Scompare all’età di 87 anni lo storico ingegnere vincitore di sette titoli costruttori e quattro piloti in F1


Il mondo della Formula 1 è in lutto per la scomparsa dell’ingegnere Mario Forghieri, direttore tecnico della Scuderia Ferrari dal 1962 al 1971 e dal 1973 al 1984. Entrò in Ferrari subito dopo la laurea nel 1959, insieme all’ingegnere Dallara, e già nel 1961 il Drake lo volle come responsabile del Reparto Tecnico per la Formula 1 e per la categoria Sport Prototipo.

I primi successi arrivarono con la Ferrari 156 F1-63 guidata da John Surtees al Gran Premio di Germania del 1963 equipaggiata dal motore a V di 120° alimentato ad iniezione diretta. Subito nel 1964 arrivò il primo titolo mondiale, sempre con Surtees, con la Ferrari 158 caratterizzata dagli innovativi cerchioni da 15” e dalla curiosa livrea bianco-blu.
Dalla sua matita nacquero i primi alettoni in Formula 1 che comparvero nel Gran Premio del Belgio del 1968. Una vera e propria rivoluzione che cambiò la fisionomia di tutte le vetture da corsa.
Gli anni Settanta furono quelli della consacrazione. L’ingegnere modenese progettò in quegli anni le iridate 312 T, 312 T2 e 312 T4 con cambio trasversale, azionate da un propulsore a 12 cilindri “piatto”. Tra il 1975 e il 1979 quell’invenzione portò alla vittoria di 4 campionati del mondo costruttori di Formula 1 e 3 titoli piloti (con Niki Lauda e Jody Scheckter). Da allora fu soprannominato “Furia” dai colleghi e dallo stesso Niki Lauda per la sua genialità ma allo stesso tempo focoso e irascibile sui banchi di lavoro.
Agli inizi degli anni Ottanta Forghieri introdusse poi in Ferrari i motori turbocompressi, con la progettazione della serie 126, con la quale la scuderia si aggiudicò il mondiale costruttori nelle stagioni 1982 e 1983.

Nel 1987 salutò Enzo Ferrari dopo 28 anni di duro lavoro a Maranello. Oltre alle innovazioni tecniche fondò una nuova struttura del reparto corse: ogni pilota con la sua squadra di tecnici, presente ancora oggi, si deve a lui. Con Forghieri al timone, la Ferrari ha vinto 54 gare di F1, 4 mondiali piloti e 7 costruttori.

La sua carriera lavorativa proseguì a capo del team della Lamborghini Engineering prima e della rinata Bugatti dal 1993.

Tantissimi gli omaggi ricevuti: dalla Ferrari a Luca Cordero di Montezemolo e da tutte le autorità della Motor Valley. Ci saluta un’altra persona formidabile che ha segnato un’epoca e che ora, insieme a Enzo Ferrari, tornerà a creare dei sogni.

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