L’ex presidente Ferrari Luca di Montezemolo ha parlato, in una recente intervista alla BBC Sport, del gran premio d’Italia disputatosi domenica soffermandosi su alcune tematiche come il gioco di squadra Mercedes nel favorire Hamilton sacrificando Bottas e i fischi dei tifosi sotto il podio contro l’inglese, vincitore uscente del gp brianzolo.

Luca di Montezemolo ha risollevato la Ferrari da uno dei suoi periodi più bui, all’inizio degli anni ’90 e ha supervisionato l’epoca dominante di Michael Schumacher dei primi anni 2000, oltre all’ultimo titolo mondiale della squadra con Raikkonen nel 2007 e ai due quasi mancati di Fernando Alonso nel 2010 e nel 2012.

Dopo essere stato alla guida della Ferrari come presidente per 23 anni, dal 1991 al 2014, Luca di Montezemolo dopo 4 anni lontano dalla Formula 1, ha voluto commentare gli episodi chiave avvenuti durante il Gran Premio d’Italia disputatosi domenica. L’episodio che ha più disgustato l’ex presidente Ferrari è stato l’insistente fischiare dei tifosi sotto il podio ai danni di Lewis Hamilton.

“Lewis è un campione fantastico, è sempre stato molto corretto e ha fatto una gara fantastica, punto e basta”, ha aggiunto”Quello che è successo è stato molto, molto brutto e sono davvero disgustato”.

Nell’intervista esclusiva riservata alla BBC Sport, Montezemolo ha anche parlato del gioco di squadra attuato dalla Mercedes a Monza, la quale ha “utilizzato” Valtteri Bottas per rallentare appositamente Kimi Raikkonen per alcuni giri dopo il pit stop del ferrarista, avvantaggiando Lewis Hamilton. Dopo tale tattica i tifosi della Ferrari hanno fortemente criticato il modo in cui Mercedes ha usato il suo secondo pilota.

Montezemolo ha difeso la decisione della Mercedes di adottare questa tattica, poichè non è la prima volta che si vede un team fare gioco di squadra o dare ordini di scuderia, come spesso è capitato in passato e lo stesso Montezemolo ha ammesso che queste tattiche sono state usate anche in Ferrari nella conquista dei titoli mondiali sotto la sua presidenza.

Posso dirvi che abbiamo vinto alcuni campionati [in questo modo] quando ero presidente e CEO – con Kimi e Felipe Massa, con Rubens Barrichello e Michael Schumacher, con Michael e Eddie Irvine” ha chiarito– “Quindi questo fa parte del gioco e Bottas non ha fatto nulla di sbagliato o di irregolare.”

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Montezemolo ha poi ribadito che una delle cose da cui si deve imparare è saper perdere, cosa che l’ex Ferrari non ha visto fare da parte dei tifosi intenti a fischiare sotto il podio e inoltre si dichiara a favore della scelta attuata dalla Mercedes di favorire Hamilton perché sarebbe una tattica che tutti avrebbero usato in quel frangente di gara.

“Quando ho sentito qualcuno fare delle critiche sulla tattica usata da Mercedes…Questo è normale, nella vita è difficile vincere, ma è più difficile da accettare quando non vinci, quindi ieri non ero contento per quello che ho visto, anche da parte del pubblico.”Mercedes ha fatto il suo lavoro: se fossi stato responsabile della Ferrari nelle stesse condizioni della Mercedes, avrei fatto esattamente la stessa scelta, quindi fine.”

Nella settimana monzese che ci ha accompagnato al gp, sono cresciute le voci dell’approdo di Charles Leclerc, alla sua prima stagione al volante della “ferrarina” Alfa Sauber, al posto del campione del mondo 2007 Kimi Raikkonen. I rumors avevano fatto intuire che la Ferrari avrebbe fatto l’annuncio della promozione del pilota monegasco sul sedile della Rossa già a Monza, ma la splendida Pole position realizzata da Raikkonen ha convinto la dirigenza a rinviare tutto.

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Sull’annosa questione del secondo sedile Ferrari ne ha parlato anche Montezemolo, il quale è parso scettico sulla scelta Ferrari di ritardare l’annuncio della line up 2019 ponendo l’accento sull’effetto collaterale che questo comporta: in primis l’atteggiamento psicologico dei piloti che potrebbe avere effetti negativi sulla squadra.

“Mah quello che posso dire è che, a mio parere, ad un certo punto della stagione – tradizionalmente era Monza – è bello annunciare … chi [guiderà l’anno prossimo] perché è possibile evitare che l’atteggiamento psicologico dei piloti non si alteri, permettendo loro di guidare con serenità.” ha concluso il 70enne italiano.

Giuly Bellani

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