Leclerc, griglia o gas aperto? Cosa può aver causato l’incidente di Monza

Vito Defonseca
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Hamilton leclerc monza Ferrari fotocredits X formula1

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L’incidente di Charles Leclerc alla Curva Alboreto è stato uno degli episodi più discussi del Gran Premio d’Italia. In pochi secondi la Ferrari è finita contro le barriere e il dibattito si è acceso immediatamente: errore del pilota, problema tecnico oppure una combinazione di entrambi?

Nel Race Tech #165 abbiamo analizzato le immagini e la dinamica dell’incidente cercando di separare i fatti dalle interpretazioni. Due sono le ipotesi principali: un problema legato alla griglia di partenza oppure un’anomalia nella gestione del gas aperto.

Perché la Curva Alboreto è così difficile

La Curva Alboreto è uno dei punti più impegnativi di Monza.

Le monoposto arrivano a velocità elevatissime e affrontano il cambio di direzione con un carico aerodinamico molto ridotto. In queste condizioni basta una minima variazione di bilanciamento o di erogazione della potenza per perdere rapidamente il controllo della vettura.

Per questo motivo capire cosa sia successo alla SF-26 richiede un’analisi tecnica, non soltanto il replay dell’incidente.

Prima ipotesi: un problema sulla griglia

Una delle possibilità discusse riguarda una conseguenza indiretta della procedura di partenza.

Se la vettura ha accusato un’anomalia nella gestione della frizione, del differenziale o della mappatura iniziale, alcuni parametri possono influenzare il comportamento della monoposto anche nei primi giri di gara.

È un’ipotesi che spiegherebbe un comportamento diverso da quello atteso della Ferrari in uscita dalla curva.

Al momento, però, non esistono elementi ufficiali che confermino questa ricostruzione.

ferrari f1 monza aduo 2
ferrari f1 monza aduo 2

Seconda ipotesi: gas aperto nel momento sbagliato

L’altra ipotesi riguarda la fase di accelerazione.

Alla Curva Alboreto il pilota inizia ad aprire il gas mentre la vettura è ancora impegnata nel cambio di direzione. Se l’erogazione arriva in modo più aggressivo del previsto o il retrotreno perde aderenza, il sovrasterzo può diventare immediatamente irrecuperabile.

È uno scenario compatibile con la dinamica vista dalle immagini, soprattutto considerando le caratteristiche della SF-26 con poco carico aerodinamico.

Cosa mostrano le immagini della Ferrari

Osservando il replay si nota come la Ferrari perda il posteriore molto rapidamente.

La rotazione avviene in una fase nella quale il pilota sta già trasferendo potenza alle ruote posteriori. Questo non basta per stabilire una causa, ma restringe il campo delle possibili spiegazioni tecniche.

Senza telemetria ufficiale non è possibile affermare con certezza quale delle due ipotesi sia quella corretta.

Errore di Leclerc o limite della SF-26?

La domanda è inevitabile.

Charles Leclerc ha dimostrato più volte di essere uno dei piloti più efficaci nella gestione del limite della Ferrari. Per questo motivo attribuire immediatamente tutto all’errore del pilota rischia di essere una conclusione affrettata.

L’incidente potrebbe essere nato da una situazione nella quale il pilota si è trovato improvvisamente con una vettura diversa da quella attesa.

Il verdetto tecnico resta aperto

L’episodio di Monza rimane uno dei punti più interessanti del weekend Ferrari.

Senza dati ufficiali è impossibile parlare di certezze, ma l’analisi tecnica permette di individuare gli scenari più credibili e capire quali elementi osservare nei prossimi Gran Premi.

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