La Ferrari esce con le ossa rotte dal GP di Francia, dove Sainz e Leclerc hanno chiuso fuori dai punti e lontani anni luce dalla F1 migliori. Impensabile vincere in futuro con una squadra simile.

Uno dei week-end più difficili di sempre per la Ferrari quello del Gran Premio di Francia, dove le F1 di punta erano lontane anni luce con una rossa relegata al ruolo di settima forza. Sembra essere tornati ai livelli di un 2020 che appariva ormai lontano, anche se le prestazioni sul passo gara non erano state esaltanti anche nelle ultime uscite. Carlos Sainz e Charles Leclerc hanno faticato enormemente con la SF21 in questa domenica amara, chiudendo undicesimo e sedicesimo.

Come se non bastasse, Laurent Mekies ha dichiarato giovedì che su questa vettura non arriveranno sostanziali aggiornamenti, dunque c’è da aspettarsi che la seconda parte di stagione sarà una caporetto. Giusto concentrarsi sul 2022, ma un team del calibro della Ferrari non può non avere le risorse ed i mezzi umani e tecnici per seguire contemporaneamente due progetti, seppur puntando in particolar modo sull’anno che verrà. I problemi che affliggono il Cavallino sono sempre i soliti: si soffre nelle curve veloci, vettura che distrugge le gomme nella prima parte di gara con tanta benzina a bordo e piloti che faticano con il sottosterzo.

I vari Mattia Binotto e John Elkann hanno più volte assicurato che nel 2022 verrà aperto un ciclo, nel quale la rossa tornerà al mondiale. Quanto c’è di vero in queste parole è difficile da dire, ma è certo che il gruppo tecnico che ha prodotto le ultime deludenti monoposto sarà lo stesso che sta lavorando ai nuovi regolamenti. Il Paul Ricard ha riportato la Ferrari a dei livelli di competitività scadenti, al quale troppo spesso i tifosi e gli addetti ai lavori si sono trovati di fronte. I miglioramenti non arrivano, anzi, i passi indietro sono chiari come il sole.

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