Il Gran Premio del Brasile regale due bellissime certezze: la prima è che con la vittoria di Hamilton il mondiale è ancora tutto aperto e che si deciderà solamente all’ultimo appuntamento tra due settimana ad Abu Dhabi; la seconda è che la pioggia regala sempre grandi emozioni e quando ci sono i piloti, come Max Verstappen che sono in grado di guidare una vettura di F1 in queste condizioni come se la pista fosse asciutta, allora sorpassi e suspense sono all’ordine del giorno. Dopo circa tre ore e mezza, la bandiera a scacchi decreta la cinquantaduesima vittoria del pilota inglese della Mercedes, precedendo sul traguardo il compagno di squadra Nico Rosberg, più ragioniere che pilota, che tra due settimane potrà diventare campione del mondo se andrà minimo sul terzo gradino del podio. Per il momento, il terzo posto è ad appannaggio di Max Verstappen, autore di una gara bellissima tra sorpassi, rimonte e controlli al limite che a molti hanno ricordato il giovane Ayrton Senna, non uno qualunque, che con la Toleman nel 1984 e sotto la pioggia si districava come un grande veterano tra i muretti del Principato di Montecarlo. Ancora una volta gara da dimenticare per le Ferrari, con Raikkonen a muro per problemi di acquaplaning e Vettel quinto dopo un testacoda nei primissimi giri, sempre per acquaplaning. La pioggia, fortemente prevista, fa ritardare la partenza di dieci minuti, la quale avviene in regime di safety car, tra lo scontento dei tifosi (dobbiamo dire che le condizioni erano veramente al limite). Dopo sette giri comincia la gara con la prima perla di Verstappen che in staccata alla “esse di Senna” supera un “sorpreso” Raikkonen, il quale si mette alla caccia di Rosberg, mentre Hamilton cerca di scappare, mostrandosi molto a suo agio in queste condizioni. Alla ripresa della gara dopo il secondo regime di Safety Car, causato da un incidente di Ericsson, Raikkonen perde il controllo della sua vettura, andando a picchiare il muretto dei box; così Charlie Whiting decide di esporre la prima delle due bandiere rosse. Alla ripresa, ennesimo regime di Safety Car che si conclude con una nuova bandiera rossa (scelta abbastanza discutibile dal momento in cui vi erano tutte le condizioni per ricominciare la corsa). Dopo una pausa di più di trenta minuti la gara riparte con un altro bellissimo sorpasso di Verstappen, all’esterno di curva 3, ma questa volta ai danni del leader della classifica mondiale Nico Rosberg. L’olandese continua la sua cavalcata vincente, ma nel momento in cui si stava pericolosamente avvicinando ad Hamilton perde il controllo della sua monoposto, evitando le barriere con un bellissimo controsterzo. Tutta da chiarire la strategia della casa austriaca, la quale nonostante le previsioni davano pioggia in aumento, decide di richiamare entrambi i piloti per montare le gomme intermedie, perdendo così la seconda posizione. Al 49° giro il momento più toccante dell’intero week-end: Massa perde il controllo della sua vetture e finisce a muro, chiudendo in anticipo la sua ultima gara di casa; ma l’ovazione che gli regala il suo popolo e gli applausi sinceri dei meccanici Mercedes e Ferrari sono veramente emozionanti. Ennesima SC ed ennesimo cambio gomme con entrambi i Red Bull che consapevoli del proprio errore, ritornano su gomme da bagnato estremo che permettono al giovane pilota olandese di recuperare in pochi giri dalla tredicesima posizione al gradino più basso del podio. Da evidenziare la grande gara di Felipe Nasr, il quale, anche lui sul tracciato di casa, conquista i primi due punti della stagione, permettendo alla Sauber di superare la Manor nella classifica costruttori.

Francesco Saverio Falco

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