Ferrari ha davvero risolto i problemi di gestione gomme? I dati dopo Barcellona

Vito Defonseca
7 Min Read
ferrari Ungheria Gomme

Guarda la versione completa su YouTube: NEWSf1IT

Uno dei maggiori limiti della Ferrari SF-26 nella prima parte della stagione è stato senza dubbio la gestione degli pneumatici posteriori.

In diversi Gran Premi la monoposto di Maranello ha mostrato un degrado superiore rispetto ai principali avversari, soprattutto quando le temperature dell’asfalto aumentavano oppure il tracciato richiedeva una particolare attenzione al surriscaldamento del retrotreno.

Da Barcellona, però, qualcosa sembra essere cambiato.

Gli aggiornamenti introdotti dalla Scuderia hanno modificato il comportamento della vettura, ma la domanda rimane aperta: la Ferrari ha davvero risolto il problema oppure ne ha semplicemente ridotto gli effetti?


Il limite della SF-26 nella prima parte del campionato

Nei primi appuntamenti stagionali la Ferrari ha mostrato una vettura competitiva sul giro secco, ma meno efficace quando si trattava di mantenere costante il rendimento durante gli stint più lunghi.

Il problema principale riguardava il retrotreno.

Quando aumentava il degrado degli pneumatici posteriori, la SF-26 perdeva progressivamente stabilità in trazione, costringendo i piloti a gestire maggiormente l’acceleratore e aumentando ulteriormente il consumo delle gomme.

Era una situazione che rendeva difficile mantenere il ritmo delle McLaren e, in alcune circostanze, anche della Mercedes.


Gli aggiornamenti di Barcellona hanno cambiato il comportamento della vettura

Il Gran Premio di Spagna ha rappresentato uno dei momenti chiave della stagione Ferrari.

A Barcellona la Scuderia ha introdotto un importante pacchetto di sviluppi comprendente modifiche ad ala anteriore, fondo, diffusore e gestione dei flussi aerodinamici, con l’obiettivo di aumentare il carico, ampliare la finestra di funzionamento della monoposto e migliorare la stabilità della piattaforma aerodinamica.

I primi riscontri sono stati incoraggianti.

Non tanto dal punto di vista della prestazione assoluta, quanto nella maggiore prevedibilità della SF-26 e nella capacità di sfruttare meglio gli pneumatici durante lo stint.


La Ferrari è diventata più prevedibile

Uno degli aspetti meno visibili, ma probabilmente più importanti, riguarda la maggiore facilità con cui i piloti riescono oggi a interpretare la vettura.

Charles Leclerc ha più volte spiegato di aver dovuto modificare il proprio stile di guida per adattarsi alla nuova generazione di monoposto.

Nelle ultime gare questo adattamento sembra aver prodotto risultati concreti.

Anche Lewis Hamilton, dopo un periodo iniziale più complicato, ha iniziato a sfruttare con maggiore continuità il potenziale della SF-26.

Una vettura più stabile permette infatti di limitare gli scivolamenti del retrotreno, riducendo automaticamente anche il degrado delle coperture posteriori.


Non è solo una questione di aerodinamica

Ridurre il consumo degli pneumatici non significa semplicemente aumentare il carico aerodinamico.

Conta anche il modo in cui la monoposto gestisce la piattaforma durante frenata, inserimento e uscita di curva.

Gli aggiornamenti introdotti da Ferrari sembrano aver ampliato la finestra di utilizzo della SF-26, rendendola meno sensibile alle variazioni di assetto e più costante durante lo stint.

Anche la gestione della Power Unit e del rilascio dell’energia elettrica è apparsa più efficace rispetto alle prime gare, contribuendo indirettamente a limitare il pattinamento in uscita dalle curve lente.


I segnali positivi arrivati dopo Barcellona

Dopo il Gran Premio di Spagna sono emersi diversi elementi incoraggianti.

Ferrari ha mostrato:

  • maggiore costanza sul passo gara;
  • migliore gestione dell’energia;
  • comportamento più prevedibile;
  • minore degrado nelle fasi finali degli stint;
  • migliore bilanciamento tra anteriore e posteriore.

Questi miglioramenti hanno consentito alla SF-26 di diventare competitiva anche su circuiti che, sulla carta, sembravano meno favorevoli.


L’Hungaroring sarà il vero banco di prova

Proprio per questo motivo il Gran Premio d’Ungheria rappresenta un test estremamente importante.

L’Hungaroring è infatti uno dei circuiti più severi per la gestione delle gomme posteriori.

Le numerose curve lente, le continue accelerazioni e le elevate temperature dell’asfalto mettono sotto pressione il retrotreno della monoposto.

È una pista classificata come Rear Limited, dove la capacità di preservare gli pneumatici spesso determina il risultato finale.

Se Ferrari riuscirà a mantenere costante il passo anche negli ultimi giri degli stint, allora si potrà parlare di un reale salto di qualità.


Rimangono ancora alcune incognite

Nonostante i progressi, sarebbe prematuro affermare che il problema sia completamente risolto.

In alcune gare disputate dopo Barcellona la SF-26 ha ancora mostrato qualche difficoltà quando le condizioni ambientali sono diventate particolarmente critiche.

Questo suggerisce che il limite non sia stato eliminato, ma probabilmente ridotto.

Inoltre, l’efficacia della nuova configurazione aerodinamica dipende molto anche dalla corretta scelta dell’assetto.

Un setup non ottimale può infatti riportare rapidamente in evidenza le criticità legate al surriscaldamento degli pneumatici posteriori.


La nuova ala posteriore può aiutare

Per il weekend ungherese Ferrari porterà anche una versione evoluta della propria ala posteriore ad alto carico.

L’obiettivo è migliorare ulteriormente la stabilità del retrotreno in accelerazione e aumentare la trazione nelle curve lente.

Se il nuovo pacchetto funzionerà come previsto, la SF-26 potrebbe ridurre ulteriormente il degrado degli pneumatici posteriori, proprio nel tipo di circuito dove questo fattore assume un’importanza decisiva.


Il verdetto arriverà in Ungheria

I dati raccolti da Barcellona in poi raccontano una Ferrari decisamente più competitiva rispetto all’inizio della stagione.

La SF-26 è oggi una monoposto più equilibrata, più prevedibile e capace di gestire meglio sia gli pneumatici sia l’energia della Power Unit.

Tuttavia il vero esame arriverà all’Hungaroring.

Solo su un circuito che mette sotto stress il retrotreno sarà possibile capire se Ferrari abbia realmente risolto uno dei limiti più importanti della propria stagione oppure se il problema sia stato soltanto attenuato.


Guarda la nostra analisi tecnica completa

Nel nuovo episodio di Undercut analizziamo nel dettaglio gli aggiornamenti Ferrari, la gestione delle gomme, la nuova ala posteriore e perché l’Hungaroring rappresenta il test più importante della stagione per la SF-26.

Iscriviti al canale YouTube https://www.youtube.com/@NEWSf1IT e scopri altri video nella sezione dedicata: https://www.newsf1.it/category/video-formula-1/

Share This Article
Nessun commento

Lascia un commento