Ferrari F1, Monza è un fallimento totale: Leclerc distrugge la gara di Hamilton e il Mondiale Costruttori finisce qui
- Ferrari F1, il disastro comincia alla Prima Variante
- Leclerc commette un secondo errore ancora più grave
- Hamilton limita i danni, ma la Ferrari non aveva il passo per vincere
- La SF-26 a Monza è stata una delusione totale
- Mercedes, McLaren e Red Bull sono davanti alla Ferrari
- Vasseur continua a sbagliare la gestione dei piloti
- Ferrari non lotta per il Mondiale: partecipa al Mondiale
- L’editoriale NewsF1
Monza doveva essere la gara della svolta. La Ferrari aveva alimentato aspettative enormi, il pubblico aveva riempito l’Autodromo Nazionale e tutta la settimana si era parlato della pista ideale per la SF-26, della potenza ritrovata e del pacchetto di aggiornamenti che avrebbe dovuto rilanciare la rincorsa al Mondiale Costruttori. È successo esattamente il contrario.
Il Gran Premio d’Italia diventa invece la fotografia più impietosa della stagione Ferrari: una monoposto che non è mai stata davvero in lotta per la vittoria, una gestione sportiva discutibile e due piloti lasciati liberi di compromettersi a vicenda. Dopo Monza si chiude, di fatto, qualsiasi speranza di rimontare il campionato Costruttori.
Ferrari F1, il disastro comincia alla Prima Variante
La gara della Ferrari dura poche centinaia di metri.
Lewis Hamilton attacca Charles Leclerc alla Prima Variante. Il sette volte campione del mondo si infila all’interno, ma Leclerc chiude completamente la traiettoria senza lasciare spazio al compagno di squadra. Hamilton è costretto a finire nella ghiaia, perde numerose posizioni e vede compromessa la propria gara già al primo giro. Dopo la corsa lo stesso Hamilton ha definito quell’episodio “devastante”, confermando di essere stato spinto fuori pista dal compagno di squadra.
Il punto, però, va oltre il singolo episodio.
Questo errore arriva una settimana dopo un’altra situazione gestita male da Leclerc, quando aveva ignorato la chiamata ai box senza che dal muretto Ferrari arrivasse una presa di posizione. Due episodi consecutivi raccontano lo stesso problema: manca qualcuno che imponga regole e responsabilità.

Leclerc commette un secondo errore ancora più grave
Pochi giri dopo arriva il colpo definitivo.
Alla Curva Alboreto, la storica Parabolica, Charles Leclerc perde il controllo della Ferrari e finisce violentemente contro le barriere. L’impatto provoca la bandiera rossa e interrompe il Gran Premio per permettere la riparazione delle protezioni. Leclerc esce dall’abitacolo senza conseguenze fisiche gravi e, dopo la gara, ha parlato anche di un possibile problema nell’erogazione dell’acceleratore, spiegando che Ferrari dovrà analizzare quanto accaduto
L’eventuale verifica tecnica non cancella però una realtà evidente: la Ferrari perde una monoposto nella gara di casa dopo appena due giri.
Ed è un errore che pesa enormemente sul campionato.
Hamilton limita i danni, ma la Ferrari non aveva il passo per vincere
Lewis Hamilton riesce almeno a vedere la bandiera a scacchi, ma conclude soltanto sesto, lontanissimo dalla lotta per la vittoria
La sua gara è stata condizionata da tre fattori.
Il primo è il contatto con Leclerc, che lo costringe a ricostruire tutta la corsa.
Il secondo è una strategia Ferrari che lascia molti dubbi, soprattutto durante le fasi di neutralizzazione.
Il terzo è forse il più importante: la SF-26 non aveva il passo delle Mercedes, della McLaren e nemmeno della Red Bull di Verstappen.
Hamilton ha limitato i danni, ma il suo risultato rappresenta abbastanza fedelmente il valore della Ferrari visto a Monza.

La SF-26 a Monza è stata una delusione totale
Per giorni si è raccontata una Ferrari trasformata.
Aggiornamenti.
Più cavalli.
Pacchetto evolutivo.
Monza doveva essere la pista perfetta per rilanciare la stagione.
In realtà è stata probabilmente la peggior prestazione tecnica delle ultime settimane.
Già in qualifica sia Hamilton sia Leclerc avevano lamentato problemi nella gestione dell’energia e nella strategia di deployment durante il giro lanciato. Ferrari stessa ha ammesso di non aver eseguito correttamente la sessione decisiva.
Hamilton and Leclerc critical of …
In gara quei problemi sembrano riapparire.
Nei primi giri entrambi i piloti segnalano comportamenti anomali della monoposto nei rettilinei e nelle fasi di accelerazione.
Il risultato finale è impietoso: Ferrari arriva a Monza con grandi aspettative ed esce dal weekend con una macchina che appare addirittura meno competitiva rispetto alle gare precedenti.
Mercedes, McLaren e Red Bull sono davanti alla Ferrari
Il Gran Premio d’Italia consegna una gerarchia molto chiara.
Mercedes è stata la squadra più forte del weekend.
McLaren continua ad avere una monoposto estremamente competitiva.
Red Bull, con Verstappen, rimane davanti alla Ferrari.
La SF-26 è soltanto la quarta forza.
Ed è questo il dato che preoccupa maggiormente.
Monza era teoricamente una pista favorevole alla Ferrari. Se qui la Ferrari non riesce nemmeno a giocarsi la vittoria, diventa difficile immaginare una rimonta nelle prossime gare.

Vasseur continua a sbagliare la gestione dei piloti
Il vero tema non è soltanto Leclerc.
Il vero tema è Fred Vasseur.
Il team principal Ferrari continua a ripetere di voler lasciare libertà ai piloti, ma questa filosofia ha un limite evidente quando i due compagni di squadra iniziano a togliersi punti a vicenda.
In Formula 1 le squadre che vincono i Mondiali hanno sempre avuto regole precise nei momenti decisivi della stagione.
McLaren con Senna e Prost poteva permettersi un duello interno perché aveva una macchina dominante.
Mercedes con Hamilton e Rosberg dominava il campionato.
Ferrari oggi non domina nulla.
Eppure continua a gestire Hamilton e Leclerc come se fossero liberi di correre uno contro l’altro.
Il risultato è una squadra che perde punti invece di recuperarli.
Ferrari non lotta per il Mondiale: partecipa al Mondiale
Questa è la conclusione più dura, ma anche la più onesta.
La Ferrari non sta lottando per il titolo Costruttori.
La Ferrari sta partecipando al campionato.
Quando un pilota compromette la gara del compagno di squadra, quando pochi minuti dopo distrugge la propria monoposto, quando il muretto non interviene e quando la macchina è inferiore ai principali rivali, parlare di lotta mondiale diventa semplicemente irrealistico.
Monza doveva essere il punto di ripartenza.
È diventata la gara che certifica il fallimento della rincorsa Ferrari.
L’editoriale NewsF1
Monza lascia una sensazione amarissima ai tifosi Ferrari. Non tanto per il sesto posto di Hamilton o per il ritiro di Leclerc, ma perché questa gara mette in evidenza tutti i limiti della squadra: una vettura che non mantiene le promesse, una gestione tecnica discutibile e soprattutto una gestione sportiva che continua a non prendere decisioni quando servono.
Charles Leclerc ha commesso due errori pesantissimi. È giusto dirlo. Ma è altrettanto giusto dire che una squadra che punta al Mondiale non può permettere che gli stessi errori si ripetano senza conseguenze.
Dopo Monza il campionato Costruttori è praticamente sfumato. La Ferrari esce dal Gran Premio di casa con zero risposte e con una sola certezza: serve un cambio di mentalità, prima ancora che un nuovo aggiornamento tecnico.
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