La macchina austriaca ha stupito tutti. Con la potenza limitata della giovane power unit Honda e con uno dei due piloti che deve ancora macinare chilometri, non sembrava poter impensierire le prime due squadre del campionato.

Ad oggi, invece, quando ancora mancano 9 gare, la macchina sembra aver nuova forza. Max Verstappen ci mette del suo, ma è necessario comunque approfondire meglio quanto successo a livello di tecnica, per capire se questo trend possa essere confermato o meno.

AERODINAMICA

Sotto il profilo aerodinamico, la macchina si presenta particolarmente simile a se stessa lungo tutti gli appuntamenti dell’anno. Sin da Melbourne le forme della monoposto sono rimaste le stesse. Questo, in realtà, confermerebbe quanto succede di anno in anno. I tecnici Red Bull sembrano essere particolarmente bravi ad azzeccare il giusto andamento delle correnti fluide attorno all’auto sin dall’inizio. Come è possibile? A livello teorico potrebbe essere un risultato basato sulla grande conoscenza dei flussi da parte degli ingegneri, Ricordiamo il celebre Adrian Newey, e una ottima interpretazione dei risultati dai simulatori computerizzati fin da subito. Ciò permetterebbe scelte accurate che partono dal principio della progettazione e che quindi richiedono poche modifiche durante l’anno.

Si vedano una serie di paragoni tra il GP di Melbourne e il GP di Ungheria. Nelle immagini che seguono, non sono visibili stravolgimenti dei profili aerodinamici.Questo è indice di un bilanciamento aerodinamico trovato nelle fase nascente del campionato.

 

SE NON L’AERODINAMICA, COSA?

Abbiamo parlato ultimamente del motore Honda. Sembrerebbe che dall’appuntamento di Silverstone, la casa nipponica abbia sfornato una serie di step evolutivi degni di nota.

L’ipotesi è nata prima della gara su suolo inglese, quando l’info-grafica delle velocità lungo il circuito ha fatto luce su quanto Red Bull fosse migliorata lungo i rettifili.

Durante la corsa in terra anglosassone, almeno tre sono stati i momenti che hanno confermato i sospetti e anche la componente aerodinamica potrebbe spiegare come mai. L’approfondimento al seguente articolo sulla Ferrari.

CONCLUSIONI

Red Bull potrebbe fare paura alla Ferrari e alla Mercedes perché, anche se manca il secondo pilota, Verstappen ha la possibilità di raggiungere e superare tutti quanti.

Hamilton è tosto, ma la Red Bull si conferma di nuovo l’outsider della seconda parte di campionato.

Riesce ora ad unire potenza propulsiva e prestazioni aerodinamiche eccellenti. Infatti, per quanto riguarda la deportanza, già era stato testimone delle grandi performance del team austriaco il GP di Austria.

Come si potrebbe sintetizzare la prospettiva Red Bull per la seconda parte di campionato? Ben arrivato motore!

A presto

Dall’ing. Aimar Alberto.