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Per anni in Formula 1 si è parlato quasi esclusivamente di cavalli, velocità massima e potenza del motore termico. Con il regolamento 2026, però, questo modo di leggere le prestazioni di una monoposto è cambiato radicalmente.
- La rivoluzione delle Power Unit 2026
- Non conta solo quanti cavalli hai, ma quando li usi
- Cos’è il deployment e perché decide il tempo sul giro
- Perché Mercedes sembra avere un vantaggio
- Ferrari ADUO2: il passo avanti è soprattutto elettrico
- L’MGU-H scompare: cambia tutta la filosofia della Formula 1
- La batteria diventa protagonista
- Recuperare energia è importante quanto usarla
- Perché alcuni circuiti premiano Power Unit diverse
- Il software è il nuovo motore della Formula 1
- Perché il 2026 cambia anche il modo di guidare
Durante la puntata 166 di Race Tech, l’ingegnere Riccardo Romanelli spiega perché oggi il vero vantaggio di una Power Unit non si misura soltanto dal V6 turbo, ma soprattutto dalla capacità di recuperare, gestire e distribuire l’energia elettrica durante il giro. È una rivoluzione tecnica che sta cambiando il modo di progettare i motori Ferrari, Mercedes, Red Bull-Ford, Honda e Audi.
La Formula 1 del 2026 è entrata in una nuova era: la componente elettrica pesa circa il 50% della potenza complessiva della Power Unit, trasformando la gestione dell’energia nel fattore decisivo delle prestazioni.

La rivoluzione delle Power Unit 2026
Il regolamento FIA 2026 mantiene il motore V6 turbo da 1.6 litri, ma cambia completamente il bilanciamento della Power Unit.
Il principio è semplice: metà della prestazione arriva dal motore termico e metà dal sistema elettrico. È il cambiamento più importante degli ultimi anni nella Formula 1 e rappresenta uno dei pilastri del nuovo regolamento tecnico.
Questo significa che il motore endotermico continua ad avere un ruolo fondamentale, ma non è più sufficiente avere qualche cavallo in più per essere davanti.
Oggi la vera differenza nasce dall’intero sistema ibrido.
Non conta solo quanti cavalli hai, ma quando li usi
È questo il concetto centrale spiegato da Riccardo Romanelli.
Una Power Unit moderna non deve soltanto produrre potenza: deve decidere quando utilizzarla e come distribuirla durante ogni fase del giro
La gestione dell’energia influenza:
- accelerazione in uscita di curva;
- velocità lungo il rettilineo;
- fase finale del deployment;
- recupero dell’energia in frenata.
Due monoposto possono avere una potenza massima molto simile, ma ottenere tempi sul giro completamente diversi grazie alla gestione della componente elettrica.
Cos’è il deployment e perché decide il tempo sul giro
La parola che ricorre più spesso nell’analisi di Race Tech è deployment.
Il deployment è il modo in cui la Power Unit rilascia l’energia accumulata dalla batteria attraverso l’MGU-K. Ogni squadra sceglie strategie diverse per utilizzare questa energia lungo il giro.
Romanelli spiega che il deployment non consiste nel premere un pulsante per avere più potenza. È un processo continuo, controllato dal software della Power Unit, che decide quanto contributo elettrico fornire in ogni tratto del circuito.
Ed è proprio qui che possono nascere differenze importanti tra un costruttore e l’altro.
Perché Mercedes sembra avere un vantaggio
Secondo Race Tech, la Power Unit Mercedes continua a rappresentare il riferimento proprio nella gestione dell’energia.
Romanelli osserva che Mercedes riesce a mantenere il contributo elettrico praticamente fino al punto di frenata, mentre altre Power Unit terminano la fase di erogazione qualche decina di metri prima.
Può sembrare un dettaglio, ma non lo è.
Negli ultimi metri del rettilineo il pilota continua ad accelerare con tutta la monoposto scarica aerodinamicamente. Se il contributo elettrico termina in anticipo, la vettura perde accelerazione proprio nella fase più importante.
È un vantaggio che si ripete giro dopo giro.
Ferrari ADUO2: il passo avanti è soprattutto elettrico
L’introduzione dell’ADUO2 sulla Ferrari SF-26 viene spesso interpretata come un aumento della potenza del motore termico.
Romanelli spiega invece che il miglioramento più interessante riguarda l’interazione tra motore endotermico, batteria e sistema di gestione energetica.
L’obiettivo Ferrari non è semplicemente ottenere più cavalli, ma utilizzare meglio l’energia disponibile lungo tutto il giro.
È un’evoluzione molto più sofisticata di quanto raccontino i semplici dati di potenza.
L’MGU-H scompare: cambia tutta la filosofia della Formula 1
Il regolamento 2026 introduce un’altra novità storica: la scomparsa dell’MGU-H.
Per oltre dieci anni questo componente ha recuperato energia dal turbocompressore e ha rappresentato uno degli elementi più complessi delle Power Unit ibride.
Dal 2026 rimangono invece:
- motore V6 turbo;
- MGU-K molto più potente;
- batteria con maggiore capacità di recupero;
- elettronica di gestione completamente riprogettata.
Questa scelta rende le Power Unit più semplici dal punto di vista hardware, ma molto più sofisticate nella gestione software.
La batteria diventa protagonista
La potenza elettrica cresce in modo enorme rispetto alla generazione precedente.
L’MGU-K passa da circa 120 kW a 350 kW, quasi tre volte tanto, mentre la quantità di energia recuperabile durante la frenata aumenta sensibilmente.
Tradotto in pista significa:
- più energia disponibile ogni giro;
- più recupero in frenata;
- maggiore importanza dell’efficienza della batteria;
- strategie energetiche completamente nuove.
La batteria non è più un semplice supporto al motore termico: diventa uno degli elementi centrali della prestazione.
Recuperare energia è importante quanto usarla
Un altro concetto spiegato da Romanelli riguarda il recupero dell’energia.
Ogni frenata rappresenta un’opportunità per ricaricare la batteria. Ma recuperare troppa energia può rallentare la monoposto in ingresso curva, mentre recuperarne troppo poca riduce il deployment disponibile nei rettilinei successivi.
Per questo gli ingegneri devono trovare un equilibrio continuo tra recupero ed erogazione.
È uno degli aspetti più difficili da ottimizzare.
Perché alcuni circuiti premiano Power Unit diverse
Non tutti i tracciati utilizzano la componente elettrica nello stesso modo.
Circuiti con molte frenate importanti permettono di recuperare molta energia, mentre piste con poche staccate rendono più difficile ricaricare la batteria durante il giro.
Secondo Race Tech questo spiega perché alcune Power Unit sembrano particolarmente competitive su determinati circuiti e meno efficaci su altri.
La prestazione dipende anche dal profilo energetico della pista.
Il software è il nuovo motore della Formula 1
Se una volta il lavoro principale riguardava pistoni, valvole e turbocompressore, oggi una parte enorme delle prestazioni passa dal software.
Gli ingegneri controllano:
- recupero dell’energia;
- deployment;
- temperatura della batteria;
- utilizzo della potenza durante il giro;
- strategie diverse tra qualifica e gara.
È un lavoro invisibile agli occhi del pubblico, ma decisivo sul cronometro.
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Perché il 2026 cambia anche il modo di guidare
La maggiore componente elettrica modifica anche lo stile di guida dei piloti.
Gestire l’energia significa scegliere punti diversi di accelerazione, frenata e rilascio. Il pilota deve lavorare insieme agli ingegneri per utilizzare al meglio la Power Unit durante tutta la gara.
Romanelli sottolinea come questa Formula 1 richieda un approccio completamente nuovo rispetto alle generazioni precedenti, proprio perché la disponibilità di energia cambia continuamente lungo il giro.
La Formula 1 2026 ha cambiato il significato stesso della parola motore. Oggi parlare soltanto di cavalli è riduttivo, perché la prestazione nasce dall’equilibrio tra motore termico, batteria, recupero energetico e software di gestione.
L’analisi tecnica di Race Tech mostra come il vero vantaggio delle migliori Power Unit sia nella capacità di utilizzare l’energia elettrica nel momento giusto e fino agli ultimi metri del rettilineo. È questa la nuova frontiera della Formula 1, ed è qui che Ferrari, Mercedes e tutti i costruttori stanno giocando la sfida tecnologica più importante del 2026.
Guarda la puntata di Race Tech 166
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