Ferrari, Hamilton vede il potenziale della SF-26: «C’è un margine importante prima delle qualifiche»

Vito Defonseca
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ferrari madrid foto credits media Ferrari via X

Lewis Hamilton lascia il venerdì del GP di Madrid con sensazioni positive sulla Ferrari SF-26, ma anche con un obiettivo preciso in vista delle qualifiche. Il sette volte campione del mondo ritiene che la monoposto di Maranello abbia mostrato un buon potenziale sul nuovo circuito del MadRing, anche se il bilanciamento della vettura è diventato più complicato da gestire con il passare delle sessioni.

Il britannico ha chiuso la prima giornata di prove nelle posizioni di vertice, rimanendo a poco più di un decimo dal miglior tempo di Kimi Antonelli in FP2. Un distacco contenuto che conferma la competitività della Ferrari su un tracciato che, almeno sulla carta, sembra adattarsi bene alle caratteristiche della SF-26.

Hamilton: «La Ferrari era una buona base di partenza»

Hamilton ha spiegato che il lavoro svolto nelle prove libere ha fornito indicazioni incoraggianti, soprattutto nella prima sessione.

«È una pista divertente da guidare e la FP1 è stata un buon punto di partenza per noi», ha dichiarato il pilota Ferrari.

Con il passare delle ore, però, il comportamento della SF-26 è cambiato.

«Durante la giornata è diventato un po’ più difficile mettere la macchina nella finestra giusta. Dobbiamo analizzare alcuni aspetti, soprattutto dal punto di vista del bilanciamento.»

Per Hamilton il venerdì ha comunque prodotto una grande quantità di dati utili su un circuito completamente nuovo, dove nessuna squadra dispone di riferimenti storici.

Il vero obiettivo è arrivare pronti al sabato

La Ferrari non sembra concentrata sul risultato delle prove libere. L’obiettivo dichiarato è preparare la vettura per la sessione che conta davvero: le qualifiche.

Hamilton è convinto che esista ancora margine di miglioramento.

«Ci sono sicuramente aspetti positivi da portare con noi e lavoreremo per fare un passo avanti prima delle qualifiche.»

Il riferimento principale riguarda il bilanciamento della SF-26, elemento fondamentale su una pista ricca di curve a 90 gradi, chicane e rapidi cambi di direzione.

Ferrari F1 Vasseur Baku
Ferrari Formla 1 Vasseur foto credit Media Ferrari

Vasseur: «Madrid è un esercizio perfetto per gli ingegneri Ferrari»

Anche Frederic Vasseur ha sottolineato come il lavoro del venerdì sia stato soprattutto un esercizio di preparazione alla qualifica.

Il team principal della Ferrari ritiene che il MadRing sia uno dei circuiti più complessi dell’intero calendario dal punto di vista della simulazione.

«L’assetto giusto è quello che funzionerà in qualifica, non nelle prove libere.»

Secondo Vasseur, la pista continuerà a evolversi rapidamente e il livello di grip cambierà in modo significativo tra FP3, Q1, Q2 e Q3.

Per questo motivo Ferrari sta cercando di anticipare il comportamento dell’asfalto nelle fasi decisive del sabato.

Il grip della pista può cambiare tutto

Il MadRing presenta praticamente tutte le tipologie di curva della stagione.

Ci sono frenate violente, curve lente, cambi di direzione e sezioni ad alta velocità. Questo rende molto difficile prevedere quale sarà il livello di aderenza durante la qualifica.

Vasseur ha spiegato che il problema principale non è soltanto trovare il miglior assetto, ma prevedere come cambierà il grip durante ogni fase della sessione.

Essere competitivi in FP2, secondo Ferrari, non garantisce nulla quando la pista migliora giro dopo giro.

Gestione dell’energia: la chiave della qualifica

Uno degli aspetti più delicati del nuovo regolamento 2026 riguarda la gestione dell’energia.

Sul circuito di Madrid le lunghe accelerazioni e le sezioni ad alta velocità obbligano le squadre a scegliere con precisione quando utilizzare e quando recuperare energia elettrica durante il giro.

Vasseur ha indicato proprio questo elemento come uno dei fattori decisivi.

La simulazione del deployment energetico diventa molto più complessa quando il grip evolve rapidamente e cambia anche la velocità minima e massima delle varie curve.

Chi riuscirà a ottimizzare l’utilizzo dell’energia nel giro di Q3 potrebbe ottenere un vantaggio importante.

Guarda l’analisi degli aggiornamenti Ferrari a Madrid

ferrari Sospensione Madrid Mercedes FTM
ferrari Sospensione Madrid Mercedes FTM

Ferrari c’è, ma serve l’ultimo passo

Il venerdì di Madrid consegna una Ferrari competitiva e vicina ai migliori tempi, ma il lavoro sulla SF-26 non è ancora terminato.

Hamilton vede una buona base tecnica e crede che il margine per migliorare esista soprattutto nella ricerca del bilanciamento ideale.

La Ferrari dovrà trasformare i dati raccolti nelle prove libere in un assetto capace di funzionare quando la pista offrirà il massimo grip.

Le qualifiche del GP di Madrid saranno il primo vero banco di prova per capire se la SF-26 riuscirà a confermare le sensazioni positive emerse durante il venerdì e a lottare per le prime posizioni della griglia.

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