Ci siamo, inizia la stagione 2018 di F1, sarà una sfida per tutti, come sempre, e nel trend degli ultimi anni sarà senza regole; è un film già visto e di certo non mi riferisco alla pellicola del 2008 che aveva tra i protagonisti Robert De Niro e Al Pacino.

Ma più propriamente al DNA della massima formula dove le regole sono fatte per essere infrante e non solo aggirate e dove interessi, che a volte sfuggono anche ai più esperti, dominano la scelta della federazione. Dopo l’abbattimento del consumo d’olio il quale sembrava la meravigliosa risorsa di qualifiche al fulmicotone, strane sensazioni si aggirano tra i box dell’Albert Park; sospensioni bandite che escono dalla porta e rientrano dalla finestra; strani assetti in rettilineo con vetture che si abbassano come un fuscello sotto una debole brezza, il voler pesare le vetture per controllare il consumo del famigerato lubrificante come se questo sarebbe veramente utile, e stesse Power Unit che però danno risultati molto diversi su altre vetture e lo fanno anche con un sound differente.

Insomma siamo alle solite, neppure sono passate le prime prove libere e già si emettono sentenze e si frantumano speranze e non siamo neppure arrivati alle qualifiche, figuriamoci cosa ci attende di qui all’ultima gara.

E’ la passione e il fervore del circus e di tutti quanti ne fanno parte e soprattutto di chi ne scrive e di chi non dormirà questa notte; è la Formula Uno.

E’ una passione, per un marchio, per un pilota o solo per la velocità alla massima espressione della tecnica, ma è anche una voglia di riscatto che sottilmente pervade noi Italiani che, a maggioranza, teniamo per la Ferrari; una sorta di rivincita contro i grandi poteri internazionali o contro le squadre Inglesi che hanno quasi sempre monopolizzato questo sport; insomma per noi spesso è questione di orgoglio Nazionale. Poi i tempi cambiano e molti giovani non sono così attaccati a quanto è tricolore, vivono in un altro mondo e nelle nostre scuole la bandiera è spesso assente, per cui è più semplice fare il tifo per chi vince anche se non ci rappresenta; sono i tempi che cambiano; i nostri padri si mettevano davanti alla tv e ci spiegavano cosa rappresentava la Rossa anche se poi, spesso, guidavano un’Alfa Romeo.

La F1 nel frattempo è diventata quasi incomprensibile alla maggioranza, motori complicati, regole complesse e spesso infrante; per non parlare del Halo, orrendo, ma si sa i driver sono dei ragionieri e quindi perché dovrebbero rischiare la vita?

Trattandosi del nostro sport preferito passeremo sopra a tutto questo illudendoci che ci sia una vera lotta in pista e ci sarà davvero perché ogni pilota ce la metterà tutta per vincere con quello che ha a disposizione ma il mezzo è il frutto anche di decisioni prese a livello ‘politico’. Insomma è la solita F1, in fondo, nonostante motori ibridi e gomme larghissime, non è cambiato poi molto nel funzionamento di questo enorme circo. Cerchiamo di rimanere saldi nella nostra passione e, nonostante tutto, cerchiamo di goderci anche questo campionato.

Buona F1 a tutti.

Marco Asfalto

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