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Le Formula 1 2026 sono davvero troppo lente?
Fin dalla presentazione del nuovo regolamento tecnico, FIA e Formula 1 avevano rassicurato tifosi e addetti ai lavori: nonostante l’importante aumento della componente elettrica e l’introduzione dell’aerodinamica attiva, le monoposto del 2026 sarebbero rimaste estremamente veloci.
- Le Formula 1 2026 sono davvero troppo lente?
- Il confronto con il 2025
- Le velocità di punta raccontano tutta la storia?
- Il problema è il tempo sul giro
- La gestione dell’energia cambia completamente la guida
- Non è solo una questione di velocità
- I correttivi sono già sul tavolo
- Il giudizio definitivo può ancora aspettare
Il Gran Premio del Belgio, però, ha acceso nuovamente il dibattito.
A Spa-Francorchamps è infatti emerso un dato che sta facendo discutere: le Formula 1 del 2026 sono risultate sensibilmente più lente rispetto alle vetture della stagione precedente.
Il confronto con il 2025
I numeri parlano chiaro.
Nel 2025 la pole position era stata conquistata da Lando Norris in 1’40″562.
Nel 2026, invece, Andrea Kimi Antonelli ha conquistato la pole con un tempo di 1’44″361.
Il risultato è evidente:
quasi quattro secondi di differenza sul giro.
Su un circuito lungo oltre sette chilometri come Spa-Francorchamps rappresenta un distacco molto importante, difficile da ignorare.
Naturalmente entrano in gioco diversi fattori, come condizioni della pista, temperature e pneumatici, ma il dato resta significativo.
Le velocità di punta raccontano tutta la storia?
Uno degli argomenti più utilizzati per difendere il regolamento 2026 riguarda la velocità massima.
Le nuove monoposto possono infatti raggiungere punte superiori ai 350 km/h grazie alla riduzione del drag e ai nuovi sistemi aerodinamici.
Ma è davvero questo il parametro corretto?
Non necessariamente.
Una monoposto può raggiungere una velocità molto elevata sul rettilineo e allo stesso tempo risultare più lenta sul giro complessivo.
È proprio questo il punto che molti osservatori stanno evidenziando.
Il problema è il tempo sul giro
Per gli appassionati il riferimento rimane il cronometro.
Se una vettura percorre un giro in quattro secondi in più rispetto alla generazione precedente, significa che nel complesso il pacchetto tecnico ha perso prestazione.
La maggiore velocità massima, ottenuta sfruttando tutta l’energia disponibile sui rettilinei, non basta quindi a compensare le perdite registrate nelle altre fasi del giro.

La gestione dell’energia cambia completamente la guida
Uno degli aspetti più discussi riguarda proprio la gestione della componente elettrica.
Con il nuovo regolamento il recupero e l’utilizzo dell’energia hanno assunto un ruolo ancora più centrale.
In alcuni circuiti particolarmente veloci, come Spa, i piloti devono gestire con attenzione la batteria, evitando di scaricarla completamente troppo presto.
Questo modifica profondamente anche il modo di affrontare un giro di qualifica e una gara.
Non è solo una questione di velocità
Il tema non riguarda esclusivamente le prestazioni pure.
Molti piloti hanno infatti sottolineato come le nuove monoposto richiedano uno stile di guida differente rispetto al passato.
L’obiettivo del regolamento era quello di rendere le vetture più efficienti dal punto di vista energetico senza compromettere lo spettacolo.
Dopo i primi Gran Premi, però, il dibattito è ancora aperto.
I correttivi sono già sul tavolo
Proprio per questo motivo FIA e Formula 1 stanno già valutando alcuni aggiustamenti regolamentari.
Tra le ipotesi discusse nel paddock c’è una diversa ripartizione della potenza tra motore termico ed elettrico, nel tentativo di ridurre alcune criticità emerse nei primi mesi della stagione.
Sarebbe un primo segnale che il regolamento potrebbe essere affinato già nel breve periodo.
Il giudizio definitivo può ancora aspettare
È importante evitare conclusioni affrettate.
Siamo ancora nelle prime fasi di una nuova era tecnica e ogni squadra continua a sviluppare la propria monoposto.
Nel corso della stagione le prestazioni cresceranno inevitabilmente.
Resta però un dato oggettivo: almeno a Spa, il cronometro ha mostrato un distacco significativo rispetto al passato.
Ed è proprio il cronometro, più delle velocità massime dichiarate, il parametro che continua a rappresentare il vero giudice delle prestazioni in Formula 1.
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