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Ferrari evolve l’ala Macarena: la soluzione tecnica che convince anche McLaren
Il Gran Premio d’Ungheria ha confermato ancora una volta come la battaglia tecnica tra i top team non si giochi soltanto sul cronometro, ma soprattutto nei dettagli aerodinamici. Tra gli aggiornamenti più interessanti portati all’Hungaroring c’è l’ultima evoluzione della celebre ala “Macarena” della Ferrari, una soluzione introdotta dalla Scuderia di Maranello che oggi sta attirando anche l’attenzione della concorrenza.
Durante l’ultima puntata di Effe1 Garage, gli ingegneri Alberto Aimar e Werner Quevedo hanno analizzato nel dettaglio il funzionamento di questo particolare alettone posteriore, confrontandolo con le versioni sviluppate da McLaren e Red Bull.

Cos’è l’ala Macarena Ferrari
L’Hungaroring è uno dei circuiti con il più alto livello di carico aerodinamico dell’intero calendario. La percentuale di percorrenza in curva è elevatissima e, proprio per questo motivo, ogni superficie capace di generare deportanza diventa fondamentale.
Ferrari ha quindi aggiornato la propria ala posteriore introducendo ulteriori elementi aerodinamici sopra il mainplane. Queste piccole appendici aumentano la superficie complessiva dell’ala e permettono di generare maggiore carico nelle curve lente e medio-veloci, caratteristiche tipiche del tracciato ungherese.
Perché McLaren ha seguito Ferrari
Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’analisi riguarda proprio McLaren, che ha introdotto una soluzione molto simile a quella Ferrari.
Secondo Alberto Aimar non si tratta di una semplice coincidenza: la filosofia progettuale adottata da Maranello ha dimostrato di funzionare e altri team hanno iniziato a percorrere la stessa strada.
Red Bull, invece, ha portato il concetto ancora oltre, aumentando ulteriormente l’apertura del canale creato durante l’attivazione del DRS, segno che il principio introdotto da Ferrari rappresenta ormai una base di sviluppo condivisa dai principali team.
Il vero vantaggio del nuovo DRS Ferrari
L’aspetto più innovativo non riguarda soltanto il maggiore carico aerodinamico.
L’ala Macarena permette infatti di ottenere un’apertura del DRS molto più ampia rispetto ai sistemi tradizionali.
Con un canale più grande:
- il flusso d’aria attraversa l’ala con minori interferenze;
- diminuisce la resistenza aerodinamica sul rettilineo;
- aumenta l’efficienza del DRS;
- migliora il compromesso tra velocità massima e carico.
Oggi il DRS viene utilizzato praticamente in ogni rettilineo disponibile e, proprio per questo motivo, ottimizzarne il funzionamento è diventato fondamentale nello sviluppo di una moderna monoposto di Formula 1.
Ferrari elimina l’attuatore centrale
Uno dei dettagli meno appariscenti, ma probabilmente più intelligenti, riguarda l’assenza dell’attuatore centrale.
Ferrari ha infatti spostato il sistema di attivazione verso le estremità dell’ala, liberando completamente la zona centrale.
Secondo Werner Quevedo questa scelta offre diversi vantaggi:
- minore disturbo aerodinamico nella parte più importante dell’ala;
- migliore pulizia del flusso;
- riduzione della resistenza;
- migliore efficienza complessiva della configurazione posteriore.
È una soluzione che dimostra come l’innovazione non riguardi soltanto le forme esterne, ma anche l’integrazione dei componenti meccanici con l’aerodinamica.
Sarà un’ala utilizzata anche negli altri Gran Premi?
La risposta, almeno per il momento, sembra essere negativa.
L’ala Macarena nella configurazione più estrema nasce per circuiti ad altissimo carico come l’Hungaroring o Monte Carlo.
Su piste caratterizzate da lunghi rettilinei, come Monza o Baku, una soluzione di questo tipo genererebbe un incremento del drag non sempre giustificato dai benefici in curva.
Per questo motivo Ferrari continuerà probabilmente ad adattare la configurazione dell’ala posteriore in funzione delle caratteristiche di ogni circuito.
Aston Martin porta una vera rivoluzione
La puntata di Effe1 Garage ha approfondito anche il nuovo pacchetto Aston Martin.
Il team inglese ha introdotto modifiche importanti a:
- prese d’aria;
- pance laterali;
- gestione dei flussi;
- sospensione posteriore.
L’obiettivo è correggere i problemi emersi nella prima parte della stagione, ma proprio durante le prove libere Lance Stroll ha dovuto fermarsi per la rottura della sospensione posteriore, episodio che gli ingegneri hanno attribuito a un possibile problema strutturale o di progettazione.
Ferrari sembra aver trovato la strada giusta
I risultati delle prove libere, uniti agli aggiornamenti introdotti all’Hungaroring, confermano una Ferrari in crescita.
L’evoluzione dell’ala Macarena rappresenta uno degli sviluppi più interessanti dell’intera stagione e il fatto che anche McLaren abbia adottato una filosofia molto simile dimostra come la direzione tecnica scelta dagli uomini di Maranello sia considerata estremamente valida anche dagli avversari.
La sfida, adesso, sarà capire quanto rapidamente Ferrari riuscirà a sviluppare ulteriormente questo concetto, soprattutto osservando l’evoluzione già mostrata da Red Bull.
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