Nel caos che domina nella Formula 1 attuale, con caos qualifiche e regole in divenire, le squadre si stanno preparando alla partenza per l’Australia dove si correrà il prossimo fine settimana. A una sola settimana dalla gara di Melbourne cerchiamo di capire con quale spirito e obiettivi le scuderie si sono preparate all’inizio del campionato. La prima gara, come da tradizione non  servirà a dirci chi vincerà il campionato ma sarà certamente utile per valutare le vere prestazioni delle vetture e capire le gerarchie che si verranno a creare tra i team. La gara dell’Albert Park darà sarà solo la prima di una stagione mai così lunga, di ben 21 gare, anche se viste le caratteristiche tecniche della pista non darà giudizi tecnici di valore assoluto. Sarà però l’occasione per valutare il vero valore della Ferrari in termini di solidità e concretezza e per lanciare la sfida a Mercedes per la riconquista del titolo mondiale. Mancano solo pochi giorni ormai, e dopo i test di Barcellona vediamo quali sono le realtà emerse da questa primo spaccato di questo brevissimo pre-stagione per cercare di capire quali sono i valori in campo, e chi tra i vari team ha lavorato meglio.

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Ferrari

Sebastian Vettel (GER) Scuderia Ferrari SF16-H

Sebastian Vettel (GER) Scuderia Ferrari SF16-H

Kimi Raikkonen:   403 giri
Sebastian Vettel:  488 giri

Partiamo proprio dalla Ferrari. Destinati a vincere dal blasone, costretti dalle circostanze. Marchionne ha indicato la direzione, invocando la vittoria subito in Australia. Il lavoro svolto a Barcellona ha rivelato una vettura solida, veloce e affidabile. L’evoluzione tecnica è stata importante e sostanziale, tanto sull’aerodinamica quanto sulla power unit, ed i tempi interessanti dei test lasciano presumere che il gap con la Mercedes possa davvero essersi annullato durante l’inverno. Dopo qualche piccola incertezza nei primi due giorni Vettel e Raikkonen hanno girato senza problemi, segnando i due giri più veloci degli 8 giorni di trasferta catalana, dimostrando peraltro anche un ottimo feeling con le nuove gomme ultrasoft. In realtà quello che ha impressionato maggiormente, non solo addetti ai lavori e giornalisti ma anche la Mercedes, è stata proprio la solidità del passo sia con gomme morbide che più dure, nonostante lo rosse abbiano percorso solo il 64% dei giri dei rivali. ”La prima impressione è molto buona, e tutto quello su cui abbiamo lavorato durante l’inverno sembra funzionare e siamo molto ottimisti. Sono molto felice delle sensazioni della macchina ma è ancora difficile parlare di prestazioni e paragonarci agli altri, ma per quanto ci riguarda siamo molto soddisfatti del lavoro fatto a Barcellona”. Queste le parole di Vettel, che già fanno sognare il popolo ferrarista per la riconquista di un titolo che manca a Maranello da troppi anni.

Mercedes

Barcellona 2.3 58

Nico Rosberg:      656 giri
Lewis Hamilton:   638 giri

Lewis Hamilton visibilmente soddisfatto ha dichiarato che si è trattato del “migliore inverno di sempre” per la scuderia, ed è difficile dargli torto. Sfoderando un’affidabilità impressionante la scuderia campione del mondo lancia nuovamente il guanto di sfida a tutti quanti dopo aver inanellato un incredibile numero di giri durante i test di Barcellona. I due piloti non hanno spinto la F1W07 Hybrid al massimo delle sue possibilità quanto piuttosto cercato la prestazione sul long run cercando di capire il comportamento ed il consumo delle gomme. Anche il piccolo problema al cambio che ha costretto Hamilton a fermarsi nell’ultimo giorno di prove è decisamente poca cosa, ed è stato risolto dai tecnici in poco tempo permettendo a Rosberg di uscire in un lampo e tornare a martellare giri su giri. Guardando asetticamente alla classifica dei tempi la Ferrari ha girato più veloce ma non c’è da farsi illusioni: la Mercedes è ancora un fulmine e tutti gli altri lo sanno bene. Hamilton e Rosberg non hanno lavorato sulla prestazione con gomme soft o ultrasoft, quanto piuttosto sugli stint lunghi con gomme più dure, per cercare di capire e sviluppare ma macchina sul passo gara. Ci si potrebbe verosimilmente aspettare una gara a senso unico per lo meno in Australia o nei primi appuntamenti della stagione quantomeno, ma sorprendentemente entrambi i piloti predicano cautela: Rosberg si è detto sicuro che la Ferrari abbia recuperato terreno e sia pronta per essere lì a dare fastidio, mentre Hamilton è impressionato dai tempi con cui le Rosse hanno girato a Barcellona, e saranno sicuramente un osso duro con cui avere a che fare. Lo stesso Niki Lauda, nelle dichiarazioni di questi ultimi giorni ha riconosciuto il buon lavoro della Ferrari avvicinatesi, a suo dire, alle prestazioni delle frecce d’argento quantificando il ritardo delle rosse in circa due decimi.

Williams

Barcellona 2.3 65

Felipe Massa:     411 giri
Valtteri Bottas:    445 giri

Williams ha riposto le speranze per il 2016 nella coppia di piloti già consolidata e di esperienza e proseguire il progetto che ha fondamenta solide. Circa 4000 km percorsi da Massa e Bottas sulla FW38 senza grossi problemi. Anche per il team inglese nessuna ricerca della prestazione, ma solo un lavoro specifico sull’affidabilità almeno nei primi giorni di test, per poi concentrarsi sui giri veloci negli ultimi giorni. Il capo ingegnere Rod Nelson ha riconosciuto un consistente passo avanti dall’anno scorso: “non ci sono dubbi che le Mercedes rimangano estremamente forti, con le Ferrari subito dietro. Ci piace pensare che potremmo giocarcela proprio con Ferrari e abbiamo ancora qualche modifica da presentare. Abbiamo fatto il meglio che potevamo; le Mercedes forse sono troppo lontane, ma vogliamo giocarcela per il secondo posto”. I due piloti si sono dimostrati ugualmente ottimisti e c’è la convinzione di avere dei grandi mezzi a disposizione per la gara di Melbourne.

Red Bull

Daniil Kvyat (RUS) Red Bull Racing RB12

Daniil Kvyat (RUS) Red Bull Racing RB12

 

Daniel Ricciardo:  457 giri
Daniil Kvyat:        360  giri

 

Il giudizio sulla Red Bull è difficile. Non si sono esposti molto a Barcellona, anche se hanno lavorato molto così come i loro principali rivali come Williams e Force India. Il principale problema rimane la carenza cronica di potenza del motore Renault, che non sembra aver superato il peccato originale di questa power unit. Nella classifica delle velocità sul dritto Ricciardo ha pagato infatti ben 13 km/h dalla Sauber motorizzata Ferrari di Ericsson, ed è di ieri la dichiarazione del patron Mateschitz su una Formula 1 che “non piace più” a questa Red Bull, che minaccia di lasciare. In ogni caso le dichiarazioni di Ricciardo lasciano intendere che la distanza da Ferrari e Mercedes siano ancora palpabile e ci sia da lottare per essere nel pacchetto di mischia di 3 o 4 squadre che lotteranno per il terzo posto.

McLaren

Barcellona 2.3 57

Jenson Button:      377 giri
Fernando Alonso:  333 giri

La domanda che si fanno tutti é:  ci sono stati dei passi avanti per la McLaren? Indubbiamente. Abbastanza per giocarsi la zona punti? E’ improbabile. Basta guardare i tempi più veloci registrati con gomme ultrasoft: Button a più di due secondi da Raikkonen e Alonso ancora più indietro, in fondo anche alla classifica della velocità massima, segno evidente che per la Honda, il lavoro da fare resta tanto. La colpa però non è solo dei giapponesi, anche a Woking qualche problema di progettazione l’hanno dovuto affrontare, in particolare riguardo allo sviluppo dello chassis e della messa a punto dell’intera sezione aerodinamica. Parti nuove sono previste in arrivo per l’Australia mala strada non solo è in salita, è anche molto ripida. Certo, rispetto all’anno scorso Alonso e Button hanno percorso più di 700 giri, circa 5 volte in più del 2015, dove peraltro ci fu il misterioso e mai chiarito incidente di Fernando. Da quanto si è visto finora dunque, non è verosimile aspettarsi le due McLaren nemmeno a metà classifica.

Force India

Nico Hulkenberg (GER) Sahara Force India F1 VJM09

Nico Hulkenberg (GER) Sahara Force India F1 VJM09

Nico Hulkenberg:   357 giri
Sergio Perez:        289 giri
Alfonso Celis:       133 giri

Dopo la migliore stagione di sempre sotto la gestione di Vijay Mallya nel 2015, la Force India ha scelto di puntare su un’evoluzione della propria vettura piuttosto che intraprendere una vera e propria rivoluzione. A giudicare dal chilometraggio raggiunto a Barcellona dai tre piloti che si sono alternati al volante, si sono registrati tempi molto veloci ottenuti grazie anche a molti stint brevi con poca benzina e con gomme ultrasoft. Una strategia molto diversa dai rivali, per questo riteniamo che i tempi non possano realmente rappresentare un valore reale che potrà tradursi in una solida presenza in alta classifica. Un problema tecnico nell’ultima giornata ha rallentato il lavoro, tuttavia i piloti Hulkenberg e Perez hanno dimostrato una buona forma per l’inizio della stagione, anche se hanno dovuto rinunciare ad un giorno di test portato avanti da Alfonso Celis.

Toro Rosso

Barcellona 2.2 146

Carlos Sainz:        515 giri
Max Verstappen:  534 giri

 

La sensazione è che si sia lavorato veramente tanto a Faenza. Il talento tra i piloti non manca e i due ragazzini terribili sono pronti a rifare a sportellate dopo essersi fatti le ossa nel 2015. Ancora alla ricerca del podio, la STR11 rappresenta un grosso passo avanti rispetto al passato, e la velocità con cui la squadra è riuscita a gestire il passaggio dalla power unit Renault a Ferrari lascia senz’altro ben sperare per i risultati in stagione. Il risultato raccolto nei test di Barcellona (più di 1000 giri completati) è certamente interessante e testimonia il buon lavoro svolto, se non altro sull’affidabilità. Con tempi interessanti sia sull’assetto da qualifica che sul ritmo di gara la Toro Rosso potrebbe sicuramente essere un buon competitor per le prime gare della stagione, ma ci sono dubbi sull’effettivo valore nella seconda parte di stagione, quando potrebbero mancare quegli aggiornamenti ed evoluzioni che portano uno sviluppo importante delle vetture nella seconda metà del campionato.

Renault

Jolyon Palmer (GBR) Renault F1 Team driver

Jolyon Palmer (GBR) Renault F1 Team driver

 Kevin Magnussen:   509 giri
Jolyon Palmer:        267 giri

Dopo le difficoltà dell’anno scorso con Red Bull, il ritorno di Renault con un team di proprietà non è stato libero da difficoltà nei test. Problemi erano certamente attesi in particolare per il passaggio del vecchio team Lotus e abbandonando i motori Mercedes; ci sono voluti infatti ben tre giorni per infilare un centinaio di giri causa problemi vari, legati principalmente alla power unit. Nella seconda sessione di test invece le cose sono andate meglio, più lisce e senza grossi problemi, con feedback positivi da parte dei piloti sulla macchina. Al via quest’anno ritroviamo Kevin Magnussen subentrato a Maldonado e Joylon Palmer. Sembra che il progetto della RS16 sia buono anche se mancano, come alla Red Bull, i cavalli per una buona velocità sul dritto, anche se il miglior tempo di Magnussen si colloca nella top ten finale. E regala qualche sorriso in vista della partenza per Melbourne.

Haas

 

Romain Grosjean (FRA) Haas F1 Team VF-16

Romain Grosjean (FRA) Haas F1 Team VF-16

Romain Grosjean,  257 giri
Esteban Gutierrez  217 giri

 

Il primo team ad entrare in Formula 1 dal 2010 ha certamente catalizzato l’attenzione, anche per il rapporto che lo lega alla Ferrari, ma anche in termini di presenza di tecnici e collaboratori in prestito da Maranello. Per essere degli outsider le cose non avrebbero potuto andare molto meglio; nella prima sessione la VF16 motorizzata Ferrari ha girato molto bene, con Grosjean e Gutierrez che hanno percorso un ottimo numero di giri, con il team ha inoltre saputo rispondere brillantemente ad un problema all’ala anteriore. Più problematico invece il secondo round dei test, funestato da vari problemi che hanno colpito la macchina, dalla pompa della benzina a problemi al turbo, fino al brake-by-wire che ha causato un lieve incidente per Grosjean. Problema che tra gli altri è il più pressante da risolvere, anche per ovvie questioni di sicurezza. In conclusione quello che ha fatto fin qui la Haas è quello che ci si aspetterebbe da un nuovo team che però ha passato gli ultimi 22 mesi in preparazione di questo debutto, e cioè un mix di alti e bassi. Nonostante il contenuto numero di giri percorsi però la sensazione è che la posizione naturale della Haas sia intorno al centro del gruppo.

Sauber

Barcellona 2.3 46

Felipe Nasr,         455 giri
Marcus Ericsson 383 giri

Unico team a non presentarsi alla prima settimana dei test di Barcellona scegliendo invece di presentare una versione evoluta della C34 del 2015, Sauber ha presentato la C35 solo nella seconda settimana. Quanto questa mossa si rivelerà saggia rimane da valutare, ma l’esordio è stato complessivamente buono, raccogliendo in media più di 100 giri al giorno nelle mani dei piloti Nasr ed Ericsson, line-up invariata dallo scorso anno. I due piloti del team svizzero non hanno riportato problemi particolari se non piccoli imprevisti. In termini di prestazione pura la Sauber si è rivelata molto veloce sul dritto facendo segnare velocità di punta invidiabili anche se nei tempi sul giro rimane a quasi due secondi dai tempi della Ferrari, facendo pensare che battere la Manor e la Haas piuttosto che puntare al centro del gruppo possa essere il vero e concreto obiettivo almeno per le prime gare. Certo, le difficoltà economiche potrebbero pesare in un campionato così lungo…

Manor
Barcellona 2.2 052

Pascal Wehrlein  252 giri
Rio Haryanto       232 giri

 

Dopo un inverno di rinnovamento che ha visto alcune figure centrali come John Boot e Graeme Lowden partire, la piccola scuderia inglese ha iniziato la pre season con un’auto profondamente rivisitata, una nuova livrea ed una rinnovata line-up di piloti, quest’anno Pascal Wehrlein e Rio Haryanto. Fondamentale poi il passaggio alla power unit Mercedes e la trasmissione della Wiliams. Il direttore tecnico John McQuiliam ha parlato della MRT05 come la migliore auto mai lanciata dal team e in termini di miglioramento delle prestazioni la riduzione del gap dai primi sembra essere palpabile, portando la Manor ad essere l’ultima del gruppo ma con dignità. Il giovane Pascal Wehrlein, protegè Mercedes, ha infatti girato tre secondi più veloce del tempo in qualifica dello scorso anno a Barcellona facendo pensare che lottare per qualcosa più che gli ultimi posti potrebbe essere una possibilità concreta. Ci sono stati anche problemi tecnici che hanno influito pesantemente sullo scarso numero di giri completati, ma rimane comunque un sostanziale miglioramento rispetto al 2015 quando di fatto non ci fu alcuna sessione di test pre stagionali. Il team manager Dave Ryan ha dichiarato che l’obiettivo principale è raggiungere rispettabilità e competitività e i risultati di Barcellona suggeriscono che potrebbero, forse, riuscirci.

Di Stefano De Nicolo’

 

 

 

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