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Ferrari ha davvero perso il GP d’Olanda perché la McLaren era semplicemente più veloce? Oppure il risultato finale di Zandvoort nasconde una realtà molto diversa?
- Ferrari era davvero inferiore? I numeri dicono altro
- Il confronto Ferrari-McLaren settore per settore
- Il nuovo fondo Ferrari ha funzionato?
- Il vero problema Ferrari: qualifica ed esecuzione
- Leclerc, Hamilton e due gare molto diverse
- Mercedes e McLaren: cosa raccontano i dati
- Monza sarà il test decisivo della SF-26
- L’analisi completa nel video di Undercut #15
- Il video completo di Undercut #15
L’analisi tecnica del weekend olandese racconta una storia che va oltre la classifica. I dati sul passo gara, sulle telemetrie e sulla gestione degli pneumatici mostrano una Ferrari SF-26 molto più competitiva di quanto lasci intendere il risultato finale.
Nella nuova puntata di Undercut #15, Nico analizza settore per settore il Gran Premio di Zandvoort per capire dove Ferrari ha costruito il proprio vantaggio, dove lo ha perso e perché il podio è sfumato.

Ferrari era davvero inferiore? I numeri dicono altro
La prima conclusione dell’analisi riguarda il passo gara.
Per diversi stint Ferrari è riuscita a mantenere un ritmo praticamente sovrapponibile a quello della McLaren e, in alcune fasi, addirittura superiore alla Mercedes.
Il dato più interessante riguarda la prima parte della gara: Charles Leclerc, pur trovandosi dietro Andrea Kimi Antonelli, continuava a girare su tempi mediamente migliori rispetto alla Mercedes.
Questo significa che il limite della SF-26 non era la velocità pura.
La Ferrari aveva il ritmo per rimanere agganciata al gruppo di testa.

Il confronto Ferrari-McLaren settore per settore
L’analisi delle telemetrie mostra differenze molto precise.
Dove Ferrari era più competitiva
- percorrenza nelle curve medio-veloci;
- gestione delle gomme nei primi giri dello stint;
- velocità minima nelle curve lunghe di Zandvoort.
Dove McLaren faceva la differenza
- trazione in uscita dalle curve lente;
- accelerazione nei brevi rettilinei;
- gestione dell’energia nella parte finale dello stint.
Il vantaggio McLaren non era enorme: era distribuito in piccoli guadagni in punti diversi del circuito.
Ed è proprio questo il motivo per cui Ferrari sembrava competitiva senza riuscire a concretizzare.

Il nuovo fondo Ferrari ha funzionato?
Uno degli aspetti centrali di Undercut riguarda il nuovo fondo introdotto dalla SF-26.
L’analisi evidenzia segnali incoraggianti:
- migliore stabilità nelle curve veloci;
- carico aerodinamico più consistente;
- comportamento più prevedibile nella gestione delle gomme.
Il fondo sembra aver migliorato la finestra di funzionamento della monoposto, soprattutto sul giro lungo.
Per questo motivo Monza diventa un banco di prova fondamentale per capire il reale potenziale dell’aggiornamento.
Il vero problema Ferrari: qualifica ed esecuzione
L’analisi tecnica porta a una conclusione importante.
Ferrari non ha perso principalmente per la strategia.
La scelta di differenziare le strategie tra Charles Leclerc e Lewis Hamilton aveva una logica.
Il problema è stato tutto ciò che è arrivato dopo:
- tempi persi ai box;
- gestione delle finestre di pit stop;
- comunicazioni tra piloti e muretto;
- esecuzione complessiva della gara.
Sono dettagli che, in Formula 1, valgono diversi secondi.
E a Zandvoort quei secondi sono costati punti pesantissimi.
Leclerc, Hamilton e due gare molto diverse
Undercut analizza anche il confronto interno Ferrari.
Charles Leclerc è stato molto competitivo nella prima parte della gara, mentre Lewis Hamilton è cresciuto nella seconda metà grazie a una strategia differente.
Il confronto mostra due approcci completamente diversi alla gestione delle gomme e del ritmo.
La domanda che emerge è inevitabile: Ferrari avrebbe dovuto gestire diversamente i due piloti quando il podio era ancora possibile?
Mercedes e McLaren: cosa raccontano i dati
Anche Mercedes esce ridimensionata dall’analisi.
Andrea Kimi Antonelli e George Russell hanno ottenuto un risultato importante, ma il passo gara non mostra una superiorità evidente rispetto alla Ferrari.
McLaren rimane il riferimento del weekend, ma il margine è molto più ridotto rispetto a quanto suggerisce l’ordine d’arrivo.
Questo rende ancora più pesante il bottino perso dalla Ferrari.
Monza sarà il test decisivo della SF-26
Dopo Zandvoort il Mondiale arriva a Monza.
Il circuito italiano rappresenta un test completamente diverso per la SF-26:
- velocità massime elevate;
- frenate violente;
- assetto a basso carico.
Sarà il weekend ideale per capire se gli aggiornamenti Ferrari rappresentano un vero salto prestazionale oppure se il rendimento visto in Olanda era legato alle caratteristiche del circuito.
L’analisi completa nel video di Undercut #15
Telemetrie, grafici, confronto settore per settore e spiegazione tecnica completa sono disponibili nella nuova puntata di Undercut #15 sul canale NEWSF1.
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Il video completo di Undercut #15
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