Il Gran Premio d’Olanda 2026 ha lasciato un’impressione molto chiara agli occhi degli appassionati Ferrari: la SF-26 aveva il passo per lottare con Mercedes e McLaren in gara, ma si è ritrovata costretta a inseguire dopo una qualifica che ha compromesso il risultato finale. È il tema centrale affrontato da Race Tech #163, dove Riccardo Romanelli spiega perché la Ferrari sia diventata molto competitiva sul ritmo gara senza riuscire a sfruttare tutto il potenziale sul giro secco.
- La SF-26 ha cambiato comportamento con il nuovo fondo
- Perché il giro secco resta il punto debole
- In gara la Ferrari cresce giro dopo giro
- Il nuovo fondo lavora meglio sulla distanza
- Zandvoort ha evidenziato il vero punto di forza Ferrari
- Perché Monza può essere diversa
- La vera priorità Ferrari non è il passo gara
- Conclusioni NewsF1
Il weekend di Zandvoort racconta infatti due Ferrari diverse: una macchina prudente e meno incisiva al sabato, e una vettura molto più efficace sulla distanza di gara.
La SF-26 ha cambiato comportamento con il nuovo fondo
Secondo l’analisi tecnica di Race Tech, il nuovo fondo introdotto sulla SF-26 non è stato progettato per regalare immediatamente qualche centesimo sul giro di qualifica. L’obiettivo era un altro: allargare la finestra di funzionamento della vettura e renderla più stabile nelle condizioni reali di gara.
Il risultato è stato evidente.
La Ferrari ha mostrato:
- una piattaforma aerodinamica più stabile;
- minore sensibilità alle variazioni di altezza da terra;
- migliore gestione delle gomme durante gli stint lunghi.
Queste caratteristiche diventano decisive quando il serbatoio si svuota e gli pneumatici iniziano a degradarsi.

Perché il giro secco resta il punto debole
Il circuito di Zandvoort è uno dei più difficili del calendario per mettere insieme un giro perfetto. Curve ad alta velocità, banking e pochissimo margine d’errore richiedono una vettura molto aggressiva già dal primo settore.
Qui emerge il limite evidenziato da Romanelli.
La Ferrari deve ancora trovare il compromesso ideale tra:
- ingresso curva molto aggressivo;
- stabilità del retrotreno;
- rotazione nella fase centrale della curva.
Per questo motivo la SF-26 tende a perdere qualcosa proprio quando il pilota cerca il massimo della prestazione in qualifica.
In gara la Ferrari cresce giro dopo giro
La fotografia cambia completamente la domenica.
Con carburante in diminuzione e gomme gestite meglio, la Ferrari diventa progressivamente più competitiva. A Zandvoort il ritmo mostrato da Charles Leclerc è stato costantemente vicino ai migliori e anche Lewis Hamilton ha dimostrato una velocità sufficiente per attaccare il podio.
Race Tech sottolinea come la SF-26 fosse una delle vetture più costanti nella parte centrale dello stint, proprio quando Mercedes e McLaren iniziavano a gestire maggiormente le coperture.

Il nuovo fondo lavora meglio sulla distanza
Romanelli spiega che il fondo aggiornato migliora soprattutto la qualità del flusso d’aria nelle fasi di percorrenza.
Questo significa:
- maggiore carico nelle curve veloci;
- meno oscillazioni aerodinamiche;
- migliore efficienza con gomme usate.
È un vantaggio che emerge con il passare dei giri e non necessariamente nel primo tentativo di qualifica.
Zandvoort ha evidenziato il vero punto di forza Ferrari
Uno degli aspetti più interessanti emersi nella puntata riguarda proprio la gestione della gomma.
La SF-26 riesce a mantenere prestazione più a lungo, evitando il crollo improvviso del grip. Questo permette ai piloti di spingere anche nella seconda parte dello stint, quando molti avversari iniziano a perdere ritmo.
È una caratteristica molto importante in vista delle prossime gare.

Perché Monza può essere diversa
Race Tech guarda già al Gran Premio d’Italia.
Secondo Romanelli, Monza potrebbe valorizzare ancora di più il nuovo fondo Ferrari perché il circuito richiede:
- alta efficienza aerodinamica;
- stabilità in frenata;
- ottimo comportamento sui cordoli e nelle varianti.
Se Ferrari riuscirà a migliorare anche il bilanciamento sul giro secco, la SF-26 potrebbe partire molto più avanti rispetto a Zandvoort e sfruttare pienamente il proprio ritmo gara.
La vera priorità Ferrari non è il passo gara
Il weekend olandese lascia un messaggio preciso.
La SF-26 ha dimostrato di avere una base tecnica competitiva, ma il risultato finale è stato limitato dalla posizione di partenza. La priorità, secondo Race Tech, è trasformare il potenziale mostrato sulla lunga distanza in una qualifica capace di mettere Ferrari nelle prime file.
È lì che si gioca la differenza tra lottare per un podio… e poter finalmente lottare per una vittoria.
Conclusioni NewsF1
L’analisi di Race Tech porta a una conclusione chiara: Ferrari non deve rivoluzionare la SF-26, ma imparare a sfruttarla meglio il sabato. Il nuovo fondo ha già mostrato segnali concreti di crescita sul ritmo gara e Monza rappresenta il banco di prova ideale per capire se questo salto tecnico può tradursi anche in un salto di prestazione in qualifica.
Guarda la puntata completa di Race Tech
scriviti al canale YouTube https://www.youtube.com/@NEWSf1IT e scopri altri video nella sezione dedicata: https://www.newsf1.it/category/video-formula-1/
