Ferrari s’è dichiarata interessata alla “Formula Elettrica” per il futuro prossimo. Ma sarà solo un modo per mettere pressione a Liberty Media?

Han fatto molto parlare di sé le recenti dichiarazioni di Sergio Marchionne su un “doveroso” interessamento della Ferrari per la Formula E. Sicuramente l’elettrico, insieme all’ibrido, è la nuova “frontiera tecnologica d’attualità” per tutti i principali Costruttori del settore Automotive, e la possibilità di sviluppare nelle competizioni le proprie conoscenze tecnologiche nel campo può essere, per le Case, una fonte di sviluppo tecnologico “accelerato”. L’interesse per le monoposto elettriche è sempre più in crescita (sempre di pochi giorni fa è la notizia dell’ingresso diretto nella categoria anche di BMW), e la possibilità di potersi concentrare esclusivamente su propulsori e trasmissioni abbinate (il regolamento, infatti, prevede telai, aerodinamica, gomme e pacchi batterie uguali per tutti, lasciando libertà nell’architettura, come detto, di propulsore elettrico, impianto di raffreddamento e cambio di velocità) è di forte attrattiva per i team coinvolti. Ferrari compresa, che deve “mantenersi aggiornata” verso tutte le “frontiere tecnologiche” del comparto auto. Ma la struttura del campionato, per quanto “mirata” all’avvicinamento nei confronti del pubblico (vedi il “fan boost”), mantiene ancora un’aura di “spettacolo wrestling-style”, ben lontano da quel concetto di “sfida competitiva” che appartiene al DNA delle corse “all’europea” e dello stesso Cavallino Rampante. Appare, quindi, la mossa di Marchionne più come una “forma di pressione” nei confronti del “nuovo padrone del vapore F.1”, l’americana Liberty Media, così come del Presidente FIA (ed ex-ferrarista “dal dente avvelenato”) Jean Todt, che vorrebbero riorganizzare la distribuzione degli introiti economici del Circus, andando a “erodere” i privilegi ottenuti dalla Scuderia di Maranello sotto la gestione Ecclestone. Staremo a vedere come andrà a finire questa “lotta di potere”: sarebbe bello che da questa “guerra politica”, almeno per una volta, a trarne beneficio possano essere principalmente gli appassionati delle corse, tenuti sempre più lontani, per il prevalere del “Dio Denaro”, dal contatto diretto con le piste, i bolidi e i loro “beniamini”, i piloti. Che, con la loro componente umana, associata alla tecnologia delle macchine, sono gli elementi che hanno portato il Motorsport fino a qui. E che dovranno accompagnarlo, giocoforza, anche nel suo futuro. Più o meno “elettrico”.

Di Giuseppe Saba (Twitter: @saba_giuseppe)