Charles Leclerc salva la Ferrari al GP di Madrid: la strategia era l’unica possibile

Vito Defonseca
8 Min Read
Leclerc Ferrari Madrid foto credits media Pirelli

Il quarto posto di Charles Leclerc al Gran Premio di Madrid può sembrare un risultato anonimo. In realtà racconta una gara completamente diversa da quella che dice la classifica.

La Ferrari non aveva la pole position, non aveva la track position e si è ritrovata a correre su un circuito dove sorpassare era praticamente impossibile. Per questo motivo il box di Maranello ha scelto una strategia estrema, l’unica che potesse cambiare il destino della gara.

Durante A Ruota Libera di NEWSF1 il giudizio è stato chiaro: non era una strategia perfetta, era semplicemente l’unica carta che la Ferrari poteva giocarsi su una pista che si è rivelata un flop totale.

La Ferrari perde subito Hamilton e resta con una sola macchina

La domenica della Ferrari si complica immediatamente.

Lewis Hamilton è costretto al ritiro dopo appena sei giri a causa di un problema ai freni. Da quel momento tutta la gara della Scuderia passa nelle mani di Charles Leclerc.

Con una sola SF-26 in pista, Ferrari cambia completamente approccio e decide di allungare lo stint nella speranza che la gara venga neutralizzata.

La strategia Ferrari puntava su due Safety Car

Il punto fondamentale è questo.

Ferrari non allunga lo stint perché le gomme siano “magiche” o perché quella sia la strategia ideale. Lo fa perché il Madring è un circuito cittadino dove, teoricamente, incidenti e neutralizzazioni dovrebbero essere frequenti.

L’obiettivo era aspettare due Safety Car, oppure una Safety Car e una bandiera rossa, per guadagnare la posizione in pista senza perdere tempo ai box.

Alla fine, però, arriva soltanto una Virtual Safety Car.

E quel piano salta completamente.

GP Madrid F1
GP Madrid F1 foto credits media pirelli

Il Madring è una gara di track position, non di sorpassi

La gara di Madrid conferma un problema enorme del nuovo circuito.

Una volta perso il sabato, la domenica diventa quasi impossibile recuperare.

Durante A Ruota Libera, Marco Asfalto riassume tutto con una frase durissima.

«Che cazzo è successo in gara? Nulla. Un’ora e mezza di trenini.»

Ed è esattamente quello che si è visto.

Chi partiva davanti rimaneva davanti. Chi partiva dietro rimaneva intrappolato.

La track position ha deciso praticamente tutto il Gran Premio.

Leclerc aveva il passo di chi ha vinto

Ed è proprio qui che nasce il rammarico Ferrari.

Per tutta la gara Charles Leclerc gira con un ritmo molto vicino a quello dei piloti che occupano le prime posizioni.

Non c’è un crollo della SF-26.

Non c’è un degrado improvviso.

Anzi, la Ferrari dimostra ancora una volta di essere una macchina molto competitiva sul passo gara.

Il problema è che quel ritmo non serve a nulla quando non esiste la possibilità di superare.

La SF-26 continua a essere veloce in gara

È un tema che NEWSF1 ripete ormai da settimane.

La Ferrari continua a mostrare un comportamento molto diverso tra qualifica e gara.

La domenica la SF-26 è competitiva, gestisce bene gli pneumatici e riesce a mantenere un passo costante anche negli stint più lunghi.

A Madrid lo ha dimostrato ancora una volta.

Leclerc resta competitivo fino alla fine senza perdere il contatto con il gruppo di testa.

Il vero problema Ferrari arriva sempre il sabato

Il Gran Premio di Madrid mette nuovamente sotto accusa la qualifica Ferrari.

Secondo l’analisi di Marco Asfalto, la SF-26 continua a pagare qualcosa nel giro secco rispetto alle Mercedes.

E proprio le qualifiche hanno deciso la gara.

Su un circuito dove la posizione in pista vale quasi tutto, partire dietro significa compromettere l’intera domenica.

f1 2026 Monza mercedes Antonelli
f1 2026 Monza mercedes Antonelli foto credits X Formula1.com

La teoria della “party mode” Mercedes

Durante la puntata emerge un altro tema molto interessante.

Marco Asfalto osserva come le Mercedes sembrino avere una modalità di erogazione della potenza diversa durante le qualifiche.

L’impressione è che riescano a tirare fuori qualcosa in più soprattutto nel Q3, quando conta davvero.

È quello che si è visto anche al Madring: Mercedes cresce nel momento decisivo della qualifica, mentre Ferrari resta leggermente indietro.

Secondo NEWSF1 è un comportamento che merita di essere analizzato perché continua a ripetersi in diversi weekend.

La Virtual Safety Car riaccende le speranze Ferrari

L’incidente di Lance Stroll sembra dare finalmente ragione alla strategia Ferrari.

Leclerc si ritrova davanti grazie all’allungamento dello stint e, per qualche giro, guida il Gran Premio.

Era esattamente lo scenario che il muretto stava aspettando.

Ma una sola neutralizzazione non basta.

La gara riparte troppo presto e le vetture con gomme più fresche tornano davanti.

Ferrari non aveva alternative

Questo è probabilmente il punto più importante della gara di Leclerc.

Con il ritmo mostrato dalla SF-26 e con un circuito dove superare era praticamente impossibile, Ferrari non poteva scegliere una strategia tradizionale.

Fermarsi come gli altri avrebbe significato chiudere tranquillamente quarta, senza alcuna possibilità di cambiare il risultato.

Allungare lo stint era un rischio.

Ma era anche l’unica possibilità concreta di provare a vincere qualcosa.

Charles Leclerc salva il salvabile

In una domenica in cui il Madring viene definito un flop e una delle gare più brutte della stagione, Charles Leclerc è una delle pochissime note positive per la Ferrari.

Gestisce le gomme in maniera impeccabile, mantiene il ritmo dei primi e sfrutta ogni occasione concessa dalla gara.

Il quarto posto finale lascia inevitabilmente delusione.

Ma racconta anche una Ferrari che, sul passo gara, continua a essere competitiva.

Editoriale NEWSF1

Il Gran Premio di Madrid lascia un messaggio molto chiaro.

La Ferrari continua ad avere una SF-26 capace di andare forte la domenica, ma continua a pagare qualcosa quando conta conquistare la posizione in griglia.

E al Madring la qualifica valeva praticamente tutta la gara.

Leclerc ha fatto quello che doveva fare. Ferrari ha provato l’unica strategia possibile sperando in due Safety Car che non sono mai arrivate.

Il risultato non premia la scommessa di Maranello, ma conferma un’altra cosa: il problema della Ferrari non è il ritmo gara. Il vero nodo resta la qualifica e una pista come il Madring, dove senza track position non si supera nessuno.

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