Di Grassi attacca Helmut Marko e la regola dei freni

Lucas Di Grassi dopo aver mostrato i muscoli nella Superpole dell’Eprix di Santiago, si è dovuto accontentare della dodicesima posizione in gara. Il brasiliano è stato retrocesso dalla prima posizione all’ultima casella della griglia di partenza per la violazione dell’articolo 27.9 del regolamento sportivo della Formula E.

La regola dispone che tutti i piloti debbano frenare esattamente allo stesso modo nei loro giri di ingresso in pista così come fatto in quelli veloci. La disposizione è stata introdotta per ragioni di sicurezza per prevenire eventuali danni all’impianto frenante del veicolo.

Di Grassi, interpellato sulla vicenda, ha dichiarato ai colleghi di Motorsport.com: “Ci sono un sacco di regole stupide nel motorsport, ma questa è la più stupida di tutte“.

Il brasiliano ha pagato a caro prezzo la violazione dell’articolo 27.9 e ha spiegato: “Credo che questa regola debba essere rivista immediatamente prima della prossima gara. Fondamentalmente sono stato squalificato per non aver usato nel modo corretto il pedale del freno durante il mio giro di ingresso in qualifica. Non ho mai visto una regola del genere, per me è totalmente stupida”.

“Non ci saremmo mai immaginati di essere squalificati per una cosa del genere. Pensavamo più che altro ad una penalità di qualche posizione in griglia – ha sottolineato Di Grassi – sono rimasto estremamente deluso perché ho compiuto il mio miglior giro in qualifica in Formula E“.

Il campione 2016/2017 ha aggiunto che tutto i piloti fanno uso di questa pratica per evitare il surriscaldamento dei freni.

“Se analizzate i dati potrete vedere che stavo usando meno energia su mie freni nel giro di ingresso piuttosto che in quello veloce. La regola dice che non si può esagerare con la pressione e non con l’energia. Se fosse stata scritta nel modo corretto non sarei stato punito“, ha chiosato Di Grassi.

La risposta ad Helmut Marko

Lucas Di Grassi, inoltre, ha risposto alle accuse di Marko che aveva criticato la categoria elettrica, definendo le monoposto “lente e create solo per distrarre dallo scandalo dei diesel“.

Di Grassi ha dichiarato a Motorsport.com: “Audi guadagna più in Formula E che in Formula 1 e il fatto che ogni prossima sua auto in futuro sarà elettrica lo conferma. Dobbiamo capire quali sono i fattori che ci limitano e quali siano i migliori materiali per sviluppare il software di controllo del motore. Abbiamo tutti questi sviluppi sulle nostre monoposto e verranno utilizzati nel futuro”.

Il pilota della Audi Abt ha aggiunto: “Sappiamo già come lavora il motore a combustione, la cosa interessante è scoprire come possiamo rendere veloce una vettura elettrica, più efficiente e più economica. Questo è ciò che facciamo, non solo Audi, ma tutti. E’ una categoria molto più commerciale rispetto alla Formula 1″.

Non si è fatta attendere la replica di Di Grassi al manager della Red Bull: “Il Dr. Marko dice che è un ‘purista delle corse’. Per me non è vero – ha spiegato il brasiliano – dipende sempre da ciò che questa cosa vuol dire per la gente. Cosa vuole intendere lui? Allora, se questo è il suo pensiero, dovrebbe difendere le auto con motore normale, non quelle con sistema ibrido come le F1 di oggi“.

Il campione 2016/2017 ha visto crescere la Formula E sin dalla season 1. Se in F1 non ha mai raccolto punti e soddisfazioni, Di Grassi ha sempre vinto almeno una corsa nelle sue stagioni elettriche sulla monoposto Audi. Di Grassi ha rimarcato: “Le nostre macchine hanno in cambio completamente manuale senza paddleshift, cosa che invece le F1 montano. Parliamone. E’ una opinione personale, dovrebbe dire “io non corro in Formula E, sono troppo vecchio, voglio il motore a combustione e competere in F1”. E’ vero che questa resta la primissima categoria del motorsport e nessuno lo può negare, ma il futuro è elettrico“.

Davide Russo

Il suono magico del V10, tre piloti sulla rossa e la F399 torna ad essere l'auto da battere. Da allora non ho più smesso di seguire ed amare il mondo della Formula 1. Follow me Twitter | Linkedin

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