GP Brasile, arriva la pioggia: Ferrari, la rimonta è ancora possibile?

Vito Defonseca
10 Min Read
ferrari f1 Brasile Pioggia credits X via Media Ferrari

Leclerc partirà 14° e Hamilton 20° dopo le penalità, ma il meteo potrebbe cambiare completamente lo scenario a Interlagos. La storia del GP del Brasile racconta imprese straordinarie firmate da Schumacher e Alonso: la Ferrari può ancora sperare.

Il Gran Premio del Brasile 2026 si presenta come una sfida in salita per la Ferrari. Le qualifiche del sabato, condizionate da una pioggia intensa e da diverse interruzioni, hanno già complicato il fine settimana della Scuderia. A rendere ancora più difficile la situazione sono arrivate le penalità in griglia: Charles Leclerc scatterà dalla quattordicesima posizione, mentre Lewis Hamilton partirà ventesimo.

Un quadro decisamente poco incoraggiante, almeno sulla carta. Ma a Interlagos c’è un elemento che potrebbe rimescolare le carte: il meteo. Le previsioni indicano infatti una concreta possibilità di precipitazioni durante la gara, con temperature piuttosto basse e condizioni potenzialmente variabili.

Per la Ferrari potrebbe essere un’occasione per provare a recuperare terreno. Non ci sono garanzie, naturalmente, ma quando la pioggia entra in gioco a Interlagos anche le gerarchie possono cambiare.

ferrari F1 Brasile
Ferrari F1 Brasile foto credits Media Ferrari

GP Brasile 2026: il rischio pioggia può cambiare la gara

La partenza del Gran Premio è fissata alle 18:00 italiane, le 14:00 locali. Proprio in questa finestra temporale sono attesi possibili rovesci, secondo le previsioni disponibili.

Il quadro meteorologico resta variabile: le indicazioni ufficiali pubblicate da Formula 1 segnalano temperature comprese tra 13 e 19 °C e una possibilità di pioggia intensa e temporali intorno al 40%. Altre previsioni orarie indicano probabilità più elevate nella fase iniziale della gara.

La pioggia, quindi, non è una certezza assoluta, ma rappresenta un rischio concreto che i team dovranno considerare nella preparazione della strategia.

In queste condizioni la scelta delle gomme può diventare determinante. Il passaggio dalle slick alle intermedie, oppure alle full wet in caso di precipitazioni più intense, potrebbe modificare sensibilmente l’andamento della corsa.

A fare la differenza non sarà soltanto la velocità della monoposto, ma anche la capacità del muretto di interpretare rapidamente l’evoluzione dell’asfalto. Un pit stop anticipato o ritardato di qualche giro può trasformarsi in un vantaggio importante, soprattutto quando la pista cambia rapidamente.

Per Leclerc e Hamilton, costretti a partire nel traffico, una gara movimentata potrebbe rappresentare un’opportunità da sfruttare.

Ferrari F1
Ferrari F1
SAO PAULO, BRAZIL – NOVEMBER 06: Charles Leclerc of Monaco driving the (16) Scuderia Ferrari SF-26 on track during practice ahead of the F1 Grand Prix of Brazil at Autodromo Jose Carlos Pace on November 06, 2026 in Sao Paulo, Brazil. (Photo by Rudy Carezzevoli/Getty Images)

Ferrari, Leclerc e Hamilton: una rimonta difficile ma non impossibile

La situazione dei due piloti Ferrari è molto diversa rispetto a quella che la squadra avrebbe voluto affrontare alla vigilia.

Leclerc partirà dalla quattordicesima posizione, dopo aver ottenuto il quarto tempo in qualifica e aver ricevuto una penalità di dieci posizioni. Il monegasco aveva dimostrato di poter essere competitivo anche in condizioni difficili, ma la penalizzazione lo costringerà a una gara di recupero.

Ancora più complicata la situazione di Hamilton, che prenderà il via dalla ventesima posizione. Il britannico dovrà cercare di superare rapidamente le vetture più lente, evitando però di compromettere la gara nelle prime fasi.

La pioggia potrebbe aiutare entrambi, ma non bisogna sottovalutare le difficoltà. Sul bagnato la visibilità si riduce, il rischio di contatti aumenta e trovare il momento giusto per cambiare pneumatici diventa fondamentale.

La Ferrari dovrà soprattutto evitare errori strategici. In una gara del genere, anche una decisione tempestiva del muretto potrebbe valere diverse posizioni.

Schumacher a Interlagos 2006: dalla ventesima posizione al quarto posto

Se c’è un precedente che può alimentare le speranze dei tifosi Ferrari, è quello di Michael Schumacher nel Gran Premio del Brasile 2006.

Durante quella che sarebbe stata la sua ultima gara con la Ferrari prima del ritiro, il tedesco partì dalla decima posizione. La sua corsa sembrò però compromessa dopo una foratura provocata da un contatto con Giancarlo Fisichella, episodio che lo fece precipitare fino alla ventesima posizione.

A quel punto Schumacher avrebbe potuto accontentarsi di portare la macchina al traguardo. Invece iniziò una rimonta straordinaria.

Giro dopo giro, il sette volte campione del mondo recuperò posizioni, superando diversi avversari e mostrando ancora una volta la sua capacità di gestire situazioni estremamente complicate.

Alla bandiera a scacchi arrivò quarto, alle spalle del compagno di squadra Felipe Massa, vincitore della gara, di Fernando Alonso e di Jenson Button.

Una prestazione che rimane tra le più memorabili della carriera del tedesco. E soprattutto un esempio concreto di quanto sia possibile recuperare a Interlagos anche dopo un episodio che sembra aver compromesso definitivamente la gara.

Alonso nel 2012: la Ferrari sfiorò un’impresa mondiale sotto la pioggia

Un altro precedente importante arriva dal Gran Premio del Brasile 2012, una delle gare più emozionanti della storia recente della Formula 1.

Fernando Alonso arrivò a Interlagos ancora in lotta per il titolo mondiale contro Sebastian Vettel. Lo spagnolo partiva dalla settima posizione, mentre la gara si disputò in condizioni difficili, con pioggia intermittente e un asfalto particolarmente insidioso.

La partenza fu subito movimentata e Alonso riuscì a guadagnare terreno, portandosi nelle posizioni di vertice. La Ferrari dimostrò una buona capacità di adattamento alle condizioni della pista e lo spagnolo concluse il Gran Premio al secondo posto, alle spalle di Jenson Button.

Anche Felipe Massa contribuì alla festa Ferrari con il terzo posto.

Alonso non riuscì a conquistare il titolo, che andò a Vettel, ma quella gara dimostrò ancora una volta quanto Interlagos possa diventare imprevedibile quando il meteo cambia.

La rimonta dello spagnolo dalla settima posizione al secondo posto è un altro precedente che la Ferrari di oggi può guardare con interesse.

La strategia Ferrari sarà decisiva

Per Leclerc e Hamilton il primo obiettivo sarà superare indenni le fasi iniziali della gara. Partire nelle retrovie significa trovarsi esposti al traffico, alle frenate ravvicinate e ai possibili incidenti, soprattutto se la pista dovesse essere bagnata.

La Ferrari dovrà prestare particolare attenzione a tre aspetti:

  • Gestione delle gomme: trovare il giusto equilibrio tra temperatura, aderenza e durata degli pneumatici.
  • Strategia ai box: scegliere il momento corretto per passare alle intermedie o alle gomme da bagnato estremo, se necessario.
  • Gestione del traffico: sfruttare ogni opportunità senza correre rischi eccessivi nei duelli.

Un eventuale ingresso della Safety Car potrebbe inoltre cambiare le strategie e offrire una possibilità supplementare a chi parte lontano dalle prime posizioni.

Naturalmente, la pioggia non rappresenta automaticamente un vantaggio per la Ferrari. Anche gli avversari potranno sfruttare le condizioni variabili e le Mercedes e le McLaren partiranno da posizioni decisamente più favorevoli.

Ma in una gara dove la strategia può contare quanto la prestazione pura, non tutto è ancora deciso.

Ferrari, a Interlagos serve una domenica da protagonista

La griglia di partenza racconta una situazione complicata per Maranello. Leclerc quattordicesimo e Hamilton ventesimo sono un risultato lontano dalle ambizioni della Scuderia, soprattutto dopo una qualifica nella quale il potenziale della vettura non si è tradotto in una posizione di partenza favorevole.

Eppure Interlagos è uno dei circuiti dove la Formula 1 ha dimostrato più volte di poter ribaltare ogni pronostico.

Schumacher nel 2006 riuscì a risalire dal ventesimo al quarto posto dopo una foratura. Alonso nel 2012 conquistò il secondo posto partendo settimo, in una gara segnata dalla pioggia e dalle difficoltà strategiche.

Sono episodi appartenenti a epoche diverse, con monoposto e regolamenti differenti, ma raccontano una caratteristica che continua a rendere speciale il circuito brasiliano: qui una gara non è mai davvero finita finché non sventola la bandiera a scacchi.

La Ferrari ha bisogno di una domenica concreta, senza errori e con una strategia intelligente. Se la pioggia dovesse condizionare davvero il Gran Premio, Leclerc e Hamilton potrebbero avere una possibilità per recuperare posizioni e salvare un fine settimana complicato.

La rimonta resta difficile, ma a Interlagos è giusto non perdere la speranza.

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