F1 2030, Mazzola avverte la FIA: “Cambiare ancora i motori sarebbe lo sbaglio nello sbaglio”

Vito Defonseca
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motori F1 2030 intervista Mazzola esclusiva

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Il futuro dei motori F1 2030 continua a dividere il paddock. Dopo le dichiarazioni del presidente FIA Mohammed Ben Sulayem, che ha aperto concretamente alla possibilità di riportare in Formula 1 i motori V8 turbo-ibridi con una ridotta componente elettrica, il dibattito è entrato nel vivo. La discussione nasce mentre la categoria sta ancora affrontando le conseguenze della rivoluzione regolamentare introdotta con le nuove Power Unit.

Nel corso di un’intervista esclusiva rilasciata a NewsF1.it, l’ingegnere Luigi Mazzola ha espresso una posizione molto netta: tornare nuovamente a cambiare filosofia motoristica sarebbe un errore che rischia di compromettere anni di sviluppo.


Mazzola: “Il progetto è nato senza considerare tutte le varianti”

Secondo l’ex ingegnere Ferrari, il problema nasce ancora prima dell’eventuale ritorno ai V8.

“È una scelta che non ha considerato tutte le varianti che potevano nascere. Si è seguita l’onda del green senza avere una visione completa del progetto.”

Per Mazzola, il regolamento ha aumentato in maniera importante la componente elettrica senza modificare altri elementi fondamentali della vettura.

L’aspetto che continua a lasciarlo perplesso riguarda proprio il rapporto tra energia disponibile e autonomia della monoposto.

“Se aumenti la potenza elettrica fino a 350 kW mantenendo praticamente invariato il serbatoio della benzina, era abbastanza evidente che sarebbero nati dei problemi.”


Il vero problema? Il serbatoio della benzina

Uno dei punti più interessanti dell’analisi riguarda un dettaglio tecnico spesso trascurato.

Per Mazzola sarebbe stato molto più logico intervenire sulla capacità del serbatoio piuttosto che rivoluzionare continuamente l’intera filosofia delle Power Unit.

“Quello che continuo a non capire è perché non abbiano aumentato semplicemente il serbatoio. Sarebbe stata una modifica quasi banale.”

Secondo l’ingegnere, le continue modifiche alla gestione dell’energia dimostrano che il progetto originario presenta criticità strutturali.


“Tornare al V8? Sarebbe lo sbaglio nello sbaglio”

L’ipotesi di un ritorno ai V8 dal 2030 convince poco Mazzola.

Il motivo non riguarda la nostalgia o il fascino dei vecchi motori, ma la coerenza dello sviluppo tecnico.

“Hai scelto una direzione. Migliorala. Non cambiare ancora tutto. Tornare al V8 sarebbe lo sbaglio nello sbaglio.”

L’ex Ferrari sottolinea inoltre come costruttori entrati recentemente in Formula 1, come Audi, abbiano costruito il proprio programma industriale proprio sulle regole attuali.

Cambiare nuovamente la filosofia motoristica proprio nel momento in cui questi investimenti dovrebbero dare i primi risultati rischierebbe di stravolgere completamente i programmi dei costruttori.


Una soluzione diversa: migliorare l’attuale regolamento

Piuttosto che ricominciare da zero, Mazzola propone una strada diversa.

Secondo lui sarebbe più logico perfezionare l’attuale architettura tecnica, anche attraverso un diverso utilizzo dell’ERS e della gestione energetica, evitando una nuova rivoluzione regolamentare.

L’obiettivo dovrebbe essere quello di correggere gli aspetti meno convincenti senza costringere l’intero campionato a ripartire ancora una volta da zero.


Il dibattito è appena iniziato

La FIA continua a lavorare sul futuro delle Power Unit e il ritorno ai V8 dal 2030-2031 è ormai una possibilità concreta, sostenuta pubblicamente da Mohammed Ben Sulayem e discussa anche dai costruttori.

Per Luigi Mazzola, però, la priorità dovrebbe essere un’altra: consolidare e migliorare il progetto esistente, evitando una nuova rivoluzione tecnica che rischierebbe di creare ulteriori problemi dopo quelli già emersi con l’attuale generazione di motori.


Analisi NewsF1.it

Le parole di Luigi Mazzola offrono una chiave di lettura diversa rispetto al semplice ritorno del fascino dei V8. L’ex ingegnere Ferrari non mette in discussione il valore tecnico di un motore più semplice, ma evidenzia un tema spesso sottovalutato: la continuità progettuale.

Cambiare ancora regolamento dopo pochi anni significherebbe ammettere che la direzione intrapresa non era quella giusta, con il rischio di penalizzare costruttori che hanno investito centinaia di milioni nello sviluppo delle nuove Power Unit. Per questo motivo, secondo Mazzola, la soluzione non è ripartire da zero, ma correggere ciò che non funziona mantenendo una visione tecnica coerente e di lungo periodo.

Ecco l’intervista esclusiva con Luigi Mazzola

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