Arrivate (finalmente?) le dimissioni di Stefano Domenicali dal suo ruolo di Direttore della GES, si pongono degli interrogativi che arrivano quasi naturali nella mente di appassionati e tecnici, quale è stato l’incipiente, la spinta che ha portato a tale scelta? E soprattutto, come mai in questo momento della stagione? Le risposte potrebbero essere molte e le più variegate, è stata forse la presenza di Luca Cordero di Montezemolo in Bahrain e la sua lampante delusione a far scattare una decisione così importante, per la prima volta egli ha abbandonato la pista senza vedere la fine del GP, nel box era ben visibile il suo dispiacere, la sua insoddisfazione e forse anche la frustrazione di un uomo che comunque molto ha portato a Maranello, titoli, auto da sogno e un ottimo bilancio; lo sguardo era tipico della persona non solo delusa, ma di chi ha dato fiducia e carta bianca, senza riceverne un giusto premio; è evidente che il clima una volta tornata la squadra in Italia non doveva essere dei migliori alla GES, soprattutto dopo lo smacco dei pochissimi giri percorsi nei test susseguenti il GP, una specie di tortura comminata in piena agonia, e forse è stata questa la goccia che ha fatto traboccare il vaso, un vaso, a dire il vero, che doveva esser già colmo dalla stagione e scorsa e da quelle precedenti, già in un altro articolo su Domenicali avevamo espresso una semplice valutazione frutto dei ‘successi’ conseguiti dall’ex Direttore, veramente pochi e tutti mancati per un soffio, frutto spesso di errori, ma anche di prestazioni di alto livello di un pilota (Alonso) che non ha mai avuto la vettura migliore del lotto, eppure tanto si è avvicinato al titolo Mondiale, per non parlare della cronica assenza di prestazioni in qualifica (quante pole negli ultimi 4 anni?), del problema del riscaldamento delle coperture oramai diventato cronico, delle prestazioni di Massa, della mancanza di ‘peso politico’ nonostante il tanto sbandierato diritto di veto, utilizzato oramai solo come slogan per il pubblico; a dispetto di  tutti i problemi e le mancanze elencate (e ci sarebbe dell’altro…) solo ieri è stata presa questa decisione, che sia stata presa autonomamente o sotto pressione non cambia il risultato finale, siamo alla vigilia del Round n. 4 cioè in pieno inizio stagione e si sceglie un momento non proprio opportuno per operare una scelta che doveva arrivare molto tempo addietro, alla fine della estate scorsa sarebbe stato forse più congruo, il Presidente avrebbe avuto più tempo per riorganizzare la squadra, per trovare la persona giusta a guidare un reparto composto da centinaia di persone la quale avrebbe avuto il tempo di ambientarsi e cominciare a capire come funziona una così complessa struttura, invece, e questo è, se mi consentite, ancor più grave, non si molla fino all’ultimo, e quasi quando la nave sta per affondare viene presa la decisione ultima (da chiunque sia stata presa) di dare dimissioni lasciando il Team senza una guida esperta per il resto della stagione, che a questo punto è più che compromessa. Per di più viene affidato l’incarico ad un Dirigente (Marco Mattiacci) dall’indubbio valore organizzativo e di management ma dalla poca esperienza in pista, caratteristica importantissima per chi deve coprire un ruolo così delicato ed impegnativo; la sensazione è che si stia cercando di riportare in Rosso uno degli uomini vincenti del passato come ROSS BROWN (tempo addietro avevamo espresso un dubbio sul suo ritiro…), cosa che non sarà comunque semplice, visto che è anche corteggiato da JEAN TODT per un ruolo in Federazione e che ha lasciato la Ferrari non proprio in maniera amichevole, o forse si sta trattando con un altro nome di prestigio,  dall’elevata esperienza ma soprattutto che abbia la capacità di fare la VOCE GROSSA in seno alla FIA, fatto sta che la scelta aziendale operata non appare come definitiva; questo, se fosse vero, conferma quanto le dimissioni di Domenicali siano state intempestive e frutto solo dell’emotività del momento senza la programmazione di un futuro prossimo che avrebbe consentito una continuità col passato. Qualcuno può dissentire, perché certo se una tale decisione fosse stata presa ad Agosto sarebbe stato ancora più grave, meglio senz’altro adesso che a metà stagione, rimane però il dubbio che un certo tipo di ‘politica’ interna debba essere programmata con cura e che forse si sia data troppa fiducia alla persona sbagliata e per troppo tempo arrivando all’irreparabile (e ogni Ferrarista si augura non sia così…) e cioè mettere in pista una vettura che non è efficiente proprio nel settore che doveva essere la sua forza, il motore o Power Unit, quest’anno avere un cuore efficiente avrebbe significato mettere l’ipoteca sul mondiale e quando, il prossimo anno, tutti avranno reso produttive le loro Power Unit, si tornerà a fare la differenza con l’aerodinamica, un settore non proprio fiore all’occhiello degli ultimi anni Ferrari, la percezione è che si stia perdendo una grande occasione per riportare il titolo Mondiale a Maranello…

Marco Asfalto   

Twitter : @marcoasfalto

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