Ferrari aveva davvero il passo per il podio? L’analisi della strategia Hamilton-Leclerc a Zandvoort

Vito Defonseca
9 Min Read
Ferrari F1 Qualifiche GP Olanda

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Il Gran Premio d’Olanda ha lasciato un dubbio tra tifosi e addetti ai lavori: la Ferrari SF-26 aveva davvero il passo per salire sul podio?

La risposta non è così semplice come sembra. Guardando soltanto il risultato finale, Hamilton ha chiuso quarto e Leclerc quinto. Guardando invece l’andamento della gara, emerge uno scenario molto diverso: la SF-26 ha mostrato un ritmo competitivo, ma la strategia è stata condizionata da una qualifica che ha costretto entrambe le Ferrari a partire troppo indietro.

Nella puntata di A Ruota Libera, abbiamo ricostruito tutta la gara della Ferrari, analizzando le scelte strategiche, l’effetto delle due Virtual Safety Car e il confronto diretto con Mercedes. La conclusione è chiara: Ferrari aveva il potenziale per giocarsi il podio, ma il weekend era già stato complicato dal sabato.

Una gara diversa da quella raccontata dal risultato

Il quarto e quinto posto possono far pensare a una Ferrari semplicemente inferiore a McLaren e Mercedes.

In realtà il passo gara racconta una storia diversa.

Per lunghi tratti della corsa, Lewis Hamilton ha girato sugli stessi tempi di George Russell e, nell’ultimo stint, ha iniziato a recuperare con decisione terreno sulla Mercedes numero 63.

Charles Leclerc, pur con una strategia differente, ha mantenuto un ritmo molto vicino al gruppo di testa fino alla parte centrale della gara.

Il problema è che entrambe le Ferrari si sono ritrovate a inseguire fin dal via.

Tutto nasce dalla qualifica

La strategia della domenica è stata una conseguenza diretta del sabato.

Partire dalla terza fila su un circuito come Zandvoort significa affrontare una gara completamente diversa.

La pista olandese offre pochissime opportunità di sorpasso e obbliga chi parte dietro a cercare finestre strategiche, undercut e neutralizzazioni.

Ferrari non aveva la libertà di gestire la gara.

Era costretta a costruire una rimonta.

Ferrari F1 SF-26
Ferrari F1 SF-26

Hamilton sceglie una strategia aggressiva

Fin dai primi giri Ferrari decide di differenziare leggermente la gestione di Hamilton.

L’obiettivo è semplice: trovare aria libera e sfruttare eventuali neutralizzazioni.

La scelta si rivela corretta quando arriva la prima Virtual Safety Car.

Hamilton riesce a effettuare la sosta perdendo molto meno tempo rispetto a una normale fermata ai box.

È uno dei momenti chiave della gara.

La prima Virtual Safety Car aiuta Ferrari

Durante una Virtual Safety Car tutti i piloti devono rispettare un delta imposto dalla Direzione Gara.

Questo riduce sensibilmente il tempo perso durante il pit stop.

Ferrari sfrutta perfettamente questa occasione.

Hamilton rientra in pista molto più vicino al gruppo Mercedes e può iniziare uno stint con gomme fresche in una posizione decisamente migliore.

È probabilmente la migliore scelta strategica della gara.

Gara sprint GP OLANDA
Gara sprint GP OLANDA

Leclerc segue una gara diversa

Charles Leclerc rimane più a lungo in pista.

L’obiettivo è sfruttare un ritmo costante e mantenere la posizione sugli avversari diretti.

Per diversi giri la strategia sembra funzionare.

Il problema arriva quando il traffico impedisce alla Ferrari numero 16 di sfruttare completamente il vantaggio delle gomme.

Su un circuito come Zandvoort, perdere anche pochi secondi dietro una vettura significa compromettere uno stint.

Hamilton aveva davvero il podio nel mirino?

È qui che la gara cambia.

Negli ultimi giri Hamilton inizia a recuperare rapidamente su George Russell.

Il ritmo della Ferrari cresce giro dopo giro.

La differenza scende progressivamente fino a portare Hamilton nella zona DRS della Mercedes.

Per diversi passaggi il podio sembra davvero possibile.

Il passo della SF-26 era chiaramente competitivo.

Poi arriva la seconda Virtual Safety Car

Quando Hamilton è ormai pronto ad attaccare Russell, arriva una nuova Virtual Safety Car.

È il momento che cambia definitivamente la gara Ferrari.

La neutralizzazione interrompe il ritmo costruito dalla SF-26 e permette alla Mercedes di raffreddare gomme e freni, eliminando il vantaggio che Hamilton stava accumulando.

Alla ripartenza restano troppo pochi giri per completare il sorpasso.

Ferrari è stata sfortunata?

Parlare soltanto di sfortuna sarebbe riduttivo.

La seconda Virtual Safety Car ha sicuramente tolto un’opportunità concreta ad Hamilton.

Ma Ferrari si è trovata in quella situazione proprio perché era partita dietro.

Se Hamilton fosse scattato davanti a Russell, probabilmente non avrebbe avuto bisogno di costruire una rimonta negli ultimi dieci giri.

La neutralizzazione ha inciso, ma non è stata l’origine del problema.

Il passo della SF-26 era da podio

L’aspetto più interessante è proprio il confronto sul ritmo.

Hamilton girava sugli stessi tempi della Mercedes.

In alcuni giri era addirittura più veloce.

Leclerc ha mantenuto un ritmo molto vicino ai primi fino alla parte centrale della corsa.

Questo significa che Ferrari non era distante dalla lotta per il podio dal punto di vista della prestazione pura.

Il limite era la posizione iniziale.

Perché Hamilton è cresciuto nell’ultimo stint

L’ultimo stint racconta anche qualcosa della SF-26.

Con meno carburante e gomme nella finestra ideale, Hamilton ha iniziato a sfruttare meglio il potenziale del posteriore Ferrari.

La vettura è diventata molto efficace nelle curve medio-veloci e ha mostrato una buona gestione delle gomme.

È un comportamento che abbiamo visto più volte durante la stagione.

La SF-26 tende a migliorare quando entra nella propria finestra ideale di funzionamento.

Strategia giusta o sbagliata?

La risposta, analizzando la gara, è abbastanza chiara.

Ferrari ha preso le decisioni corrette con le informazioni disponibili.

La prima Virtual Safety Car è stata sfruttata perfettamente.

La differenziazione tra Hamilton e Leclerc aveva senso.

La gestione degli pneumatici è stata competitiva.

Il problema è che nessuna strategia può recuperare facilmente una qualifica sbagliata su un circuito dove sorpassare è estremamente difficile.

Il confronto con Mercedes

Mercedes ha costruito la propria gara in maniera opposta.

Russell, partendo davanti, ha potuto amministrare gomme, energia e posizione.

Hamilton ha invece dovuto utilizzare più energia per recuperare terreno e arrivare in zona podio.

È una differenza enorme.

In Formula 1 moderna, partire davanti significa spesso poter gestire la gara invece di inseguirla.

Ferrari continua a pagare il sabato

Il Gran Premio d’Olanda conferma una tendenza già vista in altre gare.

La SF-26 della domenica è più competitiva della SF-26 del sabato.

Quando Ferrari riesce a mettere insieme una buona qualifica, lotta per il podio.

Quando parte dalla terza fila, è costretta a consumare gomme e strategia per recuperare posizioni.

Ed è proprio questo che rende il giro secco il principale limite della Rossa.

Monza sarà il prossimo banco di prova

Monza offrirà uno scenario completamente diverso.

Il circuito permette più sorpassi e premia una vettura efficiente nei rettilinei.

Ferrari potrebbe valorizzare meglio il proprio passo gara.

Ma rimane la domanda più importante della seconda parte della stagione:

la SF-26 riuscirà finalmente a trasformare il suo passo gara in una posizione di partenza all’altezza del suo potenziale?

Perché Zandvoort ha lasciato un’impressione molto chiara: il podio non era un’illusione. Era una possibilità concreta, ma è stata resa molto più difficile da una qualifica che ha costretto Ferrari a rincorrere per tutta la domenica.

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