Mentre i Signori della F1 gioiscono diffondendo i dati degli spettatori che hanno superato il 2015, noi invece ci interroghiamo, come abbiamo fatto molte altre volte, su quello che non ci piace della massima serie. Certo l’età di un appassionato è importante, perché l’Uomo per sua natura è portato sempre a pensare che l’epoca della sua giovinezza sia stata la migliore, è quello che mi sono sentito dire io quando avevo vent’anni ed ora ne ho 50, e probabilmente è quanto vado dicendo ai ragazzi di oggi, risultando, tra l’altro, anche noioso immagino. Ovvio che non si può tornare indietro, la tecnologia avanza come è giusto che sia e in un mondo ipertecnologico come quello della F1 non è neppure pensabile che certe regole e certe caratteristiche rimangano immutate; sarebbe anacronistico e porterebbe la massima serie a vivere in un’epoca non sua, come un Reale che si isola dal mondo nella sua Reggia dorata. Proprio parlando di questo è palese come il tentativo di rendere più appetibile la F1 del 2017 sia artificioso con vetture che tornano a somigliare ESTETICAMENTE a quelle degli anni ’80, un periodo felice in cui il Campionato assumeva dei toni quasi romantici e a volte drammatici, in fondo era questo che amavamo in questo sport, il coraggio dei Piloti, la velocità intrinseca di macchine che erano difficili da governare e qualche volta anche complicate da tenere in strada a velocità elevate. Si è fatta la storia di questo sport fino a quando il talento del Pilota contava tanto quanto l’efficienza del mezzo o perlomeno il rapporto non era così squilibrato come sulle monoposto odierne. Il punto è che oggi questo rapporto si è quasi rovesciato ed anche un Driver ‘normale’ potrebbe vincere un Mondiale se alla guida della macchina migliore, è il trend degli ultimi anni e questo è percepito anche dai più giovani che stranamente cominciano a diventare quasi ‘nostalgici’ di tempi che non hanno vissuto.

Vedete nello sport c’è bisogno di Imprese e c’è bisogno che un Atleta arrivi a compiere dei gesti che possano essere ed anche apparire eroici, è così che si costruiscono i miti, ed è così che anche chi non è fortemente appassionato si avvicina ad una disciplina, è una specie di tam tam che attira sempre di più spettatori e ammiratori. Senza nulla togliere ai protagonisti degli ultimi anni, c’è da rimarcare come la loro figura non possa per nulla assomigliare ai grandi del passato; questo non significa che non abbiano talento, ma semplicemente, per come sono costruite le vetture oggi, non hanno avuto e non hanno la possibilità di compiere delle imprese che possano essere ricordate negli anni; la storia non si fa solo scrivendo il proprio nome nell’albo d’oro e mi domando come verranno ricordate le ultime stagioni tra 10 o 20 anni; cosa racconteremo di questa epoca di F1 ai nostri nipoti e quale esempio di ‘Eroe’ citeremo per entusiasmarli a questo sport; pensandoci bene sono in difficoltà ad individuare delle imprese che possano restare tanto nella memoria e probabilmente ricorderò di più le beghe di palazzo, i regolamenti ad hoc per favorire questo o quello, motori che devono durare quasi come una vettura di serie, retrocessioni per un pezzo sostituito, piste con fughe in asfalto costruite per far continuare la gara anche a chi sbaglia, Gp disputati senza pubblico, gomme che sono diventate le protagoniste assolute, le assurdità di norme applicabili solo quando serve e delle macchine che assomigliano sempre di più a degli aerei soprattutto nei comandi.

Siamo così a corto di adrenalina che cominciamo ad entusiasmarci per un paio di ruotate, ecco dove ci stanno lentamente portando, assistiamo ad uno spettacolo mediocre che ci viene proposto come il top della performance abilmente raccontato da speaker che non stanno zitti un secondo e che urlano di grandi manovre, di recuperi impossibili e di duelli all’ultimo sangue; è una finzione molto ben confezionata, ma sempre di finzione si tratta…

Poi ci sono altre riflessioni da fare, l’aver tolto le prove in pista ha costretto tutti a munirsi di complicate apparecchiature e software evolutissimi, e l’introduzione della tecnologia ibrida dovrebbe fare da apripista per le macchine del futuro travasando tecnologia nelle vetture di serie; ma vi siete mai chiesti se vi mettereste alla guida di una macchina che non abbia mai girato in pista e in strada durante le fasi di progettazione e realizzazione? Francamente non mi fiderei di un mezzo collaudato poche ore, anche se frutto di un progetto di grandi menti e di simulazioni sofisticatissime; ebbene oggi, quando un Pilota di F1 si cala nell’abitacolo nei test pre-stagionali fa proprio questo, va a 300 Kmh su una vettura che non ha messo neppure una ruota sull’asfalto, ed anche quando inizia la prima gara di Campionato le ore accumulate in pista non sono tantissime. Se ne deduce che della tecnologia proveniente dalla F1 ci si dovrebbe fidare a priori, eppure le Case Automobilistiche continuano a farle girare queste quattro ruote, dappertutto, col freddo, sotto la pioggia, sulle strade ed in pista, un motivo deve pur esserci ed è tanto importante quanto intuibile, un prodotto si migliora utilizzandolo e non simulandone l’utilizzazione, e poi si parla sempre di sicurezza…

Ora passiamo ai protagonisti, i Piloti, la Formula Uno cosa è diventata per chi inizia questo sport da piccolo? Si dirà che tutti quando si mettono al volante del primo Kart sognano di arrivare alla massima serie, ma oggi chi arriva davvero? Solo chi ha denaro o uno sponsor munifico, non c’è altra scelta, nessuna via, a niente servono le varie scuole, accademie etc. guardate gli ultimi arrivati, sono figli di Piloti, hanno denari spesi addirittura da Governi, aziende multinazionali alle spalle o genitori ricchi. E i Team, tantissimi, puntano più sui soldi che sul talento e questo non fa altro che svilire questo sport ed abbassare il livello medio dei partecipanti. Il punto è che la F1, nonostante le tante decisioni prese nel nome del risparmio, è diventata sempre più costosa, complicata, quasi incomprensibile; del resto il mondo lo sta diventando e quando tutto viene messo nelle mani del dio denaro cosa ci si può aspettare? Troppi gli interessi in gioco tanto da far di tutto per far vincere chi tanto investe, in un’escalation quasi impossibile da fermare.

Nel 2017 saremo tutti entusiasti delle nuove macchine, più belle, più veloci e più difficili da guidare (dicono…), quanto durerà l’entusiasmo? Il tempo di una o due stagioni, il periodo necessario a metabolizzare la novità, e quell’aurea romantica della F1 sarà di nuovo perduta nel tempo…

Marco Asfalto

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