Secondo le recenti indiscrezioni provenienti dalla FIA e dalla stessa Formula 1 , i vertici del motorsport starebbero discutendo riguardo alcune innovazioni da introdurre sulle monoposto in caso di pioggia. L’ipotesi al momento più credibile sembrerebbe essere quella dei paraspruzzi posteriori, onde diminuire i getti d’acqua che rendono attualmente impossibile guidare in condizioni di pioggia intensa.

Il nuovo corso della Formula 1, guidato da Liberty Media e dai suoi principi più vicini all’idea di show all’americana che di vero e proprio sport europeo, è ormai da anni indirizzato verso la spettacolarizzazione dei weekend di gara al fine di attrarre una sempre maggiore fetta di pubblico interessato. Il processo di ‘ammodernamento’ della F1, iniziato ufficialmente con la collaborazione con Netflix, sta pian piano prendendo forma grazie alla presidenza di Domenicali.

Un altro degli obiettivi che la F1 da anni va ricercando riguarda però anche la sicurezza degli addetti ai lavori, resa pressoché encomiabile dopo il tragico incidente in Giappone di Jules Bianchi. Anno dopo anno la Federazione ha implementato gli standard di sicurezza in pista, già comunque molto elevati, attraverso norme sempre più stringenti e innovazioni tecniche (una su tutte, l’Halo).

Il tema di cui attualmente i tecnici della Formula 1 stanno discutendo riguarda proprio questi due aspetti: lo spettacolo e la sicurezza. I cosiddetti ‘paraspruzzi’, pensati al fine di ridurre l’enorme quantità d’acqua emanata dalle attuali monoposto, avrebbero infatti un notevole impatto sulla sicurezza in gare bagnate.

Sappiamo bene come gli attuali standard di sicurezza impediscano ai piloti di correre gare con una determinata quantità d’acqua in pista; gare che, con tutta probabilità, fino a vent’anni fa sarebbero state corse senza problemi. Diminuire i problemi di visibilità dei piloti in queste condizioni permetterebbe quindi di correre gare che, alle condizioni attuali, verrebbero sospese o cancellate. E sapendo quanto la variabile pioggia renda imprevedibili i gran premi, ecco che in un colpo solo Liberty Media andrebbe a perfezionare due importanti tasselli del suo puzzle.

“I paraspruzzi riteniamo che potranno essere montati solo in un paio di occasioni all’anno, forse tre”, ha dichiarato Nikolas Tombazis, responsabile tecnico della FIA. “Non vogliamo che accada ogni volta che ci sarà una goccia di pioggia, ma il nostro obiettivo è far svolgere regolarmente tutte le gare del calendario e non ripetere episodi come Spa 2021. Se fossimo andati in Giappone e non avessimo disputato il GP a causa del tifone sarebbe stato ancora peggio. Ci sono persone che guardano la F1 in tv e che comprano i biglietti, e le squadre viaggiano in giro per il mondo. Sarebbe da irresponsabili non preoccuparsi di queste cose. I paraspruzzi potrebbero vedersi in un paio di gare con le full wet, non con le intermedie.

“Abbiamo fatto molte simulazioni al CFD”, ha proseguito Tombazis, rispondendo ai quesiti riguardanti gli effetti aerodinamici che i paraspruzzi potrebbero avere sulle vetture. “Vogliamo assicurarci che l’effetto dei paraspruzzi sia relativamente piccolo. C’è ancora una piccola influenza. Stiamo simulando le gocce di pioggia e le stiamo studiando. La cosa più difficile a capire è la quantità d’acqua emanata dal posteriore rispetto a quella delle gomme. Una volta ottenuti i dati necessari, realizzeremo dei prototipi e li proveremo sulle macchine per convalidarli definitivamente”.

Tombazis ha concluso l’intervista identificando il 2024 come data per la definitiva introduzione dei paraspruzzi in Formula 1, seppur sia probabile che una prima versione degli stessi possa essere introdotta già nella seconda parte della prossima stagione.

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