venderà cara la pelle del Campione in carica fino alla fine: ecco in due righe un sunto delle qualifiche di questo Gran Premio degli Stati Uniti sul bel circuito texano di Austin. Con la nuova iterazione della sua nuova Power Unit “made in Brixworth”, la Casa della Stella d’Argento ha forse addirittura incrementato il gap di potenza rispetto ai competitors, e con l’uso della strategia d’utilizzo più performante può permettersi di girare su tempi pressoché analoghi a quelli dei rivali più prossimi pur con una mescola degli pneumatici “di svantaggio”, come avvenuto in Q2. Così i due alfieri Mercedes potranno prendere il via del Gran Premio utilizzando una mescola più durevole e puntando anche a fare una sosta in meno grazie all’utilizzo della mescola White Medium, la più dura tra quelle portate negli States da Pirelli. Lewis Hamilton, con il nuovo record della pista, partirà davanti al leader della classifica Nico Rosberg, che comunque potrà concedersi il “lusso”, da qui alla fine del campionato, di concludere sempre dietro al diretto compagno-rivale per poter conquistare la sua prima corona iridata. Detto questo, non bisogna però trascurare il buon passo in avanti fatto dalle Red Bull, rimaste come uniche “vere” inseguitrici dei dominatori della “Formula-Hybrid”: Ricciardo si colloca terzo a 5 decimi dal poleman e a soli 3 dalla seconda “silberpfeil”, mentre Verstappen (4°), che ha optato in Q2 per la stessa strategia delle Mercedes, potrà puntare su una sosta in meno rispetto al compagno. Da non trascurare la presenza in pista di Adrian Newey, secondo alcune voci per nulla casuale: il team di Milton Keynes avrebbe infatti portato in pista una nuova evoluzione del suo sistema sospensivo posteriore (quello che riuscirebbe a “far stallare” l’ala posteriore, abbassando il retrotreno sotto l’incremento del carico aerodinamico che si genera all’aumentare della velocità), utile sia in fase di studio della monoposto 2017 sia per confermare la squadra della bevanda energetica al secondo posto della Classifica Costruttori. La Ferrari, dopo gli incoraggianti sviluppi portati nello scorso Gp a Suzuka, vedrà forse qui naufragare definitivamente le sue residue speranze di confermarsi come “prima antagonista” (se a 6 decimi di distanza, questo è il vantaggio garantito dal “manettino” agli anglo-teutonici, di “concreto e minaccioso antagonismo”si può parlare…) della Mercedes. Anzi, si è ritrovata impreparata rispetto al passo avanti Red Bull, incrementando il suo distacco da questi fino a 6 decimi (ancora più impietoso il distacco di oltre 1 secondo dagli uomini “marchiati” Stoccarda). Ancora più inquietante l’analisi della prestazione: mente nei primi settori le Rosse si mantengono su tempi non troppo lontani dai team di vertice, nel T3 accumulano un considerevole svantaggio, dovuto al comportamento sovrasterzante (vedere la genesi dei “lunghi” di Raikkonen) della SF16-H. E questo fa pensare che la scelta della filosofia progettuale della vettura, caratterizzata da un cambio miniaturizzato (e artefice di numerosi guai d’affidabilità, di cui prossimamente parleremo più diffusamente) che “liberasse” quanto più spazio al retrotreno, per realizzare un diffusore più efficiente e “generante” tanti Kg aggiuntivi di carico aerodinamico, valida in teoria, sia poi stata attuata in maniera altamente insoddisfacente (per ovviare a ciò, si è provato pure il monkey-seat da più alto carico sull’auto di Vettel). Per questo “fallimento” ha già pagato l’ormai ex direttore tecnico James Allison, e sembrano accumularsi “nubi oscure” anche su colui che, di fatto, è colui che “disegna” le parti della vettura sotto la supervisione tecnica del d.t. “pro-tempore” (?) Mattia Binotto, ovvero quel Simone Resta che, secondo alcune voci riportate dai media, avrebbe avuto un diverbio con l’ex capo dei motoristi. E in questo “Sprofondo Rosso” sembrano venir meno anche le virtù velocistiche del 4 volte iridato Sebastian Vettel, anche oggi (6°) nuovamente dietro al compagno di team che tanti, troppi, ritenevano già “bollito”, l’ultimo Campione del Mondo “in rosso” Kimi Raikkonen (5°). Scorrendo la classifica, troviamo in top-ten una Force India (quella di Hulkenberg, 7°, fresco pilota Renault per il 2017), due Williams (Bottas 8° e Massa 9° “rintuzzano” gli attacchi del team anglo-indiano in classifica costruttori) e la sorprendente (montando una Power Unit Ferrari della scorsa stagione) Toro Rosso del bravo Carlos Sainz (Toro Rosso che ha confermato per il 2017 anche il compagno di squadra, a lungo in bilico, Kvyat). McLaren-Honda che conferma la delusione vista in pista in casa in Giappone (Button fuori in Q1, Alonso in Q2), e team qui “di casa”, Haas Gp, che ha visto Gutierrez (14°) più positivo del “caposquadra” Grosjean (17°). Domani assisteremo al “duello rusticano” tra i due Mercedes (ma occhio alla partenza…!), con i due Red Bull a fare da guastafeste e le due Ferrari che cercheranno di salvare quantomeno l’onore.

di Giuseppe Saba (Twitter: @saba_giuseppe)

CLASSIFICA QUALIFICHE GP USA FORMULA 1 2017:

 

Pos No Driver Car Q1 Q2 Q3 Laps
1 44 Lewis Hamilton HAM Mercedes 1:36.296 1:36.450 1:34.999 13
2 6 Nico Rosberg ROS Mercedes 1:36.397 1:36.351 1:35.215 13
3 3 Daniel Ricciardo RIC Red Bull Racing TAG Heuer 1:36.759 1:36.255 1:35.509 12
4 33 Max Verstappen VES Red Bull Racing TAG Heuer 1:36.613 1:36.857 1:35.747 12
5 7 Kimi Räikkönen RAI Ferrari 1:36.985 1:36.584 1:36.131 12
6 5 Sebastian Vettel VET Ferrari 1:37.151 1:36.462 1:36.358 13
7 27 Nico Hulkenberg HUL Force India Mercedes 1:36.950 1:36.626 1:36.628 12
8 77 Valtteri Bottas BOT Williams Mercedes 1:37.456 1:37.202 1:37.116 12
9 19 Felipe Massa MAS Williams Mercedes 1:37.402 1:37.214 1:37.269 12
10 55 Carlos Sainz SAI Toro Rosso Ferrari 1:37.744 1:37.175 1:37.326 14
11 11 Sergio Perez PER Force India Mercedes 1:37.345 1:37.353 10
12 14 Fernando Alonso ALO McLaren Honda 1:37.913 1:37.417 11
13 26 Daniil Kvyat KVY Toro Rosso Ferrari 1:37.844 1:37.480 12
14 21 Esteban Gutierrez GUT Haas Ferrari 1:38.053 1:37.773 10
15 30 Jolyon Palmer PAL Renault 1:38.084 1:37.935 9
16 9 Marcus Ericsson ERI Sauber Ferrari 1:38.040 1:39.356 11
17 8 Romain Grosjean GRO Haas Ferrari 1:38.308 8
18 20 Kevin Magnussen MAG Renault 1:38.317 6
19 22 Jenson Button BUT McLaren Honda 1:38.327 6
20 94 Pascal Wehrlein WEH MRT Mercedes 1:38.548 9
21 12 Felipe Nasr NAS Sauber Ferrari 1:38.583 8
22 31 Esteban Ocon OCO MRT Mercedes 1:38.806 8

 

 

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