La Ferrari SF-26 è davvero una monoposto in crisi? Dopo il Gran Premio di Madrid il dibattito si è acceso soprattutto dopo una qualifica complicata, ma l’analisi tecnica di Race Tech racconta una storia diversa. Secondo l’ingegnere Riccardo Romanelli, il limite principale della Ferrari non è il ritmo della domenica, bensì la capacità di estrarre tutto il potenziale della vettura sul giro secco.
- Madrid racconta due Ferrari completamente diverse
- Perché la qualifica è diventata decisiva nella Formula 1 2026
- La SF-26 è cresciuta nella gestione delle gomme
- Dove Ferrari perde quei decimi sul giro secco
- Non è solo una questione di motore
- Mercedes e McLaren riescono a massimizzare il giro
- Ferrari deve migliorare il sabato, non cambiare progetto
- Il finale di stagione passa dalle qualifiche
La SF-26, infatti, ha dimostrato di essere competitiva negli stint lunghi, mentre continua a perdere quei pochi decimi decisivi che fanno la differenza in qualifica. Ed è proprio questo il nodo tecnico del finale di stagione Ferrari.
Madrid racconta due Ferrari completamente diverse
Il weekend di Madrid ha mostrato due facce della SF-26.
Il sabato Ferrari ha faticato a mettere insieme il giro perfetto, ritrovandosi lontana dalle prime posizioni. La domenica, invece, il comportamento della monoposto è cambiato: il passo gara è rimasto costante, il degrado degli pneumatici è stato contenuto e Charles Leclerc ha gestito uno stint molto lungo mantenendo un ritmo competitivo.
Per Riccardo Romanelli questo è il primo elemento da osservare. Se la Ferrari fosse realmente inferiore ai rivali, soffrirebbe anche sulla distanza di gara. Invece il problema emerge quasi esclusivamente quando bisogna trovare il massimo della prestazione in un singolo giro.

Perché la qualifica è diventata decisiva nella Formula 1 2026
Con il regolamento 2026 partire davanti è ancora più importante.
Le nuove monoposto sono estremamente vicine come prestazioni e seguire un’altra vettura resta complicato in molte situazioni. Questo significa che perdere due o tre decimi in qualifica può tradursi in tre o quattro posizioni sulla griglia, rendendo molto più difficile la gara.
Secondo Race Tech, è proprio questo il motivo per cui la SF-26 paga un prezzo così alto al sabato. Ferrari ha il ritmo per restare con i migliori, ma spesso è costretta a costruire la propria domenica partendo dal traffico.
La SF-26 è cresciuta nella gestione delle gomme
Uno degli aspetti più positivi evidenziati da Romanelli riguarda la gestione degli pneumatici.
A Madrid la Ferrari ha mostrato una monoposto molto più equilibrata rispetto ad alcune gare delle ultime stagioni. Leclerc è riuscito a prolungare il primo stint senza un crollo improvviso delle prestazioni, segno che il lavoro fatto sul bilanciamento della SF-26 sta dando risultati concreti.
Una vettura che mantiene costante il rendimento delle gomme durante uno stint lungo è una vettura che ha trovato un migliore equilibrio meccanico e aerodinamico.
Dove Ferrari perde quei decimi sul giro secco
Il vero problema emerge quando serve ottenere il massimo dalla Power Unit e dal pacchetto vettura in pochi chilometri.
Romanelli spiega che il giro di qualifica richiede una gestione perfetta dell’energia elettrica, del deployment e del bilanciamento della monoposto. Basta perdere qualche metro di spinta sul rettilineo o non avere la finestra ideale di utilizzo degli pneumatici per compromettere il tempo finale.
Sono differenze piccole, ma in una Formula 1 così compatta valgono intere file in griglia.
Non è solo una questione di motore
Il dibattito sui cavalli della Power Unit Ferrari rischia di essere fuorviante.
Secondo Race Tech, la SF-26 non perde terreno semplicemente perché ha meno potenza del motore termico. La prestazione nasce dall’integrazione tra motore endotermico, componente elettrica, software di gestione dell’energia e setup della vettura.
Ferrari ha compiuto un passo avanti con gli aggiornamenti della Power Unit, ma questo non elimina automaticamente il limite visto in qualifica.

Mercedes e McLaren riescono a massimizzare il giro
Le vetture motorizzate Mercedes continuano a essere il riferimento quando serve estrarre tutta la prestazione disponibile.
La gestione dell’energia permette loro di mantenere una spinta molto efficace lungo tutto il rettilineo e di sfruttare meglio ogni fase del giro di qualifica. Ferrari, invece, resta molto vicina sul passo gara ma continua a lasciare qualcosa proprio nel momento in cui bisogna costruire il giro perfetto.
È una differenza minima sul cronometro, ma enorme in termini di posizione in griglia.
Ferrari deve migliorare il sabato, non cambiare progetto
Romanelli invita a non confondere un limite specifico con un problema strutturale della SF-26.
La monoposto ha dimostrato di essere competitiva durante la gara e di essere cresciuta nella gestione degli pneumatici e nella costanza di rendimento. Il lavoro da fare riguarda soprattutto la capacità di sfruttare tutto il potenziale della vettura in qualifica, attraverso setup, gestione dell’energia e utilizzo ottimale delle gomme.
Non serve una rivoluzione tecnica, ma un affinamento del pacchetto.
Il finale di stagione passa dalle qualifiche
Ferrari ha ancora la possibilità di essere protagonista nelle ultime gare della stagione, ma dovrà trasformare il buon passo gara in migliori posizioni di partenza.
Partire davanti significa poter sfruttare il ritmo della SF-26 senza rimanere intrappolati nel traffico o dover recuperare posizioni con strategie più aggressive.
Secondo l’analisi tecnica di Race Tech, è proprio qui che si gioca il finale di stagione Ferrari.
L’analisi di Riccardo Romanelli cambia la prospettiva sul momento della Ferrari. La SF-26 non sembra avere un problema di competitività sulla distanza di gara, anzi ha mostrato una crescita evidente nella gestione degli pneumatici e nella costanza del passo.
Il limite principale resta la qualifica, dove pochi decimi fanno la differenza tra la prima fila e una gara tutta in rimonta. Per Ferrari, il vero salto di qualità passa dal sabato: riuscire a esprimere tutto il potenziale della SF-26 nel giro secco sarà la chiave per trasformare il passo gara in risultati.
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