Ferrari SF-26, abbiamo capito il vero problema: ecco cosa sta frenando davvero la Rossa

Vito Defonseca
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Ferrari F1 GP Olanda Hamilton Foto Credits X official Ferrari

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La Ferrari SF-26 ha davvero un problema di motore? L’analisi tecnica di RACE TECH #166 con l’ingegnere Riccardo Romanelli spiega perché il limite della Rossa potrebbe essere un altro.

La Ferrari SF-26 continua a dividere tifosi e addetti ai lavori. Dopo il Gran Premio di Madrid molti hanno puntato il dito contro la Power Unit Ferrari, convinti che il motore sia la causa principale del divario con Mercedes e McLaren.

Ma è davvero così?

Nella puntata RACE TECH #166, insieme all’ingegnere Riccardo Romanelli, abbiamo analizzato in profondità i dati della stagione e il comportamento della SF-26, arrivando a una conclusione diversa: il vero problema della Ferrari potrebbe non essere il motore.

ferrari F1 Motore Power unit
ferrari F1 Motore Power unit Credits NEWSF1.it

Ferrari SF-26: il problema non è solo la Power Unit

Negli ultimi Gran Premi è diventata quasi una costante vedere una monoposto motorizzata Mercedes nelle posizioni di vertice, sia in qualifica sia in gara. Questo ha alimentato il dibattito sulla presunta inferiorità della Power Unit Ferrari.

Secondo Riccardo Romanelli, però, concentrarsi esclusivamente sulla componente endotermica rischia di essere fuorviante.

L’incremento di prestazione ottenibile dal motore termico è ormai limitato a pochi cavalli. La differenza più importante nasce invece da come la vettura gestisce e distribuisce l’energia elettrica durante il giro.

In altre parole, la competitività della SF-26 dipende molto più dalla gestione dell’energia che dalla potenza pura del motore.

La gestione dell’energia è la vera chiave della Formula 1 2026

Le monoposto di Formula 1 2026 utilizzano una componente elettrica molto più determinante rispetto alle generazioni precedenti.

La fase di deployment, cioè il modo in cui l’energia viene erogata lungo il giro, può cambiare completamente la prestazione.

Una vettura che mantiene la spinta elettrica fino al punto di frenata guadagna velocità in uscita e in allungo. Se invece l’energia termina troppo presto, il pilota si ritrova improvvisamente con una perdita di prestazione proprio nel momento più importante del rettilineo.

È questo, secondo Romanelli, uno degli aspetti che oggi separa Ferrari da Mercedes.

Perché Ferrari soffre soprattutto in qualifica

La SF-26 ha mostrato spesso un comportamento diverso tra qualifica e gara.

In qualifica Ferrari fatica a estrarre l’ultimo decimo, mentre in gara il passo è spesso competitivo, soprattutto negli stint lunghi.

Il Gran Premio di Madrid ha confermato questa tendenza: la Ferrari è riuscita a mantenere un ritmo molto costante con gomme usate, segno che alcuni dei problemi cronici delle ultime stagioni sembrano essere stati risolti.

Resta però la difficoltà nel massimizzare la prestazione sul giro secco.

Madrid ha mostrato anche un altro limite

L’analisi della gara di Madrid non riguarda soltanto Ferrari.

Secondo Romanelli il nuovo circuito presenta caratteristiche che rendono estremamente difficile sorpassare: una sequenza continua di curve medio-veloci, frenate troppo corte e pochissime opportunità di attacco.

A questo si aggiunge la discussa gestione della Virtual Safety Car, che secondo molti ha modificato in maniera significativa l’economia della gara.

Ferrari ha ancora margini di crescita?

La stagione non è ancora conclusa e Ferrari ha dimostrato di essere una delle squadre che ha introdotto più aggiornamenti durante l’anno.

Il progetto SF-26 è evoluto molto rispetto all’inizio del campionato, ma il finale di stagione sarà influenzato anche da affidabilità, gestione delle componenti della Power Unit e penalità legate alle sostituzioni.

Per questo motivo i prossimi Gran Premi saranno decisivi per capire se la Rossa riuscirà a ridurre il distacco dai rivali.

Conclusioni

L’analisi tecnica di RACE TECH #166 porta a una conclusione chiara: parlare semplicemente di “motore Ferrari” è riduttivo.

Il comportamento della Ferrari SF-26 sembra dipendere soprattutto dalla gestione complessiva dell’energia elettrica, un elemento diventato centrale nell’attuale Formula 1.

La domanda resta aperta: Ferrari riuscirà a risolvere questo limite nelle ultime gare della stagione?

Guarda la puntata completa di Race Tech 166

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