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Ferrari ha davvero ridotto il gap dalla Mercedes con l’aggiornamento ADUO2 della Power Unit? Dopo il Gran Premio di Monza arriva il primo vero verdetto tecnico sulla nuova specifica del motore di Maranello. I dati raccolti durante il weekend italiano permettono di analizzare accelerazione, deployment, gestione dell’energia e comportamento della SF-26 in uno dei circuiti più severi dell’intero Mondiale.
- Monza era il banco di prova perfetto per l’ADUO2 Ferrari
- Ferrari ADUO2: il recupero c’è, ma non basta
- Il confronto Bearman-Ocon è la prova più interessante
- Quanto vale davvero questo vantaggio?
- Mercedes continua ad avere un vantaggio nella gestione dell’energia
- Deployment Ferrari vs Mercedes: dove nasce il gap
- Perché Monza non è più il Tempio della Velocità
- Il caso Hamilton: Ferrari poteva fare una strategia diversa?
- Antonelli impressiona con il miglior passo gara
- Il verdetto di Race Tech sull’ADUO2 Ferrari
- Guarda Race Tech #165 e partecipa alla discussione
In questa puntata di Race Tech #165, Michele e l’ingegnere Riccardo Romanelli ricostruiscono il weekend di Monza attraverso grafici, telemetrie e confronti diretti tra Ferrari e Mercedes per capire quanto sia cambiata davvero la nuova Power Unit Ferrari.
Monza era il banco di prova perfetto per l’ADUO2 Ferrari
Non esiste un circuito migliore di Monza per valutare una Power Unit. Il tracciato italiano continua a mettere sotto pressione il motore endotermico, la parte elettrica e soprattutto la gestione dell’energia durante le accelerazioni più lunghe del campionato.
Ferrari ha scelto proprio Monza per portare in pista l’aggiornamento ADUO2, sviluppato grazie alle concessioni FIA previste per i costruttori che devono recuperare prestazione sul motore.
L’obiettivo era molto chiaro: ridurre il deficit nei confronti della Mercedes mantenendo affidabilità e prestazioni.

Ferrari ADUO2: il recupero c’è, ma non basta
La prima risposta arriva direttamente dai dati raccolti nel GP d’Italia.
L’ADUO2 rappresenta un miglioramento concreto della Power Unit Ferrari. In diversi punti del circuito la SF-26 mostra una migliore accelerazione e una disponibilità di potenza superiore rispetto alla versione precedente del motore.
Tuttavia il recupero non è sufficiente per annullare il vantaggio Mercedes, soprattutto quando entra in gioco la componente elettrica della Power Unit.
È proprio questo uno dei punti centrali dell’analisi di Race Tech.

Il confronto Bearman-Ocon è la prova più interessante
Uno dei dati più preziosi arriva dal confronto interno alla Haas.
Oliver Bearman ha utilizzato la nuova specifica Ferrari ADUO2, mentre Esteban Ocon ha corso con la versione precedente della Power Unit. Due vetture praticamente identiche permettono quindi di osservare direttamente l’effetto dell’aggiornamento.
Dall’analisi emerge che Bearman riesce a guadagnare velocità soprattutto nella lunga accelerazione verso la Variante Ascari.
I numeri mostrano un vantaggio nell’ordine di circa 5-6 km/h nella parte centrale del rettilineo, oltre a una migliore capacità di accelerazione in uscita dalle curve lente.
Sono differenze troppo evidenti per essere attribuite soltanto all’assetto aerodinamico.
Quanto vale davvero questo vantaggio?
L’analisi tecnica suggerisce che il miglioramento dell’ADUO2 sia reale.
Parlando di prestazione pura, il recupero osservato a Monza corrisponde a un incremento stimabile nell’ordine di circa 10 kW nelle condizioni analizzate.
Non è un dato ufficiale Ferrari, ma una valutazione ottenuta confrontando due vetture motorizzate Ferrari nello stesso weekend di gara.
L’ADUO2 migliora quindi la Power Unit, ma non cambia ancora gli equilibri del campionato.
Mercedes continua ad avere un vantaggio nella gestione dell’energia
Il vero tema della puntata non riguarda tanto il motore termico quanto la parte elettrica.
Nel regolamento 2026 tutte le monoposto dispongono della stessa potenza massima teorica del motore elettrico, ma l’efficienza dell’intero sistema ibrido fa ancora la differenza.
Mercedes continua a essere il riferimento nella gestione dell’energia disponibile durante il giro.
Questo vantaggio emerge soprattutto nei lunghi rettilinei di Monza.
Deployment Ferrari vs Mercedes: dove nasce il gap
Il termine chiave del 2026 è deployment.
Con deployment si indica il modo in cui la Power Unit distribuisce la potenza elettrica lungo il giro.
Ferrari riesce a essere molto competitiva nella prima parte dell’accelerazione, ma Mercedes mantiene una disponibilità di energia più costante fino alla fine del rettilineo.
È qui che nasce gran parte del vantaggio della squadra di Brackley.
Perché Monza non è più il Tempio della Velocità
Uno degli aspetti più sorprendenti dell’analisi riguarda proprio il circuito italiano.
Con il regolamento 2026 Monza non registra più le velocità massime più elevate del Mondiale.
Le nuove monoposto utilizzano in modo completamente diverso l’energia elettrica e il fenomeno del super clipping modifica il comportamento oltre una certa velocità.
In pratica la batteria smette progressivamente di fornire tutta la potenza disponibile durante le accelerazioni più lunghe.
Questo cambia completamente la filosofia della pista italiana.
Il caso Hamilton: Ferrari poteva fare una strategia diversa?
Race Tech analizza anche la gara di Lewis Hamilton.
Nel primo stint il pilota Ferrari mantiene un ritmo molto vicino alle McLaren, ma la situazione cambia nella seconda parte della gara.
Hamilton percorre quasi cinquanta giri con lo stesso set di gomme Medium dopo la Virtual Safety Car, mentre gli avversari sfruttano pneumatici più freschi nella parte conclusiva della corsa.
La strategia Ferrari viene analizzata nel dettaglio per capire se un pit stop avrebbe cambiato il risultato finale.
Antonelli impressiona con il miglior passo gara
Tra i protagonisti di Monza c’è anche Kimi Antonelli.
Il pilota Mercedes registra il miglior passo gara medio del Gran Premio, confermando la superiorità della Power Unit Mercedes nella gestione dell’energia e nella costanza di rendimento durante gli stint più lunghi.
L’analisi mostra come Mercedes riesca a mantenere prestazioni elevate giro dopo giro senza il calo osservato su altre vetture.
Il verdetto di Race Tech sull’ADUO2 Ferrari
Il GP di Monza consegna una risposta importante.
Ferrari ha fatto un passo avanti con l’ADUO2 e il recupero è visibile nei dati di accelerazione e velocità. Tuttavia Mercedes continua ad avere un vantaggio significativo nella parte elettrica della Power Unit e nella gestione del deployment.
Il nuovo motore Ferrari rappresenta quindi un miglioramento concreto, ma non ancora sufficiente per eliminare il gap con il riferimento tecnico della Formula 1 2026.
Race Tech #165 mostra perché Monza sia stata la prova più severa possibile e quali indicazioni lascia in vista delle prossime gare della stagione.
Guarda Race Tech #165 e partecipa alla discussione
Ferrari ha davvero ridotto il gap con Mercedes oppure il vantaggio della squadra di Brackley resta ancora nella gestione dell’energia elettrica?
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