Ferrari, occasione sprecata al GP d’Ungheria 2026: Hamilton ancora penalizzato, la SF-26 non è la quarta forza

Vito Defonseca
8 Min Read
Ferrari Hamilton

Il GP d’Ungheria 2026 lascia inevitabilmente l’amaro in bocca alla Ferrari. Il quarto posto di Charles Leclerc e il quinto di Lewis Hamilton, penalizzato nuovamente di cinque secondi, rappresentano un risultato inferiore alle aspettative, ma raccontano solo in parte quanto visto al Hungaroring.

Dopo Budapest sarà facile leggere giudizi estremi sulla SF-26, definita già da qualcuno addirittura la quarta forza del campionato. Una conclusione che, analizzando il weekend nel dettaglio, appare decisamente prematura.

Il vero problema della Ferrari non è stata tanto la velocità della monoposto, quanto una serie di errori e occasioni sprecate che continuano a pesare nella lotta al Mondiale.


Norris vince il GP d’Ungheria 2026, Ferrari limita i danni

La vittoria è andata a Lando Norris, autore di una gara praticamente perfetta dopo essere partito dalla pole position.

Oscar Piastri aveva preso il comando nelle prime fasi della corsa, salvo poi ritirarsi a causa di un problema al cambio quando sembrava ancora in piena lotta per il successo.

Alle spalle del pilota McLaren hanno concluso Max Verstappen e Kimi Antonelli, mentre Ferrari ha chiuso con:

  • 4° Charles Leclerc
  • 5° Lewis Hamilton (dopo una penalità di cinque secondi)

Un risultato che porta punti importanti, ma che lascia soprattutto molti rimpianti.


Hamilton ancora penalizzato: un problema che Ferrari deve risolvere

Se esiste un dato che preoccupa maggiormente rispetto alla prestazione della SF-26, è rappresentato dalle continue penalità ricevute da Lewis Hamilton.

Anche in Ungheria il britannico ha perso una posizione dopo aver ricevuto cinque secondi di penalità per eccesso di velocità in pit lane, consegnando così il quarto posto a Charles Leclerc.

Il problema, però, è che non si tratta più di un episodio isolato.

Da Montecarlo in avanti Hamilton ha accumulato diverse penalità nel corso dei weekend di gara. Cinque secondi possono sembrare pochi, ma in una Formula 1 così equilibrata rappresentano spesso la differenza tra un podio e una posizione fuori dalla top tre.

Ferrari non può permettersi di perdere punti in questo modo contro avversari come McLaren, Mercedes e Red Bull.


Ferrari quarta forza? Budapest non è una pista rappresentativa

Uno dei temi destinati ad alimentare il dibattito sarà inevitabilmente il valore reale della Ferrari.

Guardando soltanto la classifica finale qualcuno potrebbe sostenere che McLaren abbia ormai superato definitivamente la SF-26.

La realtà, però, è molto diversa.

L’Hungaroring è uno dei circuiti più particolari dell’intero calendario. Per caratteristiche ricorda piste come Monaco, dove il bilanciamento meccanico, la trazione e la gestione degli pneumatici contano molto più della prestazione assoluta della monoposto.

Anche in Austria erano emerse indicazioni molto specifiche che non potevano essere estese a tutto il campionato.

Per questo motivo sarebbe sbagliato utilizzare Budapest come parametro definitivo per valutare i rapporti di forza.

Saranno i prossimi Gran Premi, disputati su circuiti più completi e rappresentativi, a fornire un quadro molto più attendibile.


ferrari Ungheria Gomme
ferrari Ungheria Gomme

Il vero limite della SF-26 resta la gestione del posteriore

Dal punto di vista tecnico la Ferrari continua invece a mostrare una caratteristica già vista durante la stagione.

Sulle piste dove gli pneumatici posteriori vengono particolarmente sollecitati, la SF-26 fatica maggiormente rispetto ai principali rivali.

Il Hungaroring amplifica proprio questo aspetto.

La gestione del degrado è diventata decisiva durante la gara e Ferrari ha pagato qualcosa rispetto a McLaren e Red Bull, soprattutto nelle fasi centrali degli stint.

Non significa che la vettura sia lenta, ma semplicemente che su circuiti di questo tipo il suo principale limite emerge con maggiore evidenza.


Leclerc Test F1 2026
Leclerc Test F1 2026 foto credits media Ferrari

Leclerc paga ancora la gestione delle gomme

Anche la gara di Charles Leclerc conferma una tendenza già osservata in altre occasioni.

Quando il degrado degli pneumatici aumenta e diventa necessario gestire le gomme posteriori, il monegasco tende spesso a perdere competitività.

In Ungheria il ferrarista non è mai riuscito a trovare il ritmo necessario per attaccare il podio, pur beneficiando della penalità inflitta al compagno di squadra.

Hamilton, invece, aveva mostrato un passo leggermente migliore in alcune fasi della corsa, ma il risultato finale è stato nuovamente condizionato da un episodio evitabile.


La qualifica ha compromesso il weekend Ferrari

Il GP d’Ungheria ha confermato ancora una volta quanto la track position sia determinante al Hungaroring.

Sorpassare è estremamente complicato e partire nelle prime posizioni rappresenta spesso metà del lavoro.

Ferrari avrebbe probabilmente dovuto concretizzare meglio il proprio potenziale già nelle qualifiche.

Una migliore posizione sulla griglia avrebbe consentito strategie differenti e una gestione della gara molto meno condizionata dal traffico.

Anche alcune scelte strategiche restano discutibili, soprattutto nella fase conclusiva della corsa, ma il vero rimpianto nasce dal sabato.


f1 Test 2026 Mclaren Baharain
f1 test 2026 Mclaren Baharain

McLaren cresce, ma è presto per parlare di nuovo equilibrio

La vittoria di Norris conferma gli importanti progressi della McLaren.

La monoposto di Woking sembra aver compiuto un ulteriore passo avanti, soprattutto nella gestione degli pneumatici e nel passo gara.

Tuttavia, prima di affermare che McLaren abbia definitivamente superato Ferrari, sarà necessario attendere circuiti dalle caratteristiche molto diverse rispetto al Hungaroring.

Budapest, infatti, tende da sempre a esaltare alcune qualità specifiche delle vetture e a mascherarne altre.

Per questo motivo il Mondiale resta ancora apertissimo sotto il profilo tecnico.


Ferrari ha buttato via un’occasione importante

La sensazione finale è che Ferrari abbia lasciato per strada una grande opportunità.

Non perché la SF-26 fosse la monoposto più veloce del weekend, ma perché il potenziale per ottenere un risultato migliore era concreto.

Tra una qualifica non perfetta, una gestione della gara discutibile e l’ennesima penalità di Hamilton, il bottino finale è stato inferiore rispetto alle reali possibilità del team di Maranello.

Il GP d’Ungheria 2026 rappresenta quindi più un’occasione sprecata che una bocciatura tecnica della Ferrari.

Le prossime gare, su circuiti decisamente più rappresentativi, diranno se la SF-26 potrà continuare a giocarsi il Mondiale contro McLaren, Mercedes e Red Bull oppure se Budapest abbia davvero anticipato un nuovo equilibrio tecnico. Per ora, però, parlare di Ferrari “quarta forza” appare decisamente prematuro.

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