Ferrari, Hamilton rompe i freni in gara: Vasseur apre un’indagine sul caso SF-26

Vito Defonseca
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Hamilton Ferrari Freni Madrid

Il Gran Premio di Spagna 2026 lascia una pesante eredità in casa Ferrari. Dopo il ritiro di Lewis Hamilton nei primi giri della gara al Madring, il team di Maranello ha annunciato l’apertura di un’indagine approfondita per individuare l’origine del problema all’impianto frenante che ha messo fuori gioco il sette volte campione del mondo.

Hamilton era partito dalla quarta posizione in griglia, ma la sua gara è durata appena sei giri. L’inglese ha perso così una delle statistiche più significative della stagione: era infatti l’ultimo pilota ancora andato a punti in tutte le gare del Mondiale Formula 1 2026. Un ritiro che pesa sia in classifica sia nell’analisi tecnica di un weekend che lascia Ferrari con molti interrogativi.

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ferrari madrid foto credits media Ferrari via X

Hamilton racconta il guasto: “Il pedale del freno è diventato lungo”

Dopo la gara Lewis Hamilton ha spiegato con precisione ciò che ha avvertito in abitacolo durante la frenata di curva 5. Il pilota Ferrari ha raccontato che il pedale del freno è improvvisamente affondato più del normale, costringendolo ad arrivare troppo veloce in curva e a sfiorare le barriere.

L’anomalia, però, non è stata costante. Hamilton ha spiegato che il pedale è tornato normale subito dopo, salvo ripresentare lo stesso problema poche curve più tardi. Dal muretto Ferrari gli ingegneri hanno tentato alcune modifiche per cercare di risolvere il difetto, ma il problema è ricomparso rendendo inevitabile il ritiro della SF-26 numero 44.

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Fred Vasseur: “Ferrari analizzerà il problema in modo approfondito”

Il team principal Fred Vasseur ha confermato che Ferrari non conosce ancora la causa del cedimento dell’impianto frenante e che verrà effettuata un’analisi completa della monoposto.

“In questa fase non conosciamo ancora la causa esatta del problema all’impianto frenante che ha costretto Lewis al ritiro. Effettueremo un’indagine approfondita.”

Vasseur ha inoltre spiegato che il pedale presentava un’anomala escursione, il cosiddetto long pedal, e che il team aveva provato a intervenire dal muretto prima che il problema si ripresentasse definitivamente.

Le verifiche si concentreranno sull’intero sistema frenante della SF-26 per capire se si sia trattato di un guasto isolato oppure di un difetto collegato ai problemi di feeling del pedale già emersi in alcuni weekend della stagione.

Cosa significa un “long pedal” in Formula 1? L’analisi tecnica NEWSF1

Dal punto di vista tecnico, un pedale lungo è quasi sempre il sintomo di una perdita di pressione nel circuito idraulico oppure di un’anomalia nel sistema di gestione della frenata.

Su una Formula 1 moderna il sistema è molto più complesso rispetto a un’auto tradizionale perché l’asse posteriore utilizza il brake-by-wire, cioè un sistema elettronico che gestisce la frenata meccanica insieme al recupero di energia della power unit.

Quando il pilota avverte un pedale improvvisamente più lungo, significa che la corsa aumenta prima di ottenere la pressione necessaria sulle pinze. Questo modifica completamente il punto di frenata e riduce la fiducia del pilota nell’ingresso di curva.

Le possibili cause possono essere diverse:

  • perdita di pressione idraulica nel circuito;
  • presenza di aria o vaporizzazione del fluido frenante;
  • malfunzionamento di una pompa o di una valvola del sistema brake-by-wire;
  • problema elettronico nella gestione della frenata posteriore.

Al momento Ferrari non ha indicato quale di queste ipotesi sia la più probabile. Sarà l’indagine di Maranello a stabilire l’origine del guasto.

C’è un dettaglio che rende difficile giudicare la SF-26

Il trittico composto da Olanda, Monza e Spagna è stato sicuramente deludente per Ferrari, ma c’è un elemento che rischia di passare in secondo piano e che cambia la lettura delle prestazioni della SF-26.

Nelle ultime due gare Ferrari non ha mai avuto entrambe le monoposto come riferimento fino alla bandiera a scacchi.

A Monza è stato Charles Leclerc a uscire di scena nei primissimi giri, mentre al Madring è toccato a Lewis Hamilton ritirarsi dopo appena sei giri per il problema ai freni. Per due weekend consecutivi il Cavallino ha quindi dovuto analizzare la gara con una sola vettura.

ferrarI leclerc Monza
ferrarI leclerc Monza

È un dettaglio importante perché in Formula 1 il confronto tra i due piloti è fondamentale per valutare il potenziale della monoposto, il comportamento delle gomme e l’efficacia delle strategie.

Hamilton rappresentava il riferimento della strategia con pneumatici Soft, mentre Leclerc seguiva un piano completamente diverso partendo con le Hard. Con il ritiro dell’inglese è venuto meno qualsiasi confronto diretto sul passo gara.

Anche a Monza il quadro è rimasto incompleto. Leclerc non ha potuto completare la gara e Ferrari ha perso un secondo punto di riferimento proprio nel momento in cui servivano dati sul comportamento della SF-26 nello stint lungo.

Per questo motivo le ultime due gare raccontano soltanto una parte della storia. Il distacco dai migliori è evidente, ma Ferrari non ha ancora avuto un weekend pulito che permetta di confrontare realmente Hamilton e Leclerc sulla stessa distanza di gara.

Hamilton aveva davvero più passo di Leclerc?

È una domanda che resta senza risposta.

Dalle prime fasi del weekend sembrava che Hamilton potesse avere un ritmo leggermente migliore rispetto al compagno di squadra, ma il ritiro arrivato dopo appena sei giri impedisce qualsiasi confronto concreto.

Leclerc ha disputato una gara costruita su una strategia completamente diversa e ha concluso quarto dopo uno stint lunghissimo con le gomme Hard. Hamilton, invece, avrebbe sviluppato una gara con una gestione differente delle gomme Soft.

Senza entrambi i piloti al traguardo manca il dato più importante: il confronto reale sul passo gara.

Leclerc salva il weekend Ferrari con una strategia coraggiosa

Se Hamilton ha visto terminare la gara quasi subito, Charles Leclerc ha limitato i danni conquistando il quarto posto grazie a una strategia completamente diversa.

Ferrari ha diviso le strategie già al via, scegliendo le Soft per Hamilton e le Hard per Leclerc. Il monegasco ha allungato il primo stint fino a quasi 50 giri nella speranza di sfruttare una Safety Car o una bandiera rossa.

Vasseur ha spiegato che Ferrari riteneva concreta la possibilità di una neutralizzazione nella seconda parte della gara e ha deciso di mantenere aperta quella finestra strategica.

La neutralizzazione non è mai arrivata, ma secondo il team la scelta era comunque quella con il maggiore potenziale, perché una Safety Car tardiva o una bandiera rossa avrebbero potuto riportare Leclerc nella lotta per il podio o addirittura per la vittoria.

Il dubbio sull’incidente del sabato resta aperto

Un altro interrogativo riguarda il possibile collegamento tra il guasto ai freni e l’incidente avuto da Hamilton nelle qualifiche.

È una domanda legittima, ma al momento non esiste alcuna conferma tecnica.

Ferrari non ha indicato alcuna correlazione tra il danno subito dalla vettura il sabato e il cedimento dell’impianto frenante in gara. Proprio per questo motivo il team ha deciso di analizzare ogni componente del sistema frenante prima del prossimo appuntamento del Mondiale.

Ferrari arriva a Baku con più domande che risposte

Il problema ai freni di Hamilton rappresenta un nuovo campanello d’allarme per Ferrari in una stagione nella quale l’affidabilità ha già condizionato diversi weekend.

Hamilton resta terzo nel Mondiale Piloti con 191 punti, mentre Leclerc è quinto a quota 167, ma il dato più importante è un altro: Ferrari esce dal trittico europeo senza avere ancora una fotografia completa del reale potenziale della SF-26.

Il bilancio resta negativo perché il Cavallino non ha lottato per la vittoria e il distacco da McLaren e Red Bull è rimasto evidente. Allo stesso tempo, però, esiste un’attenuante concreta: nelle ultime due gare Ferrari non ha mai potuto confrontare le prestazioni di entrambe le monoposto fino al termine della corsa.

Baku diventa quindi un passaggio fondamentale. Se Hamilton e Leclerc potranno finalmente disputare un weekend senza problemi di affidabilità, Ferrari avrà per la prima volta dopo diverse settimane tutti i dati necessari per capire davvero dove si colloca la SF-26 nella lotta al vertice del Mondiale Formula 1 2026.

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