La Ferrari vista a Spa è stata probabilmente tra le peggiori della storia ma, nonostante la tragica evidenza di una situazione di sbando totale, Binotto continua a far spallucce e a dichiarare candidamente che “la Ferrari non è in crisi”. Ora però si è alla vigilia del doppio storico appuntamento italiano di Monza e Mugello, e le premesse sono più che mai disastrose.

Cosa è successo a Spa?

Vettel F1 Silverstone

E’ ormai noto a chiunque che il progetto della SF1000, auto figlia della SF90, sia concettualmente sbagliato: un’auto tremendamente scarica e rozza aerodinamicamente, con bassa efficienza aerodinamica e comparto telaio-sospensioni obsoleto. Tutto ciò nasce dal fatto che per l’ingegnere motorista Mattia Binotto la Formula 1 si riduce essenzialmente al motore e alla potenza della power unit: infatti la SF90 altro non era che una dragster, imprendibile sui rettilinei ma molto in difficoltà nei tratti guidati.
Ora, con il cambio di regolamento 2020 e l’introduzione di un secondo flussometro imposto dalla FIA, che riduce la quantità di fluido in ingresso alla power unit (e dunque la potenza erogata dalla stessa), ecco che di colpo, il totale sbilanciamento progettuale della SF90-SF1000 tutto spostato sul motore, è collassato nelle prestazioni ridicole di cui ora.

Venendo meno il motore è infatti chiaro che, un’auto progettata solo in base alla potenza dello stesso, scarica e rozza, con telaio non sviluppato (esso è infatti praticamente lo stesso della vecchia SF71H!), non potrà fare altro che scaricare ulteriormente l’aerodinamica per provare a recuperare i cavalli persi, ma in questo modo perderà inevitabilmente la già scarsa efficienza aerodinamica e manovrabilità nei tratti guidati. Il risultato non può quindi non essere un figuraccia costante ad ogni gran premio, dal momento che la vettura si trova sempre a non avere nè potenza nè efficienza aerodinamica sufficienti. Un vero e proprio disastro, specie su circuiti che presentano lunghi rettilinei e curve a medio-alta percorrenza. Ed è questo il motivo per cui a Spa si è assistito ad una delle tragedie sportive più clamorose della Rossa.

Come è quindi facile dedurre, i prossimi impegni casalinghi di Monza e Mugello si preannunciano decisamente terribili. Vediamo perchè.

Monza

"Qualifiche

Monza

Quella di Monza è una pista dove conta essenzialmente la potenza del motore e la trazione in uscita dalle chicanes: due aspetti che sono tutt’altro che favorevoli alla SF1000, la quale, per sopperire alla mancanza di potenza dovrà necessariamente scaricare tutte le ali (se non addirittura tagliare qualcosa!). Questa operazione sarà però meno dannosa rispetto a Spa, data l’assenza di tratti guidati. C’è da dire però che l’assetto scarico verrà giustamente adottato da tutti, e dunque, dati i noti problemi Ferrari, il risultato finale non sarà di certo la competitività. Probabilmente non si parlerà di tredicesimo e quattordicesimo posto come a Spa, ma portare questa vettura oltre l’ottava-settima posizione, salvo ritiri e safety car, sarà quasi un’impresa da campioni.

 

Mugello

Mugello

Il Mugello è invece una pista concettualmente simile a Spa, che alterna lunghi rettilinei dove conta il motore e curve veloci e velocissime dove conta l’efficienza aerodinamica: uno scenario quindi seriamente preoccupante, dati i risultati osceni di Spa. Una delle similitudini più evidenti tra i layout di Spa e Mugello è la curva “Pouhon” di Spa e la coppia “Arrabbiata 1 – Arrabbiata 2” del Mugello: a Spa Lewis Hamilton si è addirittura divertito a fare la “challenge” del weekend, ovvero percorrere il “Pouhon” in pieno, riuscendoci, mentre tutti gli altri l’hanno percorso quasi in pieno alzando leggermente il piede. Le uniche vetture che necessitavano che il pilota toccasse addirittura il pedale del freno erano invece le due Rosse, essendo esse inguidabili nelle curve veloci.

Questo esempio rende quindi largamente l’idea di quanto la Ferrari sia in difficoltà e di quanto il Mugello, ovvero il Gran Premio numero 1000 per la Ferrari (che si svolgerà quindi proprio in Italia, davanti a 3000 spettatori), sarà, salvo miracoli, quasi certamente teatro di una tremenda umiliazione casalinga che sarà difficile da dimenticare.

Stavolta il famigerato “Qui a casa loro, ah ah ah!” verrà quasi sicuramente riproposto, ma a parti invertite, e in senso simbolicamente amaro.

Le Ferrari, nel caso, dovranno solo restare in un vergognoso silenzio.

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